Superlega, ecco il piano di Juve, Barcellona e Real

Il progetto non è stato accantonato: possibili modifiche al format, ma nessuna rinuncia
Superlega, ecco il piano di Juve, Barcellona e Real
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È un gigante ferito e dormiente, secondo alcuni in fin di vita, per i diretti interessati pronto, prima o poi, a rialzarsi. La Superlega è così, un progetto accantonato in attesa di tempi migliori. Profilo basso, un lavoro sotto traccia e ancor più discreto rispetto a quanto sia stato fatto ad aprile, quando tra la notte del 18 e il 19 fu fatta scoppiare la bomba che ha sconvolto il calcio. Sono rimaste in 3, tra le 12 società fondatrici: Real Madrid, Barcellona e Juventus. Mai, si sono tirate indietro, e in un certo senso ne sono uscite vincitrici e fedeli al loro credo, visto che ad oggi, nonostante le iniziali minacce, non sono arrivate sanzioni né da parte dell’Uefa né dalle rispettive leghe o federazioni, frenate da possibili azioni legali da parte delle società coinvolte.

Real, Juve e Barça sono unite

Il Real Madrid continua a dire che il progetto non è finito, che la partnership con i soci rimasti sia indissolubile e, da fonti madridiste, all’interno del club si fa il tifo per Barcellona e Juventus in Champions League. Si spera, insomma, che possano andare avanti il più possibile nella competizione, magari fino alle semifinali: in tal caso i tre club avrebbero la forza sufficiente per negoziare con l’UEFA quella che sarebbe una Superlega 2.0, magari più inclusiva e con la possibilità per altri club di entrare in un sistema di promozioni e retrocessioni. La sensazione, nel Real Madrid, è che in futuro, magari tra un anno o due, questa Superlega si farà. Lo crede fermamente Florentino Perez, che il 20 novembre affronterà nuovamente il discorso davanti ai soci nell’assemblea indetta a Valdebebas. Un discorso che riguarda anche il suo principale competitor in Spagna, il Barcellona, nel pieno di una crisi tecnica che dalle parti del Camp Nou sperano di poter risolvere con l’arrivo in panchina di Xavi.  [...] «Non mi voglio arrendere e non mi arrenderò - aveva detto Andrea Agnelli nell’ultima assemblea dei soci -. Il sistema ha bisogno di un cambiamento e la Juventus ne vuole essere parte, ed è un cambiamento che necessita dialogo da parte di tutti».

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