Allegri e Gasperini, lacrime in ritiro: la loro partita più triste dopo la morte di Galeone
INVIATA A MILANO - Il Milan nel suo solito ritiro, la Roma nell’albergo a due passi da San Siro. Piove tanto a Milano e forse le pioggia è la sposa perfetta delle lacrime di Max Allegri e Gian Piero Gasperini. Si giocano una partita importante, stasera a San Siro, con il cuore un po’ più pesante e forse un po’ più soli. Se ne è andato Giovanni Galeone: si sapeva da un po’ che la fine era vicina. Ma non per questo fa meno male.
Allegri e Gasperini, uniti nel ricordo di Galeone
Stasera sicuramente ne parleranno, o meglio: risponderanno a domande, loro che sono stati allievi fedeli del tecnico - e forse pure dell’uomo - Galeone. Nato a Napoli, se ne è andato a Udine di domenica, il giorno del calcio e della Serie A, giusto in tempo per vedere da lassù la sfida tra i suoi due allievi (tre, considerando che il ds della Roma è quel Ricky Massara che ha allenato a Pescara). Cresciuto a Trieste, amava ricordare i suoi giocatori del cuore: Gasperini, Allegri, Leo Junior, Sliskovic e un giovane Gattuso. Guai a parlare male dei primi due: non c’era intervista in cui Galeone, che per Max aveva un debole e di cui era amico, non li difendesse. E loro beh, chi più chi meno, si sono tutti ispirati al suo modo di fare e intendere il calcio. Gasp in campo, Allegri soprattutto fuori. Max, però, gli dava ancora del lei, come confidato nell’intervista al nostro direttore lo scorso marzo. Sempre in quell’occasione, Galeone disse che Allegri era pigro, mentre Gasperini (che chiamava Piero) “era tutto nel mio Pescara. Lui è permaloso e selvatico, Max è fantasioso, intuitivo, Gasperini scientifico, solido, in campo era un professore. Quel Pescara veniva da Catuzzi, uno che la zona la faceva nell’82. Io andavo a vedere il suo Bari perché mi interessava Caricola. Il 4-3-3 lo interpretava benissimo. La squadra aveva assimilato i concetti della zona e Piero la guidava da dietro, bravissimo. A lui e Max dicevo: 'Leggete la partita e quando andate in difficoltà cambiate, se vedo che avete cambiato bene vi dico di proseguire, sennò decido diversamente. Piero non giocava per sé, ma per la squadra. Mai un problema'". Non ha avuto figli, Giovanni Galeone, con l'amatissima moglie Checca. Ma figli calcistici sì, ne ha avuti tanti. I due più importanti si sfideranno oggi. Nel suo ricordo e senza guardarsi indietro. Proprio come sarebbe piaciuto a lui.
