Rocchi e il “non sistema”: si va verso l’archiviazione
Il sostituto Ielo e il pm Ascione (che dal 16 luglio prossimo non sarà più alla Procura di Milano per passare a quella europea a Roma) hanno interrogato per oltre cinque ore l’ex designatore Rocchi. Sul tavolo, più che le bussate (stralciate, si valuta l’eventuale invio degli atti alla Procura di Monza, competente per Lissone, ne riparleremo) restano le presunte «designazioni combinate» e l’obiettivo è sempre l’Inter. Nelle intercettazioni, fatte al tempo e riprese brevemente prima del 24 parile (quando Rocchi s’è dimesso, con grande senso di responsabilità, a seguito dell’avviso di garanzia), nuove telefonate. Le partite interessate Inter-Verona del 3 maggio 2025 e Torino-Inter del 26 aprile 2026, che si aggiungerebbero a Inter-Milan semifinale di Coppa Italia del 23 aprile 2025 e Bologna-Inter del 20 aprile 2025. Tutte hanno diversi punti in comune: a) Rocchi al telefono è sempre con i suoi vice (all’epoca erano Gervasoni, Tommasi, Ciampi, Di Liberatore e Tonolini); b) nessuno di loro risulta indagato; c) se l’Inter era la società favorita, nessun dirigente dell’Inter (nemmeno il referee manager Schenone, già ascoltato da Ascione) risulta indagato; d) in tutti e quattro i casi vengono contestate all’ex internazionale o le designazioni o l’esatto contrario. E non può essere. Un «non sistema» appunto, che starebbe portando (secondo alcune voci provenienti da Milano) all’ipotesi di archiviazione.
Nel mirino
Perché anche sulle due nuove gare, il cliché proposto è sempre lo stesso: per Inter-Verona del 2025, secondo chi indaga, viene designato Manganiello per evitare lo “sgradito” Sozza. Mentre per Torino-Inter dell’aprile scorso (praticamente l’ultima designazione di Rocchi prima dell’autosospensione), Mariani (nostro rappresentate ai Mondiali) che sarebbe stato sgradito all’Inter, viene invece designato proprio per i nerazzurri solo dopo - per gli inquirenti - «l’assenso dell’Inter». Lo stesso che si scrisse per Colombo (gradito) e Doveri (sgradito), salvo che poi il primo fu contestato e l’altro diresse due volte l’Inter nonostante il presunto intervento.
La prassi
Rocchi ha spiegato, in poco meno di sei ore, come funziona il «non sistema». Non suo, ma di chi si è alternato alla guida della CAN. L’obiettivo è mandare l’arbitro nelle condizioni migliori per la partita. E - tanto per citare il caso-Mariani - l’internazionale di Aprila, che aveva fatto Inter-Napoli finita fra le polemiche, aveva titubato davanti alla possibilità di riavvicinarsi all’Inter, cosa che era nelle intenzioni di Rocchi già prima di quella partita. Lo stesso, ed è solo un esempio, successe a Orsato, attuale designatore della CAN, dopo il famoso Inter-Juve e il caso Pjanic-Raphina. Tre anni lontano dall’Inter, il designatore era Rizzoli. Frode sportiva o semplice buonsenso?
