Paratici: "Squalifica? Mi vergognavo a difendermi. Non so perché il Milan non mi abbia preso"
Fabio Paratici è tornato a lavorare come direttore sportivo del Tottenham. Ai microfoni di Sky Sport, nel corso dell'intervista "Restart", Paratici ha toccato vari temi. "Qui mi sento a casa perché mi ci hanno fatto sentire. Sono arrivato nel giugno 2021, a novembre è partita la vicenda giudiziaria e, pur conoscendomi parzialmente, non mi hanno mai giudicato o fatto sentire in dubbio. Quando sono stato squalificato ho dato le dimissioni per rispetto del club, e mi hanno voluto tenere come consulente, quindi al termine della squalifica ho ripreso il mio lavoro".
Paratici sulla squalifica: "Vergognoso difendermi non avendo fatto niente"
In estate Paratici ha terminato di scontare la propria squalifica di 30 mesi in seguito all’inchiesta sulle plusvalenze della Juventus che la Corte d’Appello della Figc ha confermato il 20 gennaio 2023. Su questo tema è tornato a parlare il dirigente: "Avevo vergogna a difendermi. Dentro di me ho sempre sentito di non aver fatto niente di male. Per undici anni ho lavorato pensando al meglio per la Juventus, in ogni aspetto. Mi sentivo la vergogna di dover dire che non avevo fatto niente di male. All'inizio mi sono sentito spaesato, in situazioni che non avrei mai pensato di dover affrontare. Nessuno ha mai spiegato che la Juventus, io e le persone coinvolte non siamo state condannate per la valutazione distorta dei giocatori, ma per un principio contabile mai utilizzato né prima né dopo". Di quel periodo, in particolare, Paratici non ha gradito alcune dichiarazioni: "All'inizio sono stato sorpreso dei commenti da parte di colleghi che sapevano poco o nulla. Sono stati molto sgradevoli". Infine, ha spiegato la scelta del patteggiamento: "La richiesta di accettazione della pena è stata responsabile. La vicenda è durata quattro anni e mezzo, la squalifica sportiva era già stata scontat e il procedimento penale era solamente all'udienza preliminare: per gli anni a venire non avremmo avuto certezza".
Paratici: "Dispiace tanto per Tudor. Quanto fatto noi alla Juve difficilmente ripetibile"
Undici anni alla Juventus. Periodo nel quale Paratici ha vinto nove scudetti: "Un qualcosa di difficilmente ripetibile. Un numero pazzesco. Comunque, tutto ciò che si vince si dimentica elocemente, cosa si perde resta nella testa". Inevitabile un commento sul cambio in panchina dei bianconeri: "Mi dispiace molto per Igor Tudor, sono molto legato a lui. Luciano è un grandissimo allenatore, gli auguro tutti i successi a lui e alla Juventus".
Paratici in estate è stato vicino al ritorno in Italia, precisamente al Milan, ma alla fine l'accordo non è stato firmato: "Non so cosa sia successo. Siamo stati molto vicini. Se il matrimonio non si è conclusa non sto qui a chiedermi il perché e se il mio passato ha influito". Nel corso dell'intervista, però, ha voluto ribadire il suo lavoro: "Ognuno di noi ha le sue caratteristiche. Il club dà una potenza di fuoco, un direttore deve fare il meglio possibile con quel budget. Faccio questo lavoro da ventidue anni e ho avuto solo tre club: credo che meglio dei propri proprietari non possa giudicarti nessuno e, avendone vuti solo tre, vuol dire che sono piaciuto".
Tra Premier League e Serie A
Dal 2021 Paratici lavora in Premier League. Proprio riguardo l'efficacia del campionato inglese ha parlato Paratici: "C'è un approccio totalmente differente. La Premier League è un'istituzione, un brand globale, pazzesco. I diritti televisivi sono venduti in tutti i Paesi trane quattro. In Italia vanno migliorate le infrastrutture, stadi e centri sportivi. Fondamentale, in Italia dobbiamo partire da questo".