Da Rizzoli a Rosetti: i nomi della lista dei candidati per rifondare l’Aia

La Figc cerca un ex arbitro di alto profilo per gestire il momento più complicato del movimento
Edmondo Pinna
5 min

Mentre una task force, di chiaro stampo giurisprudenziale, lavora al commissariamento vero e proprio, in altre stanze della Federcalcio si cerca di individuare un «alto profilo, inattaccabile» che possa resistere alle critiche che arriveranno (perché è inevitabile che sia così) ma anche che possa garantire quella riforma profonda del mondo AIA che era nei piani di Gabriele Gravina e che servirà per riportare (anche) gli arbitri tricolori ai posti che spettano loro. D’antro canto, se su sei confederazioni della Fifa, due vedono due italiani ricoprire il ruolo responsabili arbitrali (Rosetti è il Managing Director of Refereeing and Chairman of the UEFA Referees Committee, mentre Rizzoli e il Director of Refereeingc della Concacaf, che ora ospiterà i prossimi mondiali) e se a capo degli arbitri Mondiali c’è Pierluigi Collina, Chairman del FIFA Referees Committee, vuol dire che tanto di buono abbiamo fatto in passato. Un passato che potrebbe, adesso, tornare utile. All’orizzonte (vicino) c’è da rifondare l’Associazione Italiana Arbitri, tutti e tre (ma non solo loro) rappresentano senza possibilità di smentite quell’«alto profilo» cercato da via Allegri.

Il nome di Rizzoli in pole

E proprio fra quei tre nomi, quello che circola con maggiore insistenza è Nicola Rizzoli da Mirandola. Novello Pico, dovrebbe riscrivere completamente gli arbitri, con l’aiuto di tecnici fidati. Ci sarebbe stato un primissimo pour parler con un iniziale, sommario sì, rimandando però qualsiasi altro tipo di discorso al futuro. Adesso, una leggera frenata. Il nome di Rizzoli che già in passato era stato vicino al rientro in Italia. Erano i giorni della campagna elettorale fra l’ultimo Nicchi e il nuovo che avrebbe dovuto avanzare. La sensazione che Marcello da Arezzo non ce l’avrebbe fatta era palpabile e per questo una parte del mondo Aia voleva riorganizzarsi attorno ad un nome nuovo, dalle grandi capacità, che aveva maturato esperienza anche fuori dal campo, con quattro stagioni da designatore. Un nome bipartisan, però, non solo espressione dell’eventuale sconfitto Nicchi. Per questo sembrava sul punto di diventare nuovo presidente. alla fine, però, non se ne fece nulla. Rizzoli continuò la sua avventura come responsabile arbitrale della Concacaf, portando a casa grandi risultati. Una vita da pendolare, certo, ma comunque stimolante.

 

 

L'accerchiamento

E questo status è alla base delle difficoltà per arrivare a lui. Per la serie: chi me lo fa fare? Insomma, bisogna convincerlo, e la questione economica - conoscendolo - non è certamente al primo posto. Nei palazzi del calcio (e della politica sportiva) circola anche il nome di Roberto Rosetti, contratto a tempo indeterminato con la Uefa, uno dei fedelissimi di Ceferin. Un nome, però, che sembrerebbe più legato all’eventuale ruolo di direttore tecnico/designatore che di traghettatore dell’AIA. Anche per lui, però, il “chi me lo fa fare” è dietro l’angolo: dovrebbe lasciare un ruolo nel quale si è calato anima e cuore, che lo vede in prima fila da anni (con Kuipers che spera di poter prendere prima o poi il suo posto), al centro di tutte le “rivoluzioni arbitrali” volute dal gran capo della Uefa. Insomma, anche in questo caso l’approccio dovrebbe essere deciso e decisivo. Rosetti pare sia un nome particolarmente gradito a Malagò, che sta cercando di quadrare il cerchio in vista delle elezioni del 22 giugno. Perché una cosa è certa: il nuovo padrone di casa in via Allegri dovrà risolvere questo problema una volta per tutte.

 


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