Figc, arriva la candidatura di Malagò: la Serie A è compatta
Sul carro di Malagò c’è ancora posto, ma in Serie A cominciano a star stretti. È per questa ragione che oggi, in assemblea a Milano, i club tenteranno di chiudere la raccolta firme già ben avviata e annunciare così la candidatura dell’ex presidente del Coni alla guida della Figc. Ieri sera il fronte era composto da almeno 15 società. Nelle prossime ore il numero può salire almeno a 17-18, isolando l’unico vero oppositore di Malagò, cioè Lotito, che continua a puntare sull’ipotesi del commissario, possibile solo in caso di fallimento delle elezioni.
Malagò verso la candidatura ufficiale per la FIGC
La prima componente che dunque presenterà un candidato è quella che, fin dalle dimissioni di Gravina, ha rivendicato una centralità nel nuovo corso. Le altre leghe la chiamano “fuga in avanti” e continuano a dialogare per individuare il nome di un ex calciatore (come Albertini o Tommasi) o di un profilo che sappia unire le varie anime; Via Rosellini, viceversa, considera la decisione di muoversi in autonomia una rivendicazione basata sul proprio peso economico. Una volta che la candidatura di Malagò diventerà ufficiale - il dirigente aveva chiesto che la maggioranza dei club di A fosse sostanziosa e lo sarà - bisognerà capire se le altre componenti saliranno subito a bordo. La Serie B è orientata a farlo, la Lega Pro sta facendo delle valutazioni, mentre l’Assocalciatori resta molto vicina alle posizioni dei Dilettanti. Attenzione a considerare secondario quest’ultimo fronte: se AIC e LND si compattassero, avrebbero la maggioranza. Proprio per questo motivo, nonostante non sembra così convinto di sfidare apertamente Malagò, Abete non consegnerà il suo 34% senza ottenere certe garanzie. La ricerca di un candidato alternativo prosegue, a chiederlo è soprattutto una certa area politica («vorrei un volto nuovo», ha detto il vicepremier Salvini), ma da oggi Malagò avrà il mandato a dialogare per conto della Serie A. È bene ricordare che le leghe hanno un peso, ma poi la preferenza la esprimono i delegati, che non sempre votano sulla base dell’indicazione dei presidenti di lega.
