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Sacchi, che bordata al Milan: «Manca coesione in società»

Sacchi, che bordata al Milan: «Manca coesione in società»
© ANSA

L'ex tecnico di Fusignano si è mostrato molto critico nei confronti del Milan che in questi ultimi anni ha mostrato poca coesione societaria.

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 Marco Gentile

sabato 30 gennaio 2016 12:44

MILANO- Arrigo Sacchi critica il Milan. L’ex grande allenatore dei rossoneri, con cui ha vinto tutto in Italia e soprattutto in Europa, ha parlato ai microfoni de La Stampa puntando il dito sulla società, rea di non essere coesa e di non avere le idee chiare: “Al Milan manca coesione in società, assenza che si trasmette anche al campo. Il Milan è sempre stato un club modello dove tutti, dal magazziniere a Berlusconi, remavano dalla stessa parte. Ora quella coesione non c’è più. Svanita come l’attenzione nello scegliere i giocatori. Per noi prima veniva la persona, poi la sua funzionalità. Io volevo fare un concerto rock, per questo misi da parte quelli che non ce la facevano".

IL VERO COLPEVOLE- Sacchi ha poi voluto prendere le difese di Sinisa Mihajlovic, sempre in bilico e considerato il capro espiatorio di questa, fin qui, deludente stagione: "Mihajlovic è un professionista serio, ma la società si deve mettere in testa che non può più prendere i migliori solisti, come fa il Real per esempio, e allora deve cambiare target di acquisti. I Dybala della situazione". L’uomo di Fusignano ha emesso la sua sentenza additando le colpe maggiori alla società che negli ultimi anni non ha operato in maniera ottimale sul mercato.

L’ELOGIO A SARRI- Sacchi ha poi voluto elogiare Maurizio Sarri, che al Napoli sta facendo cose egregie. Ecco le parole dell’ex tecnico del Milan: “Mi rivedo in lui e in tutti quelli che mettono il gioco al centro del progetto. Scegliendolo, De Laurentiis ha dimostrato di essere un anno avanti rispetto agli altri. Proprio come fece Berlusconi con me quando mi portò al Milan". Il maestro ha parlato: chissà se in Via Aldo Rossi avranno colto il segnale. Una cosa è certa: dalla prossima stagione la società dovrà avere un assetto diverso e ruoli ben definiti per evitare diatribe interne come quelle tra Barbara Berlusconi e Adriano Galliani. 

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