Xavi attacca Laporta: "Il ritorno di Messi al Barcellona non l'ha voluto lui"
Sono giorni importanti in casa Barcellona, dove cresce l'attesa per le canoniche elezioni presidenziali. Joan Laporta, numero uno uscente che punta a prolungare il proprio mandato, è chiamato a difendersi dagli attacchi di tifosi e addetti ai lavori che spingono per il cambio al timone del club. L'avversario di turno è Victor Font, ma nelle ultime ore è stato l'ex blaugrana Xavi Hernandez ad accendere il dibattito a proposito della gestione Laporta. E come spesso è accaduto in passato, è ancora Leo Messi il protagonista della vicenda.
Barcellona, Xavi e il retroscena su Messi: "Era cosa fatta per il ritorno nel 2023"
Nel corso di un'intervista concessa al quotidiano spagnolo La Vanguardia, Xavi non le ha certo mandate a dire al suo ex presidente Joan Laporta, sostenendo apertamente la candidatura di Victor Font. Un attacco figlio del "caso Messi", con il fuoriclasse argentino costretto a salutare il Barça per motivi finanziari nel 2021 e accostato nuovamente ai catalani nella stagione 2023/24, quando vestiva la maglia del Psg: "Era cosa fatta il ritorno di Leo. Parliamo del gennaio 2023, a poche settimane dalla vittoria dei Mondiali con l’Argentina, quando ancora giocava nel Paris Saint-Germain. Su questa vicenda Laporta non dice la verità. Dopo i Mondiali, ho avuto un contatto con Messi e lui mi ha detto che era disposto a tornare. Abbiamo parlato di questo fino al mese di marzo e gli dissi che, non appena mi avesse dato l’ok a procedere, io ne avrei parlato col presidente. Laporta ha iniziato a trattare col padre di Messi e c’era pure il via libera della Liga per fare l’operazione. Ma ad un certo punto Laporta si è tirato indietro".
Xavi attacca Laporta: "Il ritorno di Messi non l'ha voluto lui"
Xavi ha poi aggiunto: "Mi interessa raccontare la verità e Leo non è tornato al Barcellona soltanto perché non l’ha voluto Laporta. Non c’entra nulla la Liga e non corrisponde alla realtà che le richieste economiche del padre Jorge fossero esose. Il presidente e la gente che gli sta attorno ha deciso così e dicevano che non se lo potevano permettere perché l’ingaggio di Messi avrebbe generato una guerra nello spogliatoio, che Leo avrebbe avuto troppo potere e non lo avrebbe saputo gestire. Sono tutte menzogne", ha sottolineato con forza l'ex capitano del Barcellona.