Mourinho sbarca a Lisbona per la firma con il Benfica: "Non ci ho pensato due volte"

Le prime parole del tecnico portoghese all'aeroporto di Tires, dove è stato accolto con grande entusiasmo da giornalisti e tifosi
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È il grande giorno di José Mourinho. Lo Special One è tornato a casa, sbarcando in mattinata in Portogallo per chiudere la trattativa con il Benfica. Dopo aver chiuso la sua parentesi alla guida del Fenerbahce, l'ex allenatore di Inter, Roma e Chelsea si prepara a diventare il successore di Bruno Lage, esonerato all'indomani della sconfitta con il Qarabag all'esordio in Champions League. All'aeroporto di Tires (Lisbona), lo Special One non ha nascosto l'emozione per il suo ritorno sulla panchina delle aquile, a 25 anni di distanza dall'ultima volta. Nel pomeriggio arriverà la firma sul contratto che lo legherà al club lusitano fino al 2027 (qui tutti i dettagli), poi alle ore 17 dirigerà il primo allenamento con la sua nuova squadra.

Mourinho al Benfica: "Non ci ho pensato due volte"

Queste le prime parole di José Mourinho, accolto con grandissimo entusiasmo da stampa e tifosi del Benfica: "Prima di salire sull'aereo, mi hanno chiesto se fossi interessato ad allenare il Benfica. E ovviamente ho detto di sì. Il Benfica poi mi ha chiesto ufficialmente se fossi interessato e ho risposto che ero all'estero e che al mio ritorno in Portogallo sarei stato felice di parlare con loro. Quando mi è stata data la possibilità di allenare il Benfica non ci ho pensato due volte". E, infine, ha aggiunto: "No, non è un premio alla carriera".

Riguardo a Bruno Lage, di fatto ormai ex allenatore del Benfica, Mourinho ha avuto solo parole di elogio: "Non credo ci sia un allenatore che non se ne vada via frustrato e pensando che le cose sarebbero potute andare diversamente. Lo guardo con immenso rispetto e solidarietà, perché ho passato la stessa cosa non molto tempo fa. Quello che ho detto di lui un mese e mezzo fa, lo ripeto: è un grande allenatore che aveva un gruppo di giocatori importanti con cui mi sono congratulato. E loro sanno che non sono esattamente un grande esempio di fair play. Congratularmi con loro e dire loro che ha vinto il migliore non è stato facile per me", ha dichiarato José. 

Mourinho sul suo ritorno in panchina dopo l'amaro addio al Fenerbahce

José ha poi commentato il suo repentino ritorno in panchina dopo la fine amara della sua avventura al Fenerbahce: "Ho lasciato il mio precedente club tre o quattro settimane fa e non avevo alcuna intenzione di restare fuori dal giro fino alla fine della stagione; non è nella mia natura. Io voglio allenare. Mi sono imposto di trovare il mio equilibrio emotivo perché non volevo dire di sì a un club che non fosse adatto a me, solo perché sono un maniaco del lavoro. Per questo quando mi è stata data la possibilità di allenare il Benfica, non ci ho pensato due volte. Ero interessato, mi piaceva come idea", ha aggiunto.

Lo Special One lancia poi una frecciata al suo vecchio club. L'occasione arriva da una domanda di un cronista sulla dichiarazione del presidente del Fenerbahçe, Ali Koç, che ha descritto il passaggio di Mourinho al Benfica come una "strana coincidenza nella vita". "Ogni volta che ho lasciato un club, ho chiuso il capitolo e non ho risposto alle provocazioni. Non ho trovato scuse, non ho incolpato nessuno e me ne sono sempre andato con questo atteggiamento. Lui invece ha un modo di agire diverso. Ha parlato innumerevoli volte, ma non ha spiegato perché il giocatore che ci ha eliminato (Akturkoglu, ndr.) è stato acquistato solo dopo che ci ha eliminato".


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