Il nuovo stadio, i tre campi e un legame unico col territorio: così è rinata l'Ostiamare di De Rossi

A gennaio Daniele diventa proprietario: il racconto esclusivo di come, anche grazie al rapporto con il Comune e l'assessore Onorato, adesso il club è pronto per camminare con le proprie gambe. La prima squadra ha vinto 11 partite su 12, Beccaceci: "Grande responsabilità"
Chiara Zucchelli

Il sapore del mare, anche se è inverno, lo senti subito. È Ostia, la sua natura, la sua essenza. Il sapore del calcio, invece, lo respiri non appena ti avvicini al centro sportivo dell’Ostiamare. Incroci due turisti tedeschi che sperano di incontrare Daniele De Rossi: non sono bene informati, è a Genova. Non è la prima volta: alcuni francesi sono andati a Ostia perché volevano acquistare le maglie disegnate direttamente dal proprietario. C’è tanto di lui nell’Ostiamare di oggi, e non potrebbe essere altrimenti. Ma non c’è solo lui: «Ho lavorato in questi mesi per far crescere il club anche quando io sarei andato via con persone di mia totale fiducia». Il club ora ha gambe solide per camminare da solo. Lo capisci quando vedi i ragazzini che corrono tra i campi e prima di allenarsi parlottano: nessuno ha il telefono in mano. L’Ostiamare, che ha da poco compiuto 80 anni, vuole promuovere il talento calcistico e umano salvaguardando l’impatto sociale sul territorio, costruendo un modello sostenibile. L’obiettivo è quello di diventare una realtà nazionale, capace di rappresentare Ostia e il suo territorio come un hub sportivo e sociale d’eccellenza, integrato con i valori della sostenibilità, dell'innovazione e dell’inclusione.

L'Ostiamare e le 12 partite senza sconfitte

Dodici formazioni, più di 700 tesserati e una prima squadra che sta volando: è prima nel girone F della serie D con 11 vittorie e 1 pareggio su 12 partite disputate. I gol segnati 29, 5 quelli subiti, 34 i punti già in cascina. L’allenatore di questo gioiello è David D’Antoni che De Rossi, fino alla chiamata del Genoa, si divertiva a spiare in allenamento, tanto da filmarlo per prendere spunto. L’Ostiamare nell’ultimo anno, cioè da quando De Rossi è diventato proprietario, ha avviato una riqualificazione del centro sportivo del club che ha incluso la costruzione di tre campi distinti: uno in erba naturale, uno in sabbia e uno in cemento con sponde laterali.  Della serie: dalla al muro che lui te la ridà. Tutte le squadre giovanili svolgono almeno una seduta a settimana su tutte le superfici e il progetto ha attirato l’interesse di altre società, che hanno visitato gli impianti per osservare l’idea. Non solo: se, all’inizio, è stato il nome di De Rossi ad essere attrattivo, adesso il progetto Ostiamare inizia a vivere di vita propria. Sono usciti articoli in Sud America, negli Stati Uniti e in Australia, spinti anche dalla polemica con Netflix che aveva deciso di festeggiare i suoi 10 anni in Italia attraverso una campagna pubblicitaria che, partendo dalla serie Suburra, denigrava Ostia. Sia il sindaco Gualtieri sia l'assessore Onorato si erano infuriati e la campagna era stata rimossa. Poi l’Ostiamare aveva avuto un'idea intelligente: fare una campagna che ricalcasse quella, con la faccia proprio di De Rossi, per spingere Ostia e la squadra.

Un mare di valori

Con la nascita della Ostiamare Social Impact Division – “Un Mare di Valori”, è stato compiuto un passo ulteriore nel consolidare il proprio ruolo di istituzione sociale con l'obiettivo di abbattere barriere fisiche e culturali, rappresentare un punto di riferimento per la comunità e valorizzare Ostia e il suo tessuto umano. Gli sponsor chiamano, i social crescono. La sala stampa non ha nulla da invidiare a quelle di alcune società di C e anche di B, il business club è in espansione e il merchandising esclusivo è una chicca da collezione. Il presente e il futuro chiamano ma, mentre il sole tramonta su Ostia e le mamme e i papà aspettano i figli in macchina o al bar, i ragazzi litigano per poter dare ancora un ultimo calcio al pallone. Magari sperando di diventare presto come «quelli grandi» che puntano la Serie C. Il sapore di mare si mischia al sapore di calcio e sembra quasi che questi 80 anni non siano mai passati.


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L'Ostiamare e il nuovo stadio Anco Marzio: ecco come sarà

Nel 2026 l’Ostiamare avrà il suo nuovo stadio. O meglio: l’Anco Marzio sarà completamente rimesso a nuovo. Un fiore all’occhiello per Ostia e, in generale, per la città di Roma: la conferenza dei servizi prenderà il via nelle prossime settimane. Il nuovo progetto, di cui in esclusiva presentiamo i render realizzati da “Officine Architettura Baroni", prevede una struttura moderna, sostenibile e multifunzionale, concepita come un vero e proprio hub urbano dedicato allo sport, alla formazione e alla socialità. Lo scorso marzo è stata già avviata la riqualificazione strutturale con la rimozione di superfetazioni e strutture abusive; i nuovi spogliatoi e gli ambienti tecnici sono stati già adeguati tanto che l’impianto è ora agibile e sicuro, grazie alla collaborazione continua con il Comune di Roma. La capienza è passata da 199 a 500 posti e aumenterà ancora, anche perché il nuovo Anco Marzio sarà hub sportivo e sociale con spazi giovanili e formativi, aree per eventi e cultura, un’architettura sostenibile e inclusiva e un’identità visiva ispirata alla storia del club.

L’amministratore unico dell’Ostiamare, Luca Beccaceci, spiega: «Vivo il progetto Ostiamare con passione ed entusiasmo, ma consapevole che sia una grande responsabilità, ancor di più dopo il recente impegno assunto da Daniele. Avere con me professionisti qualificati, esperti ognuno nel proprio settore, mi aiuta nella gestione delle molteplici attività, non solo in ambito sportivo, che caratterizzano la quotidianità operativa di un club così ambizioso. Si sta parlando molto e bene del lavoro che abbiamo fatto, ma la nostra ambizione è alta e la realizzazione dello stadio, del nostro programma di impatto sociale e non ultimi i risultati competitivi sono e saranno la prova del nostro impegno e della nostra serietà».

Soddisfatto e orgoglioso l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato. Ostia ce l’ha nel cuore (e anche al Fantacalcio, visto che la sua squadra si chiama Ostiamare) e in questo progetto ha investito tempo ed energie: «Il rapporto è quotidiano - conferma Onorato -. Questa Amministrazione dà sempre la massima disponibilità a chi, come De Rossi e il suo staff, con serietà, professionalità e nel rispetto delle regole vuole investire per promuovere lo sport, la legalità e l'aggregazione sociale in impianti comunali. Siamo orgogliosi di aver rispettato la promessa fatta e di aver ricevuto, in tempi record, tutte le autorizzazioni per aumentare la capienza dell'Anco Marzio. La società, con la preziosa collaborazione degli Uffici del Dipartimento Sport, sta facendo un lavoro incredibile e fondamentale per Ostia. È stato emozionante vedere, in occasione dell'ottantesimo anniversario della società, centinaia di bambini vestiti di viola giocare con la palla sul Pontile tutto il pomeriggio. Finalmente c’è  un'atmosfera bellissima. Con questa serietà e voglia di rilanciare l'Ostiamare stiamo continuando a lavorare insieme per rendere l'Anco Marzio un impianto moderno e innovativo. Sarà un punto di riferimento per Ostia, un esempio per la città ma anche un fiore all'occhiello per l’impiantistica sportiva nazionale». La speranza è che non sia un caso isolato: anche in questo caso più di qualcuno è pronto a prendere spunto.

 

 

 


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Il sapore del mare, anche se è inverno, lo senti subito. È Ostia, la sua natura, la sua essenza. Il sapore del calcio, invece, lo respiri non appena ti avvicini al centro sportivo dell’Ostiamare. Incroci due turisti tedeschi che sperano di incontrare Daniele De Rossi: non sono bene informati, è a Genova. Non è la prima volta: alcuni francesi sono andati a Ostia perché volevano acquistare le maglie disegnate direttamente dal proprietario. C’è tanto di lui nell’Ostiamare di oggi, e non potrebbe essere altrimenti. Ma non c’è solo lui: «Ho lavorato in questi mesi per far crescere il club anche quando io sarei andato via con persone di mia totale fiducia». Il club ora ha gambe solide per camminare da solo. Lo capisci quando vedi i ragazzini che corrono tra i campi e prima di allenarsi parlottano: nessuno ha il telefono in mano. L’Ostiamare, che ha da poco compiuto 80 anni, vuole promuovere il talento calcistico e umano salvaguardando l’impatto sociale sul territorio, costruendo un modello sostenibile. L’obiettivo è quello di diventare una realtà nazionale, capace di rappresentare Ostia e il suo territorio come un hub sportivo e sociale d’eccellenza, integrato con i valori della sostenibilità, dell'innovazione e dell’inclusione.

L'Ostiamare e le 12 partite senza sconfitte

Dodici formazioni, più di 700 tesserati e una prima squadra che sta volando: è prima nel girone F della serie D con 11 vittorie e 1 pareggio su 12 partite disputate. I gol segnati 29, 5 quelli subiti, 34 i punti già in cascina. L’allenatore di questo gioiello è David D’Antoni che De Rossi, fino alla chiamata del Genoa, si divertiva a spiare in allenamento, tanto da filmarlo per prendere spunto. L’Ostiamare nell’ultimo anno, cioè da quando De Rossi è diventato proprietario, ha avviato una riqualificazione del centro sportivo del club che ha incluso la costruzione di tre campi distinti: uno in erba naturale, uno in sabbia e uno in cemento con sponde laterali.  Della serie: dalla al muro che lui te la ridà. Tutte le squadre giovanili svolgono almeno una seduta a settimana su tutte le superfici e il progetto ha attirato l’interesse di altre società, che hanno visitato gli impianti per osservare l’idea. Non solo: se, all’inizio, è stato il nome di De Rossi ad essere attrattivo, adesso il progetto Ostiamare inizia a vivere di vita propria. Sono usciti articoli in Sud America, negli Stati Uniti e in Australia, spinti anche dalla polemica con Netflix che aveva deciso di festeggiare i suoi 10 anni in Italia attraverso una campagna pubblicitaria che, partendo dalla serie Suburra, denigrava Ostia. Sia il sindaco Gualtieri sia l'assessore Onorato si erano infuriati e la campagna era stata rimossa. Poi l’Ostiamare aveva avuto un'idea intelligente: fare una campagna che ricalcasse quella, con la faccia proprio di De Rossi, per spingere Ostia e la squadra.

Un mare di valori

Con la nascita della Ostiamare Social Impact Division – “Un Mare di Valori”, è stato compiuto un passo ulteriore nel consolidare il proprio ruolo di istituzione sociale con l'obiettivo di abbattere barriere fisiche e culturali, rappresentare un punto di riferimento per la comunità e valorizzare Ostia e il suo tessuto umano. Gli sponsor chiamano, i social crescono. La sala stampa non ha nulla da invidiare a quelle di alcune società di C e anche di B, il business club è in espansione e il merchandising esclusivo è una chicca da collezione. Il presente e il futuro chiamano ma, mentre il sole tramonta su Ostia e le mamme e i papà aspettano i figli in macchina o al bar, i ragazzi litigano per poter dare ancora un ultimo calcio al pallone. Magari sperando di diventare presto come «quelli grandi» che puntano la Serie C. Il sapore di mare si mischia al sapore di calcio e sembra quasi che questi 80 anni non siano mai passati.


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L'Ostiamare e il nuovo stadio Anco Marzio: ecco come sarà