Mancini contro Simone Inzaghi, la sfida stasera in Al Hilal-Al Sadd

I due allenatore italiani si affronteranno nella Champions asiatica negli ottavi in gara secca
Fabrizio Patania
3 min

Mancini, all’ultimo anno in carriera da numero 10, dipingeva assist e gli sistemava il pallone per segnare a porta vuota. L’estate precedente era riuscito a convincere Eriksson e Cragnotti a puntare sul giovanissimo fratello di Pippo, sbocciato nel Piacenza, per sostituire Vieri. Inzaghi scalò in fretta le gerarchie, sorpassando Salas e Boksic: 19 gol stagionali, compresa Champions, bomber della Lazio scudettata. Due anni dopo Roberto sarebbe diventato il suo allenatore, Simone faceva coppia con Corradi e ogni tanto lo faceva arrabbiare, come accadde in una notte di Champions a Praga, quando mancava Claudio Lopez e non accettò di giocare all’ala sinistra.

Inzaghi contro Mancini nella Champions Asiatica

Inzaghi è diventato un grande allenatore e dal suo maestro ha assorbito la capacità di gestire il gruppo. Percorso simile in panchina. Anche Simone ha condotto la Lazio in Champions e ha vinto lo scudetto con l’Inter. Stasera (ore 20 italiane), da principi d’Arabia, si ritrovano sul neutro di Jeddah, Champions asiatica, ottavi in partita secca. «Roberto per me è stato importantissimo, mi ha voluto alla Lazio, è diventato il mio allenatore, mi ha insegnato tanto, gli sarò sempre grato» ha raccontato Simone, oggi alla guida dell’Al Hilal, secondo in Saudi League con 5 punti di ritardo dall’Al Nassr di Ronaldo. Non dovrebbe esserci partita, anche se i due respingono il pronostico. Baci, abbracci e competitività spinta. La rosa di Simone ha una valutazione complessiva di oltre 200 milioni: da Bonou, portiere del Marocco, a Milinkovic e Theo Hernandez, passando per Marcos Leonardo e Benzema. L’Al Sadd di Mancio, di base a Doha, comanda in Qatar con poche stelle: il più conosciuto è Firmino, ex Liverpool. «Troviamo i più forti d’Asia, sono i favoriti della Champions. Quando ho preso l’Al Sadd eravamo in fondo al girone ma siamo riusciti a qualificarci. È già un successo essere agli ottavi. Ci proviamo. Simone è bravo, lo sta dimostrando anche in Arabia Saudita». Un solo precedente. Risale a dieci anni fa, primo maggio 2016, stadio Olimpico: 2-0 per la Lazio, gol di Klose e Candreva. Era l’ultima Inter di Mancini. Simone, subentrato a Pioli, stava cominciando con Lotito. Sarebbe diventato grande altrove. È giovane e non pensa per ora alla carriera di ct. Anche lui, come Mancio, è stato accostato all’Italia. Tutti e due hanno la stima di Malagò.


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