Laura Pausini e l'Inno di Mameli, il gesto di Vasco Rossi e Celine Dion zittisce tutti

Laura Pausini sommersa dalle critiche dopo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, Vasco Rossi e Celine Dion arrivano in sostegno
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Laura Pausini nel mirino. La cantante di Solarolo è stata bersagliata sul web dopo la sua esibizione dell'Inno di Mameli alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Per molti l’interpretazione è apparsa troppo personale, lontana dalla solennità richiesta da un contesto istituzionale. Nel giro di poche ore, i social network si sono trasformati in un’arena di giudizi contrapposti: commenti ironici, critiche severe, confronti accesi hanno invaso Instagram, X e TikTok. Tanto da spingere lo staff della Pausini a limitare i commenti.

Vasco Rossi difende Laura Pausini dopo l'Inno di Mameli

In questo clima di tensione è arrivato un segnale di sostegno autorevole. Vasco Rossi, che ha recentemente festeggiato i 74 anni, ha lasciato un commento sotto un video in cui Laura Pausini canta una delle sue hit, Un senso: due parole e un cuore azzurro, "Meravigliosa Laura". Un gesto semplice, ma carico di significato, che ha subito attirato l’attenzione. Molti utenti hanno letto in quel messaggio la dimostrazione di una stima profonda tra due protagonisti della musica italiana, un riconoscimento umano e artistico che va oltre le polemiche. 

Anche Celine Dion sostiene Laura Pausini

Celine Dion ha gradito l’esibizione di Laura Pausini alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. La cantante, tra le più talentuose al mondo, ha lasciato un like al post Instagram della collega italiana in cui veniva proprio menzionata la performance in mondovisione. Più in generale, tutti i siti esteri hanno molto apprezzato la performance di Laura. Diversa la situazione in Italia, dove si è scatenato un vero e proprio clima di odio nell'ultimo periodo, complice anche un album di cover.

Laura Pausini contro gli haters

Una situazione che ha spinto Laura a paragonarsi a Jannik Sinner"In Italia sembra che ogni volta che qualcuno porta a casa qualcosa di importante si debba trovare per forza un difetto. Pensiamo a Sinner. Così succede anche per i premi. Nella stessa settimana in cui ne portavo a casa uno, nessuno parlava del premio: si parlava del fatto che avevo la calza rotta, o che avevo un accappatoio. Quando mi hanno detto che avrei ricevuto un premio dalle mani del Papa, all’inizio non ci credevo e non volevo. In Italia, spesso i premi portano più odio che gioia".


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