La Figc verso le elezioni del 22 giugno: tutti i piani e le candidature

Nei programmi di Malagò (favorito) e di Abete c'è il rilancio del sistema, ma il nuovo presidente governerà con lo stesso consiglio federale di Gravina
Giorgio Marota
4 min

ROMA - Le candidature per la Figc sono realtà e con esse i programmi di chi proverà a cambiare un calcio diviso e fiaccato da inchieste e scandali ma ancora attrattivo per chi intende commissariarlo. Malagò e Abete hanno presentato i loro programmi in vista del 22 giugno. Ci sarà un altro presidente - Gravina si è dimesso - però con lo stesso identico consiglio federale: tutti i 21 consiglieri in carica con la governance precedente (tra cui Marotta, Campoccia e Chiellini in quota A) si sono ripresentati e verranno contestualmente rieletti. È come se cadesse un governo ma cambiasse solo il premier, a proposito dell’esigenza di una rivoluzione. Giusto in Lega Pro c’è il margine per una scelta: Macchia (Potenza) sfiderà Gallazzi (Alcione), con il secondo nettamente favorito.

I programmi di Malagò e Abete 

"Il futuro è una responsabilità che accetto con orgoglio" è l’incipit del programma elettorale di Giovanni Malagò, il candidato della Serie A che ha raccolto il consenso di tutte le componenti tranne che della Lega Dilettanti (almeno non tutta) e - almeno formalmente - della Lega Pro ancora neutrale, chissà per quanto. "Il calcio ha bisogno di una stagione di ricomposizione", spiega nel documento l’ex numero uno del Coni, che ambisce ancora all’unanimità e punta a raggiungerla con la competitività delle Nazionali (tramite gli investimenti sui giovani), la sostenibilità economica, un piano nazionale per gli impianti, l’indipendenza dell’Aia e la credibilità delle regole, senza dimenticare la revisione del carico fiscale, l’introduzione della quota sul betting e il superamento dell’IRAP. La Lega che lo ha presentato è definita «il principale asset industriale e mediatico, da proteggere». La B è vista come "patrimonio territoriale e laboratorio del talento", la C "il punto in cui serve la riforma più concreta", mentre per il mondo dei dilettanti Malagò propone l’introduzione di un fondo e un tavolo permanente col professionismo. Se la formazione degli allenatori «è una delle leve più efficaci per migliorare il calcio», la centralità del calciatore "deve essere interpretata come equilibrio tra libertà, formazione, salute e sostenibilità". Le componenti tecniche lo sosterranno. 

Il ringraziamento a Gravina

Nel suo programma, Abete è partito dal ringraziamento a Gravina, ha citato il documento nel quale il presidente uscente richiama la politica e le componenti alle loro responsabilità e non ha risparmiato un attacco alla Serie A, che può "bloccare qualsiasi norma che riguardi la propria Lega, rendendo impossibile per la federazione qualsiasi intervento normativo sulla componente di vertice". Tra i punti cardine del suo programma ci sono la riforma Zola della Lega Pro per i giovani, la sostenibilità del sistema che continua ad accumulare perdite, la tutela del calcio di base, la ristrutturazione dell’Assoarbitri separando la parte associativa da quella tecnica e gli interventi collegati al recupero di risorse dalle scommesse, senza dimenticare le misure per attutire gli effetti della riforma del lavoro sportivo, il tema più caro ai dilettanti. Abete propone infine di togliere al presidente Figc la responsabilità del Club Italia, affidandola a un manager del calcio non legato alle logiche di rappresentanza. Entrambi i candidati promettono infine supporto al calcio femminile per non vanificare lo sforzo del professionismo. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calcio