Nazionale Suore, benedetto il calcio per passione

Nazionale Suore, benedetto il calcio per passione

Una squadra nata per volontà di mister Moreno Buccianti, già ct dei preti, che gioca per beneficenza. A Pescara sabato un quadrangolare per raccolta fondi
Valeria Ancione
13 min

In principio fu la Nazionale sacerdoti poi, come costola vuole, Moreno Buccianti creò la Nazionale suore. E il passo non è stato affatto breve, anzi piuttosto faticoso ancorché caparbio e determinato. Il risultato? «Le suore sono più divertenti dei preti». Lui, senza alcuna pretesa di investimento divino, è il ct, per tutti ct Moreno, fondatore dell’Associazione Selecao Sacerdoti Calcio. «Sono allenatore, magazziniere, ufficio stampa, scout, presidente, porto valigie e palloni in trasferta. Faccio tutto io. L’Associazione è internazionale perché i preti sono di ogni nazionalità».

Calciatore mancato, nonostante un’opzione del Milan quando aveva 14 anni poiché allora fare il calciatore non era mica un mestiere e i genitori volevano che Moreno facesse un lavoro vero. Nel calcio però ci è rimasto, perché certe passioni sono come la gramigna o l’edera, perenni e pure infestanti, ti coprono, ti arrampicano, non ti mollano. «A Massa Marittima dove vivevo ho fatto tutti i settori giovanili – racconta Buccianti - Trentacinque anni di calcio, dall’Eccellenza alla Promozione e via via a scendere, ho fatto tutte le categorie. Ho il patentino Uefa B e quello di calcio a cinque per la Serie A». Allenatore vero, insomma.

Il calcio strumento di beneficenza e solidarietà

Quando però la passione fa rima con missione, il calcio se non è lavoro "vero" diventa volontariato. E Moreno Buccianti, costretto all'inizio da un sacerdote, ha trasformato lo sport più bello del mondo in uno strumento di beneficenza, solidarietà, condivisione. «Allenavo a Follonica e il parroco mi mandò alcuni preti per formare una squadra. Non volevo proprio occuparmene. Ho resistito finché ho potuto, poi ho ceduto alle sue pressioni e ho formato la squadra dei sacerdoti. La prima partita, che confidavo fosse anche l’ultima, l’abbiamo fatta nel 1999: poi ne abbiamo giocate 542...».

L’idea di formare una squadra di suore a Buccianti è venuta strada facendo, progetti costruendo, ma non è certo nata dal nulla, è dovuta semmai a un radicato interesse per il calcio femminile. «Il calcio femminile è un valore aggiunto, ne ho grande stima. Diverso da quello maschile soltanto sotto il profilo fisico, per il resto il calcio è calcio. Io mi sono buttato nella solidarietà, nell’inclusione altrimenti avrei scelto di allenare le donne».

Inclusione significa che il calcio non fa distinzione di genere e quindi se c’era la squadra di preti, doveva esserci anche quella di suore, con tanto di benedizione papale. «Ho sempre avuto in mente di formare un gruppo di suore – conferma Mister Moreno - Mi davano del matto. Nel 2010 ho fatto giocare suor Daniela Concilia con i sacerdoti. E siccome non poteva togliere l’abito, la sua congregazione non lo consente, le ho infilato la maglia di sopra, ha messo gli scarpini ed è scesa in campo. È stato l’inizio, ma non sapevo ancora come entrare nel circuito e mettere in piedi una intera squadra di suore».

Se prima erano otto ora sono ventidue

Da quel debutto di suor Daniela ci sono voluti quasi vent’anni e la pandemia affinché l’idea pruriginosa prendesse forma. «C’era il lockdown, era tutto fermo, eravamo chiusi a casa: ho rispolverato una vecchia agenda e ho chiamato una suora di Milano, Ornella Maggioni attualmente in missione in Argentina. Non so se è stata fortuna, bravura o intuizione, lei conosceva le congregazioni ed era la persona giusta per introdurmi. Nella ricerca mi hanno dato una mano anche i 68 preti che ho nella chat della squadra. La prima telefonata l'ho fatta a suor Annika Fabian. Poi sono arrivate le altre. Come suor Silvia, ex calciatrice, che mi ha fatto faticare, non mi rispondeva, ma io non mollavo, l’ho massacrata. E da lì è partito tutto: nel 2021 al raduno di Roma avevo otto sorelle, ci ospitò suor Paola (tifosissima laziale, amica del presidente Lotito, scomparsa di recente, ndr) offrendoci lo spazio per il primo raduno nel suo centro sportivo».

Un mister speciale, Moreno, che preferisce le suore ai preti, che parla al femminile rappresentandosi in loro, rarità tra gli allenatori delle donne: «Le suore sono più divertenti dei preti. Sono proprio un’altra categoria. Fare il sacerdote è un lavoro retribuito, mentre le suore fanno il voto di povertà, non hanno niente, e infatti provvedo a tutto io, le vesto come modelle. Ora “siamo” ventidue suore di 18 congregazioni diverse - dice - Faccio scouting sui social, mando messaggi su messenger. Ho individuato una torinese che sta in Abruzzo, ma è in formazione, non ha ancora preso i voti e non può essere aggregata. Il movimento è in crescita, anche le “Sorelline” fanno scouting. Il problema spesso è convincere le madri superiori a dare il permesso».

Progetti e donazioni, dall'Italia al Madagascar

Ma, non si perda di vista lo scopo benefico dell’Associazione e delle partite che preti e suore giocano. Il prossimo appuntamento con la Nazionale Italiana Suore è a Pescara, sabato 10, per un quadrangolare che raccoglierà fondi per l’acquisto di una sedia ginecologica per donne disabili da donare alla Asl di Pescara. «Abbiamo fatto diversi eventi, nel 2022 a Desio, poi a Roma allo stadio Olimpico giocando contro la Nazionale attori e due formazioni femminili, dell’Empoli e della Lazio. Ci arrivano diverse richieste a cui rispondiamo compatibilmente con gli impegni delle suore. Se organizzo io - spiega Buccianti - i fondi vanno all’Associazione che poi li investe in diversi progetti. Altrimenti, come in questo caso di Pescara, la beneficenza è mirata e la decide chi ci invita».

I progetti grossi che l’Associazione di Buccianti ha in piedi sono due. «Uno è la rivalorizzazione della Cittadella a Torino, uno spazio enorme abbandonato di 44 mila mq, per farne un centro sportivo con campi da calcio, basket e altro, oltre a una foresteria con studi fisioterapici per bambini con malattie rare di famiglie che non possono permettersi nemmeno il fisioterapista. L’altro progetto è quello della nostra Academy in Madagascar per ragazzini e ragazzine dai 5 ai 18 anni, dove oltretutto mandiamo materiale sportivo e anche medicinali».

Buccianti, mister “faccio tutto io”, oltre a occuparsi dei progetti solidali dell’Associazione, gestisce e anima le chat voluminose con i preti e con le suore, e allena praticamente per corrispondenza. Il ct rivedrà le sue calciatrici a Pescara, dopo l'evento di ottobre a Manfredonia, e certo non le troverà in condizioni perfette. «Faccio di necessità virtù. Le suore sono sparse sul territorio nazionale non è facile averle tutte per allenarle. Tra un evento e l’altro chiedo loro di ritrovarci, ma poi succede sempre qualcosa e non se ne fa niente, d’altra parte danno la priorità alla loro professione. Ogni tanto scrivo indicazioni sul gruppo di whatsapp, cerco di stimolarle inviando schede di allenamento e anche tutorial. Loro ridono. Una volta l’anno almeno cerco di organizzare un raduno. Qualcuna fa qualcosa per fatti suoi, si muove un po’, ma la maggior parte no: sono tutte molto impegnate in mille cose e arrivano alla partita in condizioni fisiche e atletiche precarie. Peccato, le suore sono agoniste ma, mancano le forze... In Puglia quando ho scoperto che si giocava a 11, ho dovuto chiedere rinforzi “fuori quota”. Concessi, ho convocato Gioia Masia e Daniela Di Bari (due ex calciatrici azzurre, ndr): sono state eccezionali, hanno dato subito la loro disponibilità e, anche se non giocano più da tempo, in mezzo alle suore sembrano Maradona».

Soldi, ovviamente, Buccianti non ne vede. «Certo qualche sponsor farebbe comodo, almeno per le trasferte delle suore, per rimborsi spese di viaggio e mangiare. Soldi? Li tiro solo fuori, ma la gratificazione è enorme. Il nostro è un messaggio e già vedere le suore in maglietta e pantaloncini lo è... Sono poche quelle obbligate a giocare col velo, come suor Valentina e suor Patrizia, le loro congregazioni non permettono di toglierlo. Ma, che importa? L’abito non fa il monaco».

Gol, capriole e passione: missione possibile

Quella di mister Moreno è una missione nella missione. «A queste donne ho ritirato fuori una passione antica che avevano ancora dentro. Mi vedono come Gesù sceso in terra con i poteri per riaccendere quella passione (ride, ndr). Sono orgoglioso di aver riportato sul campo questa passione. Ho suore dai 32 ai 60 anni. Quando vedo suor Patrizia segnare e fare la capriola è una enorme soddisfazione. Il calcio è questo, allegria e condivisione».

Il sorriso del ct Moreno anche se non lo vedi lo senti quando parla delle sue suore e dei suoi progetti di beneficenza. «Mi muove la passione e basta. Tutto il giorno sono impegnato tra preti e suore. Certe cose si fanno se ce le hai dentro. Il volontariato sta scomparendo, tutti vogliono essere pagati. Il calcio oggi è solo business, non si diverte più nessuno. I giocatori vanno e vengono, il mercato è sempre aperto. Con le suore e i preti è un calcio passionale, è aggregazione, rispetto delle regole, che certo non devo insegnargliele: le regole le insegnano loro semmai».

Benedette da papa Francesco

Due figli e una nipotina, Anna, di tre anni, che al calcio sta nettamente preferendo la ginnastica ritmica, la nonna d’altra parte è l’allenatrice Emanuela Maccarani, Buccianti è un nonno tenero e comprensivo e sa aspettare, chissà che non riesca a tirare fuori una passione innata per il calcio anche nella piccola Anna come ha fatto con le sue suore. Comunque, rispettoso com'è, non mette fretta, sa coinvolgere e catalizzare emozioni, tanto da sorprendere anche il Papa. «Siamo andati da papa Francesco e ci fa: “Voi chi siete?” Dico “la Nazionale suore”. “Oh Dio mio, questa mi mancava”, ha esclamato. Era contento, ha preso la maglia e ci ha dato la benedizione».

Mister Moreno è un ct permissivo, comprensivo, paziente ma rigoroso sul rispetto, soprattutto della puntualità per esempio – che ribadisce espressamente anche nella convocazione - ha una macchina carica di valigie e palloni, nello spogliatoio entra solo per consegnare le maglie e subito esce, quindi non conosce tutte le canzoni o le preghiere che le suore intonano prima del fischio d’inizio. «So che hanno diversi motti... Non sono un padre-padrone però durante le partite divento perentorio. E quando entrano in campo mi faccio il segno della croce e spero che non si facciano male».

 

Quadrangolare di calcio a 5: sabato 10, al palazzetto dello sport Palarigopiano di Pescara dalle 15.30

Nazionale Italiana Suore: Emilia Jitaru (Roma), suor Lara Morelli (Roma), suor Silvia Carboni (Cagliari), suor Marianna Segneri (Roma), suor Celeste Berardi (Roma), suor Alessandra Locatelli (Roma), suor Patrizia Cimmino (Rieti), suor Tatiana Radaelli (Treviso), suor Livia Angelillis (Arezzo), suor Immacolata Caforio (Bologna), suor Anna Marchi (Bologna), suor Angela Caforio (Bologna), suor Susanna Isola (Bologna), suor Rita Carati (Bologna). Ct Moreno Buccianti.

Programma: 1º incontro Nazionale Italiana Suore-Real Montesilvano; 2º Asd Proterino calcio-Asd Cantera Adriatica; 3º incontro Nazionale Suore-Asd Cantera A.; 4º incontro Real Montesilvano-Asd Proterino; 5º incontro Nazionale Suore-Asd Proterino; 6º incontro Asd Cantera A.-Real Montesilvano.


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