© ANSA Aia, caos nelle scelte: scoppiano i casi Ciampi e De Marco
ROMA - La stagione arbitrale rischia di iniziare all’insegna del caos, l’AIA in questo senso è stata poco lungimirante. Ha perso di vista l’equilibrio che - sia pure a fatica - il mondo dell’Assoarbitri aveva raggiunto, dopo stagioni di lotte interne ed esterne. Come abbiamo già detto, l’aver fatto terra bruciata attorno a Rocchi non è stata una mossa felicissima, il designatore - lo avrebbero volentieri fatto fuori se non ci fosse stato quell’anno di contratto ancora in essere - lavorerà contro tutto e contro tutti nel suo quinto anno al vertice della CAN (il più longevo degli ultimi venti anni). Ma non è tutto: i conti sono saltati presto, le sezioni hanno ricevuto 87% «di quanto preventivato, in attesa di (...) aumento del budget» recita una mail del presidente Zappi. E, a proposito di budget, mentre alcuni ruoli sono stati ridimensionati (Celi, ad esempio, prenderà meno di Damato al settore tecnico), non è passato l’aumento (raddoppiato) per la CAN C di Orsato. La Figc lo ha rispedito al mittente, e pare già ci sia del malumore (forte) fra chi ha mollato il certo e ora si ritrova con meno del promesso fra le mani.
Caso Ciampi
Ci sono un paio di altre spine, però, che pungono l’AIA. La prima riguarda Ciampi, l’ex designatore di C al quale è stato chiesto di dimettersi (rinunciando anche ad una parte del compenso) per fare posto ad Orsato. L’ex arbitro di Roma1 è stato inserito nell’organico dei vice a disposizione di Rocchi, ma questo entrerebbe in conflitto con il suo ruolo arbitrale (in pratica si troverebbe a giudicare da OT il suo presidente di sezione, Doveri) e con il suo lavoro, visto che il suo studio commercialista segue dodici fra arbitri, assistenti e VAR della CAN, dal Manzanarre al Reno (o dalla Mole Antoneliana ai lidi laziali, fate voi). Lo stesso Ciampi aveva sollecitato la presidenza AIA in tal senso, Zappi aveva chiesto parere al Collegio di Garanzia, composto da Marcello Marchioni (Coni), Alberto Boschi (AIA) e Marco Pucci (Figc), il quale aveva dato parere favorevole. Tutto risolto? Affatto, perché la voce in Figc - che non entra nelle vicende arbitrali - era di situazione «non corretta». Il che dovrebbe portare (porterà) Ciampi a rimettere il mandato come commercialista per il suoi 12 assistiti. Non si poteva pensarci prima?
Caso De Marco
C’è poi un altro caso, che riguarda il nuovo coordinatore arbitri-club. L’AIA - a caccia di cash - ha “mollato” la carica, ritenendo che la parcella dovesse finire più in carico a chi ne beneficiava (Lega e Figc) più che all’AIA. Pinzani, che per tre anni aveva lavorato a stretto contatto con Rocchi e con i club, frenando polemiche e malumori (favorendo, di fatto, più l’AIA che Lega), è stato lasciato libero di scegliere (è andato alla Lazio). Ma un caso che ha riguardato il Bologna (espulsione di Lykogiannis in un’amichevole da parte della Ferrieri Caputi, con i rossoblù comunque in campo 11vs11) hanno portato la Figc ad avocare a sé la scelta. Ricaduta, dopo mille peripezie, su Andrea De Marco. Anche qui,tutto risolto? Beh, vederlo in tv lunedì sera commentare l’operato degli arbitri di coppa Italia sulle reti Mediaset non è stato il massimo. E dire che c’era equilibrio...
