Lissone, il VAR e il designatore: Viglione spiega la legge dell’AIA
Poco più di quaranta minuti. Più che come persona informata sui fatti, come novello Virgilio per guidare Dante fra le pieghe delle leggi che governano la costellazione AIA. Insomma, un confronto fra pari mascherato da audizione. Ieri pomeriggio l’avvocato Giancarlo Viglione, Responsabile relazioni istituzionali e ufficio legislativo della Federcalcio, si è presentato in Procura a Milano per conferire con il pm Ascione, titolare dell’inchiesta che vede indagati per fronde sportiva in concorso (ancora non si sa con chi, però) l’ex designatore della CAN, Rocchi, l’ex Supervisore del VAR, Gervasoni, i VMO Nasca e Di Vuolo, mentre l’altro VMO, Paterna (quello della "bussata"), è iscritto a registro per «false informazioni».
La legge dell'AIA secondo Viglione
Nessuna ombra ha accompagnato Viglione, di nessuna natura. Tanto che anche le intercettazioni che gli sono state fatte sentire (e che qualcuno ha cercato di strumentalizzare) non lo riguardavano. Poco più di quaranta minuti per entrare nei meandri di aspetti che, essendo particolarmente "settoriali", possono a volte sfuggire o essere mal compresi. Giustificabile. Come ad esempio, la funzione del designatore, che non è un primus inter pares con gli altri componenti della CAN, ma è un "giudice monocratico". Decide lui se tal arbitro deve andare su tale partita, non è una decisione collegiale, anche se come fanno tutti i grandi condottieri, Rocchi si confrontava spesso con i suoi, anche i più fidati (a differenza di quanto avviene ora). Difficile, dunque, potesse “combinare” azioni fraudolente, se non con se stesso. Ancora, fra le domande del pm anche la spiegazione del perché, ad un certo punto, a Lissone siano spuntati gli ispettori federali, cosa che chiese la Lega (attraverso Andrea Butti, Head of Competitions and Operations della Serie A e successivamente anche De Siervo, ad della Lega di serie A) e della figura del Supervisore VAR (cosa prevista da Fifa e Uefa, basti vedere anche le designazioni di ieri delle finali che prevedono il VAR Support). Viglione ha anche chiarito come l’art. 22 del Codice di Giustizia Sportiva (da lui rivisto e corretto negli anni scorsi) preveda che il designatore possa parlare con chiunque, purché non si raggiunga un «vantaggio sportivo», e che i due anni di contratto non riguardano solo il capo della CAN ma anche quelli delle altre commissioni e addirittura dei presidenti dei Comitati Regionali. Poco più di quaranta minuti (che sono diventate oltre due ore fra stesura e rilettura dei verbali, più convenevoli vari) con la Procura che ha apprezzato l’esaustività e il rigore analitico degli argomenti trattati durante l’audizione. Nelle prossime ore si svolgeranno altre audizioni, poi sarà il momento per il titolare dell’inchiesta di fare un primo punto con la Procura Generale. A quanto trapela, non è emerso molto....
Faccia a faccia fra Gravina e i due vice dell'AIA: cosa può succedere
AIA. In attesa del CF di domani, oggi sarebbe in programma un faccia a faccia fra Gravina e i due vice (il vicario Massini e Affinito) dell’AIA, dopo la decadenza dell’ex presidente Zappi, condannato a 13 mesi di inibizione per «indebite pressioni» (voci lo vorrebbero pensieroso su un possibile ricorso al TAR). summit che è stato anticipato da una mail, in arrivo proprio dall’Assoarbitri, con una sorta di accordo. D’accordo al commissariamento, a patto che.... L’idea sarebbe quella di accettare un tutor ma con l’ordinaria amministrazione che resterebbe all’attuale governance. La Figc non sembra intenzionata a trattare, i motivi sono diversi: impossibile far governare chi è in questi posti per “listino”, chi non ha saputo opporsi alle «indebite pressioni» per piazzare Orsato e Braschi in C e D, chi ha sforato il budget.
