Shevchenko a sorpresa: "Nel 2008 dissi no alla Roma". Poi il retroscena con Buffon nella finale Champions: "Lo guardavo, e..."
Shevchenko disse no alla Roma. "Nel 2008 ero al 50% dello Sheva di prima. Mi aveva chiamato anche Spalletti per andare alla Roma, un signore. Ma per me tornare in Italia significava solo il Milan", questo l'aneddoto rivelato dall'ex attaccante ucraino, intervistato da Luca Toni nel nuovo episodio di "Fenomeni", format originale Prime Sport disponibile sul canale Yotube di PrimeVideoSportIT.
Shevchenko: "Ho detto no al Real per il Milan. Al Chelsea? Fu una sfida"
Un aneddoto, quello del Pallone d'Oro 2003, inserito all'interno di un discorso nel quale ha svelato anche il "no" al Real Madrid: "Nel 2002 e nel 2003 mi cercarono, ma rassicurai Berlusconi dicendogli che sentivo di non aver ancora fatto niente per il Milan. Per me l’obiettivo era vincere e dare tutto con il Milan". Mentre sul passaggio al Chelsea nel 2006: "Fu una sfida. In quel momento il calcio inglese stava arrivando ai livelli di oggi. Ricordo che guardai Milan-Roma dalla curva con i tifosi, tutto lo stadio cantò per me chiedendomi di restare e io piansi insieme a loro. È stata una decisione difficile, ma volevo provare un’esperienza nuova. I compagni mi sono stati molto vicini in quel momento. L’anno dopo il Milan vinse la Champions, ma non ho rimpianti, so di aver dato loro l’anima".
"Buffon? L'ho osservato, dovevo aspettare la sua scelta"
Una lunga storia d'amore, quella tra il Milan e Shevchenko. Una sfida nel destino, come ricordato da lui: "Quando giocavo nel settore giovanile della Dynamo Kiev siamo venuti in Italia per un torneo: abbiamo visitato San Siro. Quando sono entrato ho provato una sensazione molto forte, sapevo che in quello stadio sarei tornato da giocatore. Un giorno venne Braida in Ucraina per darmi una maglia del Milan col nome Shevchenko: mi disse che se avessi giocato con quella maglia un giorno avrei potuto vincere il Pallone d’Oro". Nel 2003 è arrivata la Champions League, nel derby italiano nella finale di Old Trafford contro la Juventus. L'ucraino ha raccontato un aneddoto relativo alla lotteria dei rigori, contro Gigi Buffon: "Lo avevo osservato in tutti i rigori precedenti. Dovevo aspettare che scegliesse un angolo. Ogni passo che ho fatto verso il dischetto continuavo a ripetermi “Non cambiare la decisione, non cambiare la decisione”, perché sapevo già dove calciarlo, ma non come. Arrivato sul dischetto per un po’ non ho sentito il fischio dell’arbitro, per questo come si vede dalle immagini continuavo a girarmi guardando lui e Gigi alternativamente. Dopo, quando sono tornato nello spogliatoio, mi sentivo stanco, ero vuoto. Avevo dato tutto quello che avevo".
Shevchenko sull'Ucraina: "Stiamo facendo accordi per portare i bambini fuori dal Paese"
Andriy Shevchenko è l'attuale presidente della Federazione calcistica dell'Ucraina. Sul momento del suo paese l'ex attaccante ha dichiarato: "I bambini soffrono più di tutti. Alcuni hanno perso i genitori o i loro papà stanno difendendo la patria. Come Federazione facciamo accordi per portarli fuori dal Paese, ma abbiamo anche organizzato un torneo interno con oltre 16.000 giovani, premiati dai tre ucraini vincitori del Pallone d’Oro, io, Blochin e Bjelanov. Vedere delle leggende dà speranza e respiro. Io mi sento fortunato perché riesco a creare qualcosa per i nostri bambini e fare del bene per loro. Ora stiamo preparando il Mondiale, un traguardo importantissimo per la nostra gente e i nostri calciatori: è molto complicato, dobbiamo garantire partite e allenamenti in luoghi sicuri, mentre il campionato e le nostre competizioni interne vanno avanti. Gli stadi sono aperti, ma la capienza massima è quella garantita dal rifugio antiaereo. Ho capito una cosa dalla guerra, devi cercare in tutti i modi di trovare una soluzione, perché non c’è nulla di impossibile".