Giovanni Franzoni scoppia a piangere dopo la vittoria: perché le sue lacrime ci ricordano che non ha sciato da solo
Non è solo sport, ma vita. Ce lo ha ricordato Giovanni Franzoni che non solo ha vinto una discesa libera a Kitzbühel - che è un po' come la Champions League nel calcio o uno Slam nel tennis -, ma ha anche fatto commuovere tutti per la dolcezza del suo sguardo dopo il trionfo. Un ragazzo semplice, Franzoni, appena 71mila follower su Instagram: cresceranno. Come sta crescendo lui che a neppure 25 anni sta entrando nell'Olimpo dei grandi. Non era un predestinato, ma un lavoratore serio e umile sì. Ha il futuro davanti, quello stesso futuro che una sorte bastarda ha negato a Matteo Franzoso, morto in seguito a una caduta durante un allenamento in Cile. Condividevano tanto, Matteo e Giovanni. Non a caso, sul podio, l'azzurro ha alzato gli occhi e gli sci al cielo. E poi ha pianto. "Sto tremando - ha ammesso -. Oggi è stata una giornata un po’ speciale, alla partenza avevo in testa Matteo perché l’anno scorso eravamo in camera insieme ed era la mia prima volta qui. Ero super carico per la discesa, sapevo che non era per niente facile perché “Odi” (Odermatt, ndr) non aveva mai vinto qua, gli svizzeri erano tutti stracarichi. Dopo il superG ero super motivato, volevo fare tutto quello che potevo, nella prima parte ho faticato un po’, poi ho sciato veramente da paura”. E ha vinto meritatamente, abbracciando la mamma al traguardo in un video diventato, neanche a dirlo, immediatamente virale.
Franzoni e la vittoria a Kitzbuehel: perché non ha sciato da solo
Otto giorni fa Wengen, ora Kitzbuehel: il bresciano partito con il pettorale numero 2 è in un momento d'oro e lo sa. Così come sa di non aver sciato solo oggi: lassù, qualcuno, lo ha accompagnato. E allora non contano i 100mila euro incassati (è la gara più ricca del circuito), non conta che al secondo tentativo ha vinto LA discesa, contanto solo le lacrime e quello sguardo al cielo già lanciato a Wengen. A volte per realizzare i sogni c'è bisogno solo di questo: non essere soli. Giovanni Franzoni non lo è.
