Escort a Milano, oscurati nomi calciatori e pilota di Formula Uno: "Incontri organizzati anche durante il lockdown, una ragazza è rimasta incinta"
© ANSA

Escort a Milano, oscurati nomi calciatori e pilota di Formula Uno: "Incontri organizzati anche durante il lockdown, una ragazza è rimasta incinta"

Anche "nel periodo del del Covid venivano organizzati quasi tutti i giorni eventi con servizio di escort" e le ragazze avevano "rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti"

Anche "nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri" a causa del Covid venivano "organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort" e le ragazze avevano "rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti". Sono passaggi del racconto di una delle giovani prostitute che, il 23 agosto 2024, ha deciso di denunciare Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, finiti ieri agli arresti domiciliari, anche per associazione a delinquere, assieme ad altre due persone. Avrebbero gestito, attraverso la Ma.De Milano, un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con pacchetto "all inclusive" del dopopartita: serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte "sniffate" di gas esilarante.

Il giro di escort

La donna ha raccontato agli inquirenti, nell'inchiesta del nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf e come si legge nell'ordinanza della gip Chiara Valori, di aver vissuto a Cinisello Balsamo, nel Milanese, in un appartamento nello stesso palazzo dove aveva la sede la Ma.De, dal 2019 al 2023. Nell'edificio, ha riferito, c'era anche "una discoteca abusiva" e gli eventi venivano pubblicizzati su Instagram. E "Ronchi e Buttini trattenevano almeno il 50% dell'importo pagato, consegnando alla ragazza il resto".

Il gas esilaranti agli atleti

La ragazza ha parlato del caso di una colombiana che "nel 2022 era costretta a prostituirsi in cambio di mille euro", di cui solo la metà restava a lei. Le giovani dovevano "versare anche il canone d'affitto delle camere" sempre in quel palazzo. Non tutte le ragazze che lavoravano per la coppia erano "escort", alcune solo "ragazze immagine". La teste ha fatto i nomi di cinque che si prostituivano. E ha spiegato che in quelle "feste" veniva "spesso consumato del gas esilarante" contenuto "in palloncini", gradito "agli atleti" perché non risultava all'antidoping. E ha messo a verbale anche i nomi di coloro che si occupavano di "contattare i clienti" e "selezionare le ragazze", degli "autisti" che portavano le giovani e gli sportivi in locali, ristoranti e alberghi o a Cinisello, dei bodyguard e dei dj. Dichiarazioni che hanno "trovato riscontri".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Coinvolti anche calcitori di Milan, Inter e Juve

Sono almeno settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla agenzia di eventi milanese al centro di una indagine della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I loro nomi, nell'ordinananza, sono omissati. Nessuno di loro è indagato in quanto non hanno commesso reati. Si tratta di giocatori anche di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona. Non è però stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e droga della risata.

Oscurati nomi di calciatori e di un pilota di Formula 1

Sono stati oscurati i nomi dei "calciatori" di Serie A anche di "fama internazionale" clienti del giro di escort. Dall'ordinanza della gip Chiara Valori, che lunedì ha portato agli arresti domiciliari il 37enne Emanuele Buttini e la compagna Deborah Ronchi e due loro collaboratori per aver utilizzato la società di "pubbliche relazioni" e organizzazioni eventi Ma.De Milano di Cinisello Balsamo come schermo per l'attività illecita, sono stati tolti i nomi degli sportivi fra cui anche un "pilota di Formula Uno che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa da scop*** a pagamento", si legge nelle intercettazioni. Dagli atti dell'inchiesta della procuratrice aggiunta Bruna Albertini con il Nucleo di polizia economico finanziaria della guarda di finanza emerge invece la preoccupazione di una delle "giovanissime" escort, sia italiane che straniere, che non si sarebbero limitate al ruolo di "ragazze immagine, hostess" o le cosiddette "table" (accompagnatrici al tavolo) ma che sarebbero state disponibili per "prestazioni sessuali". Il 4 dicembre 2025 una di loro chiama uno degli arrestati che poche settimane prima gli "aveva organizzato l’incontro" con uno dei clienti di cui non sono note le generalità. "Volevo chiederti quando è che era venuto..... a far serata, se ti....Cioè ti dico una cosa, ma non dirla a nessuno. Ho appena fatto il test e sono incinta... da più di tre settimane. Quindi è di...".

Oltre 194 mila euro versati dai calciatori

È di oltre 194 mila euro la cifra che i calciatori hanno versato direttamente sui conti degli organizzatori delle serate nei locali della movida milanese, comprensive di escort e droga della risata. A ciò si aggiungono gli incassi delle società attive nel settore delle organizzazioni di feste e nella gestione di discoteche - in primis quella del Pineta Milano dove sono stati "organizzati eventi con frequenza pressoché settimanale - e il denaro arrivato su Revolut. A fare i conti, fino ad arrivare a un totale di 1.214.374,50 euro pari al "il profitto dell'attività illecita di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione" che sarebbe avvenuta tra l'agosto 2024 e i primi mesi di quest'anno, sono stati i finanziari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, delegati dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini a svolgere gli accertamenti patrimoniali delle quattro persone da ieri posti agli arresti domiciliari dalla gip Chiara Valori. Si tratterebbe, si legge nel provvedimento della giudice di "introiti del tutto sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati da ciascun indagato". Pertanto "non v'è dubbio, dunque, che l'attività esercitata abbia connotati di palese illiceità - è scritto nell'ordinanza - e non possa dirsi limitata all'organizzazione di eventi o intrattenimenti". Infatti, è la ricostruzione, "fra le prestazioni assicurate ai clienti "ci sono quelle di 'natura sessuale' da ragazze reclutate a cui sarebbero stati offerti loro l'alloggio, l'ospitalità alberghiera, il trasporto, le spese, perfino i farmaci al bisogno, corrispondendo poi il pagamento in parte in misura fissa e in parte in base all'incasso percepito dal cliente". "Come si è visto - osserva la gip in merito alle esigenze cautelari - da almeno cinque anni l'attività prosegue ininterrotta e, anzi, in grado di adattarsi alle diverse circostanze ambientali: in periodo Covid, lungi dal sospendere gli eventi, gli stessi sono migrati in un luogo di privata dimora, ove era possibile accedere in modo riservato, in anche totale spregio delle regole sanitarie. E' dunque evidente che, se non sottoposti a restrizione, gli indagati proseguirebbero nell'attività illecita, visto anche il cospicuo ritorno economico assicurato".

"Durante l'estate il gruppo operava a Mykonos"

Nell'ordinanza dell'inchiesta milanese su un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di escort per calciatori e altri sportivi si leggono intercettazioni come quelle di Deborah Ronchi, che sarebbe stata a capo del gruppo assieme al compagno e che lo scorso novembre diceva "i soldi delle buste che erano delle ragazze (...) li hai presi te vero?". E una ragazza: "Mi hanno dato anche la busta perché ho fatto fare il tavolo a quelli lì di hockey". Tra gli indagati, non arrestati, altre due persone. Uno diceva: "Servono altre due o tre sveglie però (...) qualcuna di furba". E Luz Luan Amilton Fraga, arrestato, così si esprimeva: "Gli mando la brasiliana". Alcuni si sarebbero occupati, come si legge, "di gestire i debiti dei clienti con il sodalizio". Alessio Salamone, tra gli arrestati, diceva: "Devo capire un attimo quanti soldi devo recuperare". Uno degli indagati, poi, avrebbe gestito l'arrivo, anche con voli in aeroporto, delle ragazze "presso la casa di Cinisello" Balsamo. "Volevo sapere se riesci a mandarmi (...) l'elenco delle ragazze per capire dove si mettono". E lo scorso gennaio: "Son sempre in ansia perché devo sempre trovare ragazze". Sempre dagli atti risulta che Ronchi, 38 anni, e il compagno Emanuele Buttini, 37 anni, d'estate avrebbero "operato per lo più a Mykonos, in Grecia". Ronchi spiegava che "il super privé del Pineta (locale estraneo alle indagini, ndr) il sabato e la domenica è loro in esclusiva" e che hanno "almeno 80-90 nomi di ragazze invitate" e che avrebbero creato "un locale nel locale". In un'altra intercettazione Salamone, arrestato, parla di "due spagnole e due greche (...) cerchiamo di tirare 6 o 7 donne". E un altro indagato: "Qualche calciatore ci sarà (...) mi serve qualcuno che li acchiappa". Possono "contare", scrive la gip, "sul coinvolgimento di un centinaio di ragazze", anche giovanissime, italiane e straniere, alcune "disponibili anche come escort". Una ragazza, intercettata lo scorso gennaio, racconta: "Ora che c'ho la casa mi pagano un po' meno, perché comunque prendono un po' diciamo per la casa (...) però se faccio fare un tavolo a qualcuno, tutto quello che spende io prendo il dieci per cento (...) tipo l'altra volta ho fatto fare un tavolo di un calciatore, ha speso tremila (...) e io una sera ho fatto quattrocento euro". Per le ragazze, come si legge negli atti, c'erano "compensi variabili tra i 70 e i 100 euro a serata, a seconda che utilizzassero o meno l'alloggio di Cinisello". Dall'ordinanza di custodia cautelare viene fuori anche che Emanuele Buttini, che con la compagna sarebbe stato a capo del gruppo, "non ha dichiarato redditi dal 2015 al 2023 e nel 2024 ha dichiarato" poco meno di 17mila euro. Sempre Buttini, si legge, ha precedenti penali "per reati contro il patrimonio" e "precedenti di polizia per estorsione e sequestro di persona, ma evidentemente - spiega la gip Chiara Valori - neppure le precedenti condanne sono servite ad indurlo a tenere una diversa condotta di vita".

"Dai calciatori 450mila euro di bonifici per le escort"

Sono oltre 450mila euro i soldi versati da "calciatori professionisti" sui "conti correnti" intestati ad arrestati e indagati dell'inchiesta della Procura di Milano per associazione a delinquere, favoreggiamento sfruttamento della prostituzione. È quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari disposta dalla gip Chiara Valori nei confronti di 4 persone ed eseguita lunedì dalla guardia di finanza. In particolare dall'avvio delle indagini nell'agosto 2024 a oggi, Emanuele Buttini e la compagna Deborah Ronchi che operavano attraverso la società di eventi e pubbliche relazioni MA.DE Milano avrebbero ricevuto direttamente dagli sportivi oltre 276mila euro sui conti italiani e su quelli esteri della banca digitale Revolut, acquisiti dai militari con ordine europeo di indagine (OIE) disposto dalla procuratrice aggiunta di Milano Bruna Albertini. Uno degli indagati a piede libero, Fabio Barbera, che secondo l'accusa avrebbe avuto il compito di mantenere i "contatti" con la clientela e decidere in quali "locali" di Milano le escort avrebbero dovuto "presenziare", avrebbe ricevuto oltre 111.700 euro su conti nazionali e Revolut. Quasi 68mila euro il denaro ricevuto dal 32enne, Alessio Salamone (ai domiciliari). Cifre che sommate rappresentato oltre un terzo degli 1,2 milioni di euro che la Finanza ha sequestro preventivamente come profitti illeciti.

Una ragazza intercettata: "Sono rimasta incinta"

"Quando è che era venuto (....) a far serata (...) se ti ricordavi le date esatte (...) ti dico una cosa ma non dirla a nessuno (...) che ho appena fatto il test e sono incinta ... da più di tre settimane". Così da un'intercettazione del 4 dicembre scorso, agli atti dell'inchiesta milanese su un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, emergono le parole di una ragazza che avrebbe avuto dei rapporti con dei calciatori e che cercava "di risalire alla data" di un rapporto sessuale per individuare il "partner con cui ha concepito il figlio". E ne parla con Alessio Salamone, uno dei quattro arrestati ieri e che avrebbe avuto il ruolo di tenere "i contatti con i calciatori di fama internazionale clienti del sodalizio" e gestire gli incontri con le escort. Il nome del calciatore, come quello di altri e contenuto in quell'intercettazione in cui parla la giovane, è stato omissato nell'ordinanza della gip Chiara Valori. Salamone risponde alla ragazza per cercare di aiutarla a risalire alla data dicendole: "basta andare a vedere su whatsapp, quando mi hai scritto dei palloncini o le foto che mi hai fatto e lo trovi".

I pm vogliono ascoltare le ragazze come testimoni

Nelle indagini sul presunto giro di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di escort per calciatori e altri sportivi "è presumibile che le ragazze" vengano "sentite a sommarie informazioni", ossia come testimoni. Giovani che in qualche caso sono anche particolarmente "vulnerabili". Lo scrive la procuratrice aggiunta di Milano Bruna Albertini nella richiesta di custodia cautelare che ieri ha portato a quattro arresti con misure dei domiciliari. Nella richiesta della Procura e nell'ordinanza del gip (quella notificata e non quella omissata per i media) si leggono tre cognomi nelle intercettazioni di dialoghi tra gli indagati e che verosimilmente sono quelli di giocatori del Torino, del Sassuolo e del Monza, tutti non indagati. Mentre c'è un unico calciatore identificato con nome e cognome e che gioca nel Verona, anche lui non indagato. Inoltre, in relazione ad una utenza intestata ad uno degli indagati, non arrestato, la Procura scrive che "in merito ai contatti con personaggi del mondo dello sport sono emerse 8 telefonate" con una utenza telefonica intestata ad un ex calciatore della Lazio e dell'Inter. Le ragazze, spiegano gli inquirenti nei passaggi sul pericolo di inquinamento probatorio e sulle esigenze cautelari, come emerso dalle indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, ricevevano "istruzioni" dai "componenti del sodalizio" sulla "clientela da intrattenere" e a loro si rivolgevano "anche per la ricostruzione di rapporti sessuali intrattenuti con i clienti". Da qui, per i pm, ci potrebbe essere "il concreto pericolo che le loro dichiarazioni risultino reticenti o non veritiere" se subissero condizionamenti dagli indagati.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio

Anche "nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri" a causa del Covid venivano "organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort" e le ragazze avevano "rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti". Sono passaggi del racconto di una delle giovani prostitute che, il 23 agosto 2024, ha deciso di denunciare Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, finiti ieri agli arresti domiciliari, anche per associazione a delinquere, assieme ad altre due persone. Avrebbero gestito, attraverso la Ma.De Milano, un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con pacchetto "all inclusive" del dopopartita: serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte "sniffate" di gas esilarante.

Il giro di escort

La donna ha raccontato agli inquirenti, nell'inchiesta del nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf e come si legge nell'ordinanza della gip Chiara Valori, di aver vissuto a Cinisello Balsamo, nel Milanese, in un appartamento nello stesso palazzo dove aveva la sede la Ma.De, dal 2019 al 2023. Nell'edificio, ha riferito, c'era anche "una discoteca abusiva" e gli eventi venivano pubblicizzati su Instagram. E "Ronchi e Buttini trattenevano almeno il 50% dell'importo pagato, consegnando alla ragazza il resto".

Il gas esilaranti agli atleti

La ragazza ha parlato del caso di una colombiana che "nel 2022 era costretta a prostituirsi in cambio di mille euro", di cui solo la metà restava a lei. Le giovani dovevano "versare anche il canone d'affitto delle camere" sempre in quel palazzo. Non tutte le ragazze che lavoravano per la coppia erano "escort", alcune solo "ragazze immagine". La teste ha fatto i nomi di cinque che si prostituivano. E ha spiegato che in quelle "feste" veniva "spesso consumato del gas esilarante" contenuto "in palloncini", gradito "agli atleti" perché non risultava all'antidoping. E ha messo a verbale anche i nomi di coloro che si occupavano di "contattare i clienti" e "selezionare le ragazze", degli "autisti" che portavano le giovani e gli sportivi in locali, ristoranti e alberghi o a Cinisello, dei bodyguard e dei dj. Dichiarazioni che hanno "trovato riscontri".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio
1
Escort a Milano, oscurati nomi calciatori e pilota di Formula Uno: "Incontri organizzati anche durante il lockdown, una ragazza è rimasta incinta"
2
Coinvolti anche calcitori di Milan, Inter e Juve