Ipotesi commissariamento dell’AIA mentre la Uefa tutela l’autonomia della Figc: cosa può succedere
Il giorno del Commissario. Non un libro giallo, non un Best Seller di John Grisham o Antonio Manzini (papà del viceispettore - non chiamatelo commissario - Rocco Schiavone). Ma è la parola più gettonata attorno al mondo del calcio, non certo da ora. E così, se ieri anche la Uefa si è schierata indirettamente con il suo primo vicepresidente Gravina (Ceferin ha fatto sapere, in una nota, di non aver parlato né con Simonelli, né con nessun altro, seguendo «con molta attenzione» tutte le vicende che riguardano la Federcalcio, cui si deve garantire l’autonomia), oggi potrebbero aprirsi le porte del commissariamento dell’AIA, già acefala del suo presidente (che dopo due condanne a 13 mesi non ha avuto il buon gusto di dimettersi, come invece è stato chiesto - e viene chiesto - ad altri, non certo per questioni giuridiche...), se allo stesso venisse confermata l’inibizione a 13 mesi inflitta sia dal Tribunale Nazionale Federale, sia dalla Corte federale d’Appello. Ne basterebbero di meno, visto che Zappi si porta appresso altri 10 mesi di stop per precedenti vicende, ma poi i suoi seguaci comincerebbero (hanno già iniziato) a disquisire se sia giusto cumulare le squalifiche per fattispecie differenti. L’ennesimo appello dell’appello, dell’appello.
No al commissariamento
Gravina ieri, durante il Consiglio Federale, ha ribadito come commissariare la Figc per legge viola il principio di autonomia “tutelato” da Cio, FIfa e Uefa. Non è un mistero che l’obiettivo del ministro Abodi intenda risolvere i problemi (urgenti) del calcio italiano, azzerando tutto per voltare pagina. Aspetto che il presidente dimissionario Gravina, ieri, ha denunciato così in Consiglio Federale, denunciando «la gravità nella parte specifica dove fa riferimento alla possibilità, stabilita per legge, di commissariare la Figc. Un atto non risolutivo dei problemi e in palese violazione del principio di autonomia sancito e tutelato dagli statuti Cio, Fifa e Uefa». Una resa dei conti che continuerà, in attesa che il 22 giugno il nuovo presidente della Figc stabilisca al scaletta di interventi urgenti per riformare il calcio italiano e riportare la Nazionale ai vertici.
Forse il commissariamento dell'Aia
Il nuovo presidente della Figc dovrà, per forza di cose, mettere mano anche alla questione arbitrale, divenuta ormai insostenibile. Lotte, faide, veleni interni hanno avvelenato il clima, quello che sta succedendo potrebbe esserne la prova. In attesa degli eventi, la cosa certa è che oggi, alle 15.30, presso il Coni, il Collegio di Garanzia presieduto da Gabriella Palmieri Sandulli si riunirà in seduta comune per discutere l’appello del presidente (inibito) Antonio Zappi contro la squalifica di 13 mesi per le «indebite pressioni» operate ai danni di Ciampi e Pizzi, per favorire l’ascesa di Orsato (serie C) e Braschi (serie D), suoi grandi elettori. Il Collegio non potrà entrare nel merito, cioè non potrà annullare la sanzione: se accoglie il ricorso, rimanderà gli atti ai tribunali federali per la determinazioni del caso, se lo rigetterà a Zappi resteranno i 13 mesi. A quel punto i suoi uomini dovranno necessariamente dichiararlo decaduto e potrebbero aprirsi le porte del commissariamento dell’AIA, vista la situazione in cui versa (anche Orsato è oggetto di una indagine alla Procura federale). Vero, Gravina è dimissionario, può solo svolgere l’ordinaria amministrazione. Ma se commissariare l’AIA fosse valutato come atto indifferibile...
