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Alfa Romeo Spider, 50 anni di icone a cielo aperto

Alfa Romeo Spider, 50 anni di icone a cielo aperto

Breve storia del Duetto e delle sue eredi: nel giugno del 1966 la prima Spider del Biscione disegnata da Pinifarina debuttò sul mercato diventando un'icona internazionale

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 Francesco Colla

venerdì 3 giugno 2016 15:04

ROMA - Nel 1967 uscì nelle sale di tutto il mondo The Graduate, conosciuto in Italia come Il laureato. Più che un film un affresco post-adolescenziale e pre-contestazione. Dustin Hoffman, la colonna sonora di Simon & Garfunkel e una piccola cabriolet rossa che fece impazzire gli americani. Era l’Alfa Romeo Spider, passata alla storia con l’affettuoso nome di Duetto. Nome mai ufficializzato peraltro: fu un signore di Brescia a coniarlo in occasione di un concorso indetto dal marchio del Biscione. Che non poté mai utilizzarlo a causa di un’omonimia con un’allora famosa merendina. 

OSSI DI SEPPIA - Il Duetto (pardon, la Spider), era stata presentata al Salone di Ginevra del 1966, cinque anni dopo il debutto del primo prototipo firmato da Pininfarina. Nel giugno del ’66 la 1600 Spider debuttava sul mercato: il pianale derivava da quello della Giulia accorciato, la forma voleva richiamare quella dell'osso di seppia, con muso e coda arrotondati, e il motore di 1590 centimetri cubi sviluppava 109 cavalli. Che per l’epoca erano veramente tanti, o comunque abbastanza per spingere i 940 kg della spiderina a oltre 180 chilometri orari. Mentre il Duetto arrivava nelle concessionarie italiane tre esemplari venivano portati via nave oltreoceano. Era l’inizio del mito Alfa in America e qui si torna al film con Dustin Hoffman. 

QUATTRO SERIE - Nel 1968 vennero aggiunte 2 motorizzazioni alla produzione: la 1750 Spider Veloce e la 1300 Junior. La prima montava un motore da 114 cv e divenne la versione top di gamma, la seconda la entry level pensata per i giovani. Nel 1969 al Salone di Torino fu presentata la seconda serie e venne chiamata 'coda tronca' a causa appunto della particolare forma della coda che era stata “mozzata” per seguire le ultime tendenze stilistiche e le nuove teorie di aerodinamica secondo cui con la coda tronca l'aria dava una maggior spinta all'automobile. La Spider dava l’addio alla caratteristica linea a “osso di seppia”, ma non per questo il modello non ebbe successo: la seconda serie venne prodotta in diverse versioni fino all’83, quando venne sostituita dalla terza “Aerodinamica” che lasciò posto alla quarta, “Ultima”, prodotta dall’89 al ’94.

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E TANTE EREDI - Con la metà degli anni ’90 si chiude l’era Duetto ma non quella delle sportive scoperte del Biscione: nel ’95 debuttò la Spider derivata dalla GTV, sostituita, un decennio dopo, dalla Spider del 2006 derivata dalla Brera. Ora è il turno dell’ultima erede della dinastia, la 4C Spider, che mezzo secolo dopo la prima Duetto porta avanti una filosofia di sportiva compatta e dal motore altrettanto compatto e dall’impareggiabile piacere di guida.   

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