Malagò: "I ragazzi per giocare spendono troppo. Figc e Lega Serie A si parlino"

Dibattito sullo stato di salute sul calcio italiano e non solo alla presentazione del nuovo libro di Ivan Zazzaroni, "Per vincere domani". Presenti anche Gravina, Ranieri e Paratici

Una platea d'eccezione, moderata dalla giornalista Giorgia Rossi, si è riunita al Circolo Canottieri Aniene per la presentazione del nuovo libro di Ivan Zazzaroni, "Per vincere domani". In un parterre gremito con tantissime persone accorse alla presentazione, erano presenti grandi nomi del calcio italiano, tra cui Gabriele Gravina, il candidato alla presidenza federale Giovanni MalagòClaudio Ranieri e il direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici. In platea, ad assistere al dibattito, c'erano anche l'ex ct Roberto Mancini e gli agenti sportivi Gabriele Giuffrida e Diego Tavano. Al centro della discussione lo stato di salute dello sport e del calcio italiano, a partire dalle barriere economiche che i giovani si trovano ad affrontare.

Le parole di Malagò

"I nostri ragazzi oggi per giocare a calcio spendono troppi soldi, ma se vanno in piscina o giocano a tennis è peggio ancora. Equitazione? Peggio ancora. E' chiaro che senza qualcosa che li supporta il sistema va in fatica" ha dichiarato fermamente Giovanni Malagò. L'ex presidente del Coni ha poi spostato l'attenzione sulla politica federale, invocando una necessaria armonia istituzionale: "Federazione e Lega di A sono state in grandissimo conflitto negli ultimi anni, e questo spesso era dovuto a situazioni di singoli soggetti. Questi due mondi non solo si devono parlare, ma devono essere la faccia della stessa medaglia". Malagò ha anche commentato il Mondiale in corso, ammettendo di non averne ancora visto un minuto per mancanza di tempo, ma ponendo l'accento su un dato macroscopico: "Leggo e vedo tutto quello che si dice: la cosa spaventosa è che oltre un quarto dei giocatori presenti al Mondiale non è nato nei paesi dove poi giocano. Questo fa riflettere, è un discorso che non vale solo per il calcio: guardate la pallavolo e l'atletica. Ricordatevi lo ius soli sportivo che abbiamo sostenuto sempre".

Gravina dà consigli a Malagò e ribadisce: "Nel mio mandato progettualità prese come riferimento internazionale"

Durante la presentazione è intervenuto anche il presidente dimissionario della Figc Gabriele Gravina: "Malagò, che è una persona equilibrata e navigata nello sport, come primo impegno deve battersi per togliere quella che viene rappresentata come intesa tra componenti, ma è un diritto di veto. Oggi non puoi fare una riforma se il 3% non è d'accordo: è antidemocratico e contrario a ogni senso di ragionevolezza. Su questo bisogna lavorare, io non ci sono riuscito. Siamo arrivati alla 17esima proposta di riforma dei campionati". Parlando del suo mandato da presidente: "Se parliamo delle cose fatte dalla Federazione, ci sono tante progettualità prese come riferimento internazionale. Parlando di risultati sportivi, se fino al 2018 le nazionali giovanili non arrivavano in finale, per la prima volta l'Under 17 vince il Campionato Europeo nel 2024, è terza al Mondiale 2025 e vince di nuovo l'Europeo nel 2026, diventa una costante. In questi anni abbiamo lavorato per creare una filiera pronta a dare prospettive".


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Botta e risposta tra Ranieri e Paratici

Il focus si è poi spostato sulla crescita dei talenti e sui settori giovanili, evidenziando una divergenza di vedute tra Claudio Ranieri e Fabio Paratici. "Oggi un selezionatore deve fare la conta su chi può selezionare, perché fin quando siamo sul settore giovanile siamo competitivi, ma dobbiamo migliorare nel salto di qualità per la nazionale maggiore" ha spiegato Ranieri. Secondo l'ex Roma, "la categoria dei giovani è da sviluppare dagli educatori e non devono parlare di tattica. Dobbiamo far fare il salto di qualità a più giocatori altrimenti non risolviamo il problema della nazionale italiana". Di parere diverso, sull'aspetto metodologico, il ds della Fiorentina Paratici: "Non è vero che la nostra nazionale non ha calciatori. Ma noi a livello di settore giovanile saremo sempre più avanti perché ci portiamo avanti con la tattica dove siamo bravissimi. Il problema è la qualità dei calciatori, ne forniamo troppo pochi con quella che serve per il salto di qualità".

Paratici: "Ridicolo parlare di presidenti e allenatori dopo il terzo Mondiale saltato"

Paratici è intervenuto anche sul sistema di responsabilità nella Nazionale italiana: "L'allenatore della Nazionale ha una responsabilità per il risultato sportivo ma non del sistema. Dopo la terza eliminazione consecutiva leggevo che il presidente della Federazione o l'allenatore di turno...mi sembra anche un po' ridicolo. Abbiamo avuto allenatori di prim'ordine come Mancini, Spalletti e Gattuso. Il problema non è solo il presidente o l'allenatore, il problema è il sistema". Il ds della Fiorentina coinvolge nel discorso tutte le componenti del calcio italiano: "Noi dirigenti dobbiamo prenderci delle responsabilità per quanto successo in questi anni. Non è solo una questione di Federazione, passa anche per le squadre di club che probabilmente non hanno avuto la visione e il coraggio per prendere certe decisioni".


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Una platea d'eccezione, moderata dalla giornalista Giorgia Rossi, si è riunita al Circolo Canottieri Aniene per la presentazione del nuovo libro di Ivan Zazzaroni, "Per vincere domani". In un parterre gremito con tantissime persone accorse alla presentazione, erano presenti grandi nomi del calcio italiano, tra cui Gabriele Gravina, il candidato alla presidenza federale Giovanni MalagòClaudio Ranieri e il direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici. In platea, ad assistere al dibattito, c'erano anche l'ex ct Roberto Mancini e gli agenti sportivi Gabriele Giuffrida e Diego Tavano. Al centro della discussione lo stato di salute dello sport e del calcio italiano, a partire dalle barriere economiche che i giovani si trovano ad affrontare.

Le parole di Malagò

"I nostri ragazzi oggi per giocare a calcio spendono troppi soldi, ma se vanno in piscina o giocano a tennis è peggio ancora. Equitazione? Peggio ancora. E' chiaro che senza qualcosa che li supporta il sistema va in fatica" ha dichiarato fermamente Giovanni Malagò. L'ex presidente del Coni ha poi spostato l'attenzione sulla politica federale, invocando una necessaria armonia istituzionale: "Federazione e Lega di A sono state in grandissimo conflitto negli ultimi anni, e questo spesso era dovuto a situazioni di singoli soggetti. Questi due mondi non solo si devono parlare, ma devono essere la faccia della stessa medaglia". Malagò ha anche commentato il Mondiale in corso, ammettendo di non averne ancora visto un minuto per mancanza di tempo, ma ponendo l'accento su un dato macroscopico: "Leggo e vedo tutto quello che si dice: la cosa spaventosa è che oltre un quarto dei giocatori presenti al Mondiale non è nato nei paesi dove poi giocano. Questo fa riflettere, è un discorso che non vale solo per il calcio: guardate la pallavolo e l'atletica. Ricordatevi lo ius soli sportivo che abbiamo sostenuto sempre".

Gravina dà consigli a Malagò e ribadisce: "Nel mio mandato progettualità prese come riferimento internazionale"

Durante la presentazione è intervenuto anche il presidente dimissionario della Figc Gabriele Gravina: "Malagò, che è una persona equilibrata e navigata nello sport, come primo impegno deve battersi per togliere quella che viene rappresentata come intesa tra componenti, ma è un diritto di veto. Oggi non puoi fare una riforma se il 3% non è d'accordo: è antidemocratico e contrario a ogni senso di ragionevolezza. Su questo bisogna lavorare, io non ci sono riuscito. Siamo arrivati alla 17esima proposta di riforma dei campionati". Parlando del suo mandato da presidente: "Se parliamo delle cose fatte dalla Federazione, ci sono tante progettualità prese come riferimento internazionale. Parlando di risultati sportivi, se fino al 2018 le nazionali giovanili non arrivavano in finale, per la prima volta l'Under 17 vince il Campionato Europeo nel 2024, è terza al Mondiale 2025 e vince di nuovo l'Europeo nel 2026, diventa una costante. In questi anni abbiamo lavorato per creare una filiera pronta a dare prospettive".


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Botta e risposta tra Ranieri e Paratici