Tensione Ucraina-Russia ai Mondiali: il retroscena sul confronto negli spogliatoi

Kharlan batte Smirnova e la saluta con l’arma (come ai tempi del Covid), la russa protesta: fuori entrambe
Tensione Ucraina-Russia ai Mondiali: il retroscena sul confronto negli spogliatoi© AFP
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Alberto Dolfin

MILANO - Lo scontro tra Russia e Ucraina si sposta sulle pedane dell’Allianz MiCo. Mercoledì sera, ore 22.30: il ministro dello Sport di Kiev Vadym Gutzeit autorizza tutti gli atleti del suo Paese a prendere parte alle gare di qualificazione olimpica per Parigi 2024, comprese le quelle in cui sono iscritti atleti di passaporto russo o bielorusso. Il presidente della Federscherma ucraina Mikhail Ilyashev recepisce la disposizione dell’olimpionico di sciabola a Barcellona 1992 (sotto bandiera Csi) e si prende una notte per decidere, dopo che proprio nella mattinata di mercoledì c’era stato il forfait di Igor Reizlin, che aveva boicottato l’incontro di spada maschile contro il russo Vadim Anokhin.

In pedana

All’alba, arriva il via libera e alle 10.15 Olga Kharlan può scendere in pedana contro la russa, iscritta come neutrale, Anna Smirnova. «Olga, Olga» sugli spalti, la delegazione ucraina si scatena e fa sentire tutto il suo supporto alla olimpionica di Pechino 2008 che, stoccata dopo stoccata, si scioglie e prende il largo. «Ero felice, ma al tempo stesso molto nervosa - racconta la trentaduenne ucraina che si allena a Bologna col maestro Andrea Terenzio e il fidanzato Gigi Samele - Ho dormito appena tre ore e non è stato affatto facile, perché nella mia mente mi dicevo che non avrei dovuto farlo, ma ho capito che era il modo migliore per supportare il mio esercito e che questa era la mia guerra». In otto minuti, spazza via la rivale e, come permesso durante l’epoca del Covid, porge la lama della sua sciabola per il saluto finale al posto della mano. Anna risponde allungando timidamente l’arto sinistro, ma poi lo ritrae quando vede che l’avversaria non si è tolta il guanto. Qualcosa del genere era accaduto a inizio mese nel torneo femminile di tennis a Wimbledon tra la bielorussa Victoria Azarenka e l’ucraina Elina Svitolina, peccato però che nella scherma non si possa non omaggiare il rivale, pena squalifica, come da regolamento. «Ho avuto la rassicurazione verbale alla vigilia dell’incontro per bocca del presidente Katsiadakis con cui ho parlato personalmente», rivela Olga, tirando in ballo il numero 1 della Fie (che ha preso il posto del russo Alisher Usmanov, autosospesosi per la guerra).

Colpo di scena

L’incontro viene omologato dall’arbitro italiano Vincenzo Costanzo: Olga abbraccia il fidanzato Samele tra le lacrime. Eppure, dall’angolo della russa, arrivano grida a gran voce: «Non te ne andare, aspetta, resta lì». I tecnici avviano la protesta, Anna resta seduta sulla pedana da sola - una scena da film - per quarantacinque minuti. Alle 11.15 le viene mostrato un foglio, in cui la Fie comunica che è stato preso in esame il ricorso, per cui Anna abbandona la pedana. Il nuovo colpo di scena alle 13.05, quando sarebbe stato in programma il duello tra Olga e Yoana Ilieva: la pedana rossa resta deserta e sullo schermo accanto al cognome della Kharlan compare la sigla «EXC», che sta per esclusa, mentre avanza la bulgara (poi bronzo). A raccontare ciò che è accaduto lontano dietro le quinte, ci pensa la diretta interessata. «Mi trovavo in camera di chiamata, al controllo dell’arma, in vista dell’incontro successivo e di colpo è venuto da me l’arbitro dell’incontro e mi hanno che volevano parlarmi. Sono stata convocata in direzione di giuria e mi è stato detto dal direttore del torneo che l’arbitro mi avrebbe dato il cartellino nero. Mi dispiace anche per Vincenzo, che conosco molto bene perché è italiano. Era in lacrime ed è stato tirato in mezzo a questo gioco politico perché in pedana non mi aveva dato nessuna sanzione - commenta in lacrime Olga - È stato crudele anche per lui, così come per tutti. Questa Federazione e tutto il sistema sta ammazzando tutti. Avete visto tutto quello che è successo e come ho mostrato rispetto verso la mia avversaria, presentandomi all’incontro. L’unica cosa che non ho fatto è stata stringerle la mano alla fine, ma mi era stata data questa possibilità. Le ho proposto di incrociare le nostre lame, lei ha rifiutato e l’arbitro mi ha detto che potevo andare e che l’incontro era finito».

La delusione

Tutti scontenti, fuori Smirnova per l’esito in pedana, Kharlan squalificata da tutto il Mondiale per una decisione che fa infuriare tutta la delegazione ucraina per la gara a squadre. «Abbiamo scritto una lettera di protesta al Bureau Fie perché il cartellino nero non è stato dato in pedana e vogliamo recuperare Olga almeno per la prossima gara», commenta il presidente della Federscherma ucraina Mikhail Ilyashev.


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