Roma, c'è aria di scudetto. L'Inter è in Champions League

La Juve non ferma la capolista: Dragoni segna un gol decisivo per il tricolore, ma la doppietta della nerazzurra Milinkovic al Genoa rinvia la festa giallorossa
Valeria Ancione
4 min

ROMA - Gioca a pallavolo coi piedi, sinistro-sinistro a scavalcare due volte l’avversaria e destro vincente. Giulia Dragoni, direttamente dall’università del Barça in prestito alla Roma, la “piccola Messi” ha ammaestrato un pallone ribelle, consegnatole dalla “solita” Viens e ha segnato la rete più importante della stagione, quella che blinda lo scudetto: Roma-Juventus 1-0. Fiato sospeso fino alle 20, quando l’Inter in rimonta con doppietta di Milinkovic ha battuto il Genoa, rimandando almeno di una settimana la festa giallorossa e timbrando il visto per la Champions.

Dragoni, la 'piccola Messi' della Roma

Giulia Dragoni, a diciannove anni, ha la freddezza e la lucidità dei grandi campioni. “Piccola Messi” è anche troppo, dice («Lui è un fuoriclasse, io no»), e non per falsa modestia, ma per grande umiltà e una maturità, tanta per la sua età, che la fa stare coi piedi per terra nonostante sia largamente riconosciuta come una fuoriclasse, anche lei. Il fratello l’ha iniziata al calcio, il padre le ha fatto fare gli straordinari dopo gli allenamenti, “lezioni private” che Giulia, con grande abnegazione e determinazione, ha seguito. A sedici anni ha preso il volo, direzione Spagna per giocare nel Barcellona. Subito in luce, subito un Mondiale da titolare: «Non me lo aspettavo e non avevo nulla da perdere, ho solo pensato a dare il massimo». Un massimo che è tesoro per la Nazionale e per la Roma che corre verso un imperdibile scudetto, messo in banca ieri con la vittoria per niente scontata sulla Juventus, che si lecca le ferite, piange per un gol annullato e una maledetta traversa di Bonansea, tremando di fronte al rischio che tutti gli obiettivi messi in fila possano cadere come birilli. Resta la qualificazione in Champions, ma né Milan né Napoli Women sono disposti a regalarle. Mancano tre giornate alla fine di una Serie A Women Athora avvincente, con i conti ancora aperti e nessuna matematica che ieri ne abbia chiuso uno, né in testa né in coda.

 

 

Orgoglio Rossettini

Il tecnico delle giallorosse non trattiene le emozioni: «Con la Juventus avevamo un conto aperto da inizio stagione. Il gol è stato la ciliegina sulla torta. Le mie giocatrici hanno compiuto un percorso straordinario, oltre al miglioramento delle singole c’è la crescita di una squadra che ha imparato a giocare sull’entusiasmo, a soffrire, a essere cinica, a tenere duro negli ultimi minuti. Sono orgoglioso di loro. C’è ancora grande margine di crescita, e questo ci stimola ad andare avanti nel nostro lavoro».

 


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