Terremoto Roma, il retroscena sull'esonero di Mourinho: la decisione presa nella notte

Il presidente Dan è arrivato in città e ha imposto la svolta, che poteva prendere corpo già tre mesi fa
Roberto Maida

E' stato il fulmine che ha squarciato un'assolata mattina romana di pieno inverno: alle 9.25 la Roma ha cacciato José Mourinho. Due anni e mezzo dopo il sorprendente annuncio dell'arrivo, è così arrivata l'altrettanto sorprendente notizia dell'esonero.

La decisione dei Friedkin è maturata nella notte, dopo lo sbarco del presidente Dan in città. Il patron ha cenato con il figlio Ryan, che non era andato a Milano ma si era confrontato con la Ceo, Lina Souloukou. Lì si è deciso il destino dell'allenatore, in parallelo all'accordo con il successore che sarà annunciato a breve insieme al direttore sportivo. Una situazione surreale, quella in cui si è infilata la Roma, nona in classifica dopo il ko di San Siro ma ancora in corsa per l'obiettivo Champions e in Europa League.


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Quando è maturata l'idea dell'esonero di Mourinho

La verità è che qualcosa si era rotto da tempo nei rapporti interni. I Friedkin avevano pensato di cambiare tecnico già dopo la terribile sconfitta di Genova (1-4) e lo avrebbero fatto sicuramente se la Roma avesse perso a Cagliari a inizio ottobre. Nello stallo, con la squadra che sembrava in ripresa fino a Natale, la scossa è stata congelata. Ma l'ultima serie di risultati ha spinto verso il cambio «con effetto immediato». Mourinho è stato informato dai vertici del club, è comprensibilmente deluso, ma in cuor suo aveva intuito l'aria di svolta. Aveva detto di essere disposto a restare, a rinnovare il contratto in scadenza a qualunque condizione, invece lascerà la Roma con cinque mesi d'anticipo. Un finale triste e solitario.


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E' stato il fulmine che ha squarciato un'assolata mattina romana di pieno inverno: alle 9.25 la Roma ha cacciato José Mourinho. Due anni e mezzo dopo il sorprendente annuncio dell'arrivo, è così arrivata l'altrettanto sorprendente notizia dell'esonero.

La decisione dei Friedkin è maturata nella notte, dopo lo sbarco del presidente Dan in città. Il patron ha cenato con il figlio Ryan, che non era andato a Milano ma si era confrontato con la Ceo, Lina Souloukou. Lì si è deciso il destino dell'allenatore, in parallelo all'accordo con il successore che sarà annunciato a breve insieme al direttore sportivo. Una situazione surreale, quella in cui si è infilata la Roma, nona in classifica dopo il ko di San Siro ma ancora in corsa per l'obiettivo Champions e in Europa League.


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