Cagni contro Adani: "Martellini e Pizzul non erano maleducati"
"Io vado per i 76, però mi arrabbio quando dicono che sono vecchio per le mie idee sul calcio", parola di Luigi Cagni. Del resto, su quelle idee, ci ha lavorato "sopra per una vita" l'ex allenatore dell'Empoli (tra le tante), protagonista di una lunga intervista concessa a La Repubblica, nella quale ha detto la sua sul momento del calcio italiano e su coloro che lo commentano ogni domenica, alternandosi tra tv e social media. E in tal senso, non è mancata una chiara frecciata a Lele Adani, opinionista Rai con cui si è aperto un acceso confronto a distanza.
Gigi Cagni: "La Federcalcio? Sono proprio curioso di leggere i programmi..."
L'attualità spinge a parlare, inevitabilmente, della mancata qualificazione dell'Italia ai prossimi Mondiali e dei cambiamenti che riguarderanno la Federcalcio nelle prossime settimane, dopo le dimissioni rassegnate dal presidente Gabriele Gravina. Dall'elezione del nuovo numero uno a una rifondazione che ha bisogno di idee, visione e concretezza: "Sono proprio curioso di leggere i programmi, dopo i nomi. Ma si dessero meno soldi ai procuratori", sottolinea subito Gigi Cagni attraverso le colonne de La Repubblica. Il concetto di modernità, del resto, viene spesso frainteso o interpretato: "Sapere che il talento individuale viene prima di qualunque altra cosa, e di certo prima dei muscoli e della stazza fisica. Ma il problema è più ampio, direi sociale. Colpa di Adani? Colpa di una generazione di calciatori senza personalità, sono figli e nipoti fragili. Guardate gli occhi da belva di Beppe Bergomi nell'82, prima di sostituire Collovati contro il Brasile: aveva 18 anni e le pupille iniettate di sangue. E poi guardate gli azzurri in lacrime sul campo in Bosnia, osservate come si disperano con le mani tra i capelli. Il mio allenatore delle giovanili del Brescia ci diceva: non vi venga mai in mente di fare scene dopo aver segnato un gol o dopo averlo preso, abbiate rispetto", racconta Cagni.
Cagni, la frecciata a Lele Adani: "Una volta mi intervistavano Martellini e Pizzul..."
Esperienza e conoscenze, senza presunzione. Gigi Cagni non si rivede nei commenti e nelle analisi di oggi: "Io ho vissuto per mezzo secolo in campo, 20 anni da giocatore e 30 da allenatore, conosco la storia ma non ho avuto mai le certezze che in tanti invece esibiscono. In Rai mi intervistavano giornalisti come Nando Martellini o Bruno Pizzul, potevano criticare ma non si sarebbero mai permessi certi giudizi maleducati. Cosa mi ha fatto Adani? Proprio niente, e io non ho fatto niente a lui. Mai litigato. È stato un mio calciatore nell'Empoli ma giocava poco, per non era un titolare", precisa l'ex Cagliari. Il calcio moderno, è evidente, esisteva anche prima del tiki taka: "In tanti lo hanno esaltato - dice Cagni - e qui devo tornare ad Adani: risultato, la Serie A ha abbassato i ritmi in modo pauroso senza avere Xavi e Iniesta. Io andai a Barcellona per studiare Guardiola prima di tanti altri: mi viene da ridere pensando a tutti quelli che lo hanno scimmiottato. In tv parlano presunti scienziati per tentare di renderlo più attrattivo, così vogliono gli sponsor e tutti urlano, tutti parlano inglese, poi non andiamo ai Mondiali...".
Cagni attacca Adani: "Inascoltabile, con la Rai per me ha chiuso"
Cagni ne ha per tutti, ma in particolare per Lele Adani, definito "inascoltabile" quando si avventura nelle sue disamine in diretta tv. "Un guru di quelli che pensano di avere inventato il calcio - lo definisce Cagni - ormai prigioniero del proprio personaggio. Esagera sempre. In realtà è molto debole: mi ha attaccato anche se non alleno da sette anni, e sui social lo hanno massacrato tutti. Credo che la Rai non gli rinnoverà il contratto, per me ha chiuso", parola del classe '50. E poi aggiunge: "Questi cosiddetti talent televisivi, che poi anche certi termini inglesi ve li raccomando, di calcio sanno poco e capiscono meno. Molti di loro non conoscono la storia, non hanno mai visto giocare l'Ajax del 1967, il Toro di Radice, il Varese di Fascetti... Memorabili esempi di pressing e fuorigioco".