Quote vincente Europei 2024, le nazioni favorite

Gli azzurri di Spalletti si presentano da campioni in carica per difendere il titolo conquistato nel 2020
Quote vincente Europei 2024, le nazioni favorite© LAPRESSE
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L’Italia si presenta ad Euro 2024 da campione in carica, chiamata a difendere il titolo nella 17ª edizione del torneo che, ricordiamo, sarà giocato interamente in Germania. L’obiettivo del neo-ct Spalletti sarà quello di portare gli Azzurri il più avanti possibile, provando a raggiungere l’Olympiastadion di Berlino dove, il 14 luglio 2024, andrà in scena la finalissima. Una finale che è stata raggiunta già quattro volte nella storia della nazionale italiana dal 1960 a oggi: prima con l’Europeo del ‘68, vinto nella doppia sfida contro la Jugoslavia; poi con l’edizione del 2000, persa per 2-1 a favore della Francia; ancora nel 2012, dove la Spagna inflisse un pesantissimo 4-0; e infine nell’ultima edizione, quella del 2020, vinta ai rigori contro l’Inghilterra. E proprio l’Inghilterra è ancora una volta presente nel cammino azzurro, stavolta per le qualificazioni Euro 2024. Capitata nello stesso Gruppo C della nostra selezione insieme a Ucraina, Macedonia del Nord e Malta, ha già avuto modo di prendersi la sua rivincita. L’1-2 inflitto a fine marzo al Maradona di Napoli è stato un colpo al cuore per l’Italia e una dimostrazione di forza per la squadra di Southgate, che ha dimostrato a tutti, non solo al pubblico italiano, di poter ambire al titolo.

Inghilterra favorita, seguono Francia e Germania

Secondo quello che è probabilmente il miglior sito scommesse italiano, saranno Inghilterra, Francia e Germania a contendersi la coppa: Snai le quota rispettivamente 5.50, 5.50 e 6.50. Dello stesso parere è anche Sisal, che offre le quote di Francia e Inghilterra a 5.00 e banca la Germania a 6.00. Non la pensa allo stesso modo il sito scommesse Eurobet, che offre sì la Francia a 5.00 nel mercato Antepost/Vincente, ma stacca l’Inghilterra a 6.00 e la Germania a 8.00. E l’Italia? Non bene la situazione della nostra nazionale. La maggior parte degli allibratori sono concordi nel posizionarla in sesta posizione dietro a Portogallo e Spagna. Sempre il sito Snai offre la quota per l’Italia vincente Euro 2024 a 12.00, così come Sisal, mentre Eurobet e William Hill salgono a 13.00. Il Portogallo viene bancato a una media di 10.00 dai diversi bookmakers, mentre la Spagna a 8.50.

Euro 2024, Italia come Portogallo e Belgio

Dunque, poche chance per la vittoria degli Europei da parte dell’Italia, che nel mercato “Migliore del Gruppo” viene offerta a 8.00, dietro all’Inghilterra (1.08) e davanti a Ucraina (25) e Macedonia del Nord (350). Le altre quote delle principali candidate riportano i moltiplicatori di 1.33 per la Spagna nel Gruppo A e 1.14 per la Francia nel Gruppo B, mentre la quota del Portogallo, che sta primeggiando senza avversarie di livello nel Gruppo J, non viene neanche bancata. Germania che invece accede di diritto alla fase successiva essendo la nazione organizzatrice. Dietro all’Italia, non molto distanti, troviamo il Belgio, bancato a 12 per la vittoria dell’Europeo, e l’Olanda, offerta a 18. Poi Croazia e Danimarca a 25 e via via tutte le altre con quote sempre più alte. Vedere gli Azzurri messi sullo stesso piano di Portogallo e Belgio fa male. Soprattutto considerando che siamo la squadra detentrice del titolo e, storicamente, una delle più forti al mondo.

Il successo a Euro2020

Ma consolarsi con i successi del passato non porta a nulla di buono. Sono lontani i tempi nei quali l’Italia poteva vantare campioni di assoluto livello e invidiati da tutto il mondo. È pur vero, però, che il recente Europeo è stato vinto da una squadra sì forte, ma non stellare. Una squadra che ha saputo far prevalere la caparbietà e la concretezza alla bellezza fine a sé stessa. Una squadra che ha saputo soffrire e combattere con tutta la forza della volontà. Ricordiamo il gol di Bonucci al 67’ che ci ha consentito di raggiungere i tiri dal dischetto; il gol di Chiesa per il momentaneo vantaggio contro la Spagna in semifinale; i gol di Barella e Insigne nei quarti di finale contro il Belgio; e ancora i gol di Pessina e Chiesa contro l’Austria negli ottavi di finale. Fatta eccezione per la partita contro il Belgio, negli altri match siamo sempre dovuti arrivare almeno ai supplementari per avere la meglio sull’avversaria. Due volte su tre sono serviti i rigori per chiudere i giochi. C’è chi direbbe che si è trattato di fortuna, ma c’è anche chi ci ha letto un gruppo forte mentalmente e molto determinato. Un gruppo che ha ricordato, per come sono arrivate le vittorie, per i tanti calciatori che hanno saputo sacrificarsi, per la caparbietà e le energie spese, la selezione azzurra che nel 2006 riuscì a vincere la nostra quarta Coppa del Mondo. Allora nessuno avrebbe puntato un soldo sulla vittoria dell’Italia. E come allora, anche questa volta partiamo con lo sfavore degli esperti, sperando di riuscire a buttare il cuore oltre l’ostacolo e sentire di nuovo, come quella volta, le voci di Bergomi e Caressa urlare: “Andiamo a Berlino!”.


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