© ANSA Amatrice e il modulo Pirozzi
AMATRICE (RIETI) - Il suo modulo è il SAE e, per il SAE, va in pressing costante su Roma, attacca frontalmente l’acerrima nemica burocrazia, mantiene una strenua difesa del territorio. Ma il SAE non è né un 4-4-2 né un 3-5-2 né un 4-3-1-2, anche se Dio solo sa quanto gli piacerebbe tornare a bordo campo per dirigere la sua squadra. L’ultima è stata il Trastevere, portato in serie D un anno fa. In fondo, Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, già scout dell’Ascoli che segnalò Bonucci quando giocava a Treviso è stato un allenatore di calcio sino al 24 agosto 2016, ha vinto sei campionati, dalla Terza Categoria alla C2 e ha appena rifiutato una panchina di un’importante squadra di Lega Pro. «Perché? Perché il mio posto è qui, con la mia gente. La passione è sempre enorme, però spendo tutte le mie energie per la ricostruzione. Non è ancora il momento di tornare al calcio. C’è un tempo per tutto». SAE è un acronimo che sta per Soluzioni Abitative in Emergenza, cioè le casette di legno che la gente di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto aspetta da troppo tempo. Nel cratere del sisma ne servono diecimila: sinora ne sono state consegnate soltanto quattrocento, cioè il quattro per cento, percentuale inferiore all’8 per cento di macerie rimosse. Già, le macerie: in un anno sono state portate via 176 mila 700 tonnellate. Ne sono rimaste 2,3 milioni. Un’autentica vergogna nazionale.
LA PRIMA PARTE DELL'INCHIESTA DI XAVIER JACOBELLI
IL PRESIDENTE E LA VEDOVA - Pirozzi è uno che non le manda a dire e, anche per questo, si fa apprezzare. Lo sa bene Sergio Mattarella, ieri per l’ottava volta in visita nei paesi terremotati, al quale il sindaco in jeans e maglietta («Chiedo scusa se non ho messo la cravatta, ma qui c’è da lavorare») ha dato un prosaico benvenuto: «Speriamo venga più spesso, così si sbrigano a portare via le macerie. Un presidente al giorno leva le macerie di torno». Il Capo dello Stato si è fatto una risata: «Non è la mia prima visita e non sarà l’ultima. Sono stati fatti diversi passi avanti, ma ce ne sono tanti altri da muovere velocemente per rendere definitiva la ricostruzione. Quelli che riscontro sono incoraggianti, ma non cancellano nulla di ciò che occorre e che manca, le lacune che ancora ci sono e quanto ci sia ancora da fare». E le macerie? «La Regione Lazio ha fatto molto anche per la rimozione delle macerie. Le macerie pubbliche sono state tolte perché è stato più facile, non dovendo chiedere il consenso ai privati. Ora si è fatto un grande affidamento dei lavori per rimuovere tutte le macerie e, anche questo, segnerà un importante passo in avanti. Bisogna poi concentrarsi sulla ricostruzione». Pirozzi e Amatrice non fanno altro da un anno. Una vedova del sisma ha detto al Capo dello Stato: «Presidente, mio marito è morto nel crollo della nostra casa in quella maledetta notte del terremoto. Abbiamo bisogno di aiuto».
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