Arnautovic, muro Bologna: il Manchester United rinuncia

La società era stata chiara con l’attaccante: è centrale nel progetto
Arnautovic, muro Bologna: il Manchester United rinuncia© FOTO SCHICCHI
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Claudio Beneforti
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Ora che il Grande Spavento è passato, tutti a Casteldebole tirano un sospirone di sollievo. In pratica è successo che ieri mattina quelli del Manchester United è come se si fossero ritirati dalla corsa per Marko Arnautovic, avendo fatto capire di non essere intenzionati a fare alcun rilancio per strapparlo al Bologna, e il motivo di questa decisione sarebbe stata per certi versi addirittura forzata. Questa: i tifosi dei Red Devils non avrebbero gradito lo sbarco a Manchester dell’attaccante austriaco, che nel corso dell’Europeo vinto dall’Italia avrebbe fatto dichiarazioni di sfondo razzista, smentite successivamente dallo stesso Arnautovic, «erano insulti, ma assolutamente non razzisti», la sua puntualizzazione. Che questa presa di posizione del Manchester United sia reale o di comodo non lo sapremo mai, fatto sta che dopo aver offerto al Bologna tramite Danjiel, il fratello di Marko, 5 milioni di pounds ecco che si sarebbe tirato indietro definitivamente, anche perché ha capito che Claudio Fenucci, Giovanni Sartori e Marco Di Vaio non stavano parlando per portare avanti una strategia, quella di alzare i numeri della cessione, ma esternavano solo quelli che erano i loro pensieri. «Marko non ha un costo, resta qua e basta, essendo il nostro valore aggiunto». Come dire: non è che sia incedibile a 10 e diventi cedibile a 15, non c’è una cifra che possa convincerci a mollarlo: credeteci, mai il Bologna prima d’ora era stato così unito su una posizione da prendere.

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Le preghiere di Arna

Per quale motivo allora parliamo di spavento passato, alla luce del fatto che mai e poi mai il Bologna si sarebbe privato di Arnautovic? Perché non è simpatico e neanche costruttivo trattenere un calciatore che vuole andarsene solo perché c’è in ballo un contratto in essere, un triennale in questo caso. Tra l’altro in questo senso va fatta un’aggiunta doverosa, che poi è anche quello che ha detto l’attaccante austriaco ai dirigenti del Bologna: la società che lo voleva era il Manchester United, uno dei club più importanti del mondo, ed è su questo tasto che Arnautovic ha battuto forte con gli stessi Fenucci, Sartori e Di Vaio. Ecco, se si fosse fatta avanti una squadra italiana che lotta per vincere lo scudetto, sì, avrebbe anche potuto passarci sopra, ma come fai a non accettare il Manchester United quando pensa a te e ti vuole far giocare accanto a Ronaldo. Da una parte i capi del Bologna lo hanno capito e avrebbero voluto anche accontentarlo sapendo che per lui era l’occasione della vita, ma da un’altra gli hanno fatto sapere da subito che questa idea avrebbe dovuto togliersela dalla testa e di dover voltare le spalle al suo desiderio più che legittimo di volare a Manchester, perché il Bologna andava messo davanti a tutto e alle esigenze di tutti e di conseguenza mai il Bologna avrebbe potuto fare a meno di lui.

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L'ora di essere società

Certo, Fenucci, Sartori e Di Vaio hanno anche sottolineato con Arnautovic quanto il Bologna abbia fatto per lui dall’estate passata a quella attuale, ridandogli anche quella credibilità che aveva smarrito nei suoi anni in Cina. Fino a che punto il governo rossoblù ha temuto di dover gestire almeno per qualche settimana un Arnautovic arrabbiato e deluso? Come ha assicurato lunedì sera Sinisa Mihajlovic «Marko è un grande professionista e se resterà ci regalerà tutte le sue enormi potenzialità», e anche il Bologna ha lo stesso concetto nella testa sul conto dell’austriaco. Magari si sarebbe aspettato per qualche giorno un Arnautovic contrariato ma una volta dentro il campo avrebbe continuato a dare tutto. E se poi lo fosse stato per tempi maggiori, pazienza, ci sono dei momenti in cui la società deve fare la società fino in fondo per dare degli esempi, dei segnali forti e per non far saltare la baracca, e questo era uno di quei momenti.


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