Bivio Bologna: se esce un big ne serve un altro

Riflessioni in corso tra Saputo e i dirigenti in attesa di capire se i club interessati a Ndoye arriveranno al livello della richiesta. Occhi della Premier su Lucumi
Claudio Beneforti

BOLOGNA - Il Bologna sta vivendo un autentico conflitto interiore per Dan Ndoye, con il Nottingham Forest e il Napoli che non sono arrivati ad offrire i 50 milioni richiesti. Ma cosa accadrebbe nel momento in cui uno di questi due club finisse per accontentare economicamente Saputo e i suoi ministri? A quel punto sarebbe del tutto sistemato il bilancio, ma poi andrebbe trovato un altro giocatore al posto dello svizzero, e gli esterni affidabili in giro hanno costi importanti, dai 35 ai 40 milioni. E allora fino a che punto allora varrebbe la pena cedere Ndoye per poi dover reinvestire quasi l’intero ricavato? E proprio per questi concetti cominciano i tormenti di Fenucci, Sartori e Di Vaio, che non sanno quale strada imboccare, sapendo bene che qualsiasi scelta comporterà rischi più o meno marcati. Le castagne dal fuoco potrebbe tirarle su lo stesso Ndoye, soprattutto di fronte ai numeri che gli ha prospettato il Nottingham (5 milioni netti di ingaggio all’anno), perché la Premier è il massimo della vita per un calciatore. E se nel frattempo il club inglese dovesse accettare anche le condizioni economiche dettate dal Bologna, sull’addio di Dan non ci sarebbero più dubbi. 

Ndoye, il rinnovo con il Bologna

Perché il club rossoblù potrebbe offrirgli un rinnovo di contratto e un adeguamento di ingaggio anche a cifre importanti, ma mai ce la farebbe a raggiungere certi livelli. In questo senso Fenucci ha gà fatto capire la volontà della società e un’apertura Ndoye al Bologna l’ha data, ma un conto è la diplomazia e un altro è la realtà e certi numeri messi in piazza sia dal Nottingham che dal Napoli indeboliscono anche i tre anni di contratto che ancora legano lo svizzero a Casteldebole. Per certi versi, ora come ora sembra meno piena di semafori rossi la via che può portare alla permanenza a Bologna di Jhon Lucumi, perché è vero che il Sunderland è una squadra di Premier ma è anche vero che il difensore colombiano si sarebbe aspettato un interessamento da parte di un club di uno spessore tecnico superiore e proprio da ciò nascono gli attuali tentennamenti. Nel senso che prima di lasciare il Bologna che è una famiglia e che è disposto a rinnovargli e ad adeguargli il contratto preferisce aspettare, considerato che il Sunderland gli piace ma non lo entusiasma. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Bologna

Bologna, costi alti

Intanto Saputo è stato informato del fatto su come sia meno complicato sostituire Lucumi rispetto a Ndoye, perché per portare a Bologna un difensore affidabile come Brassier del Rennes, Salisu del Monaco o Alderete del Getafe puoi spendere dai 15 ai 20 milioni di euro. Purtroppo per il Bologna le cifre si alzano molto per gli esterni d’attacco: per Kevin, un brasiliano molto forte accostabile per caratteristiche tecniche proprio a Ndoye, lo Shakhtar sta chiedendo 35 milioni di euro, che sono più o meno gli stessi che il Bruges pretenderebbe per Tzolis. Poi il Nizza ne vuole 25 per Mohamed-Ali Cho, francese con cittadinanza britannica, classe 2004 e il Siviglia chiede 20 per lo svizzero Ruben Vargas, che sarebbe il sostituto più a buon mercato. Tutto in mano al Bologna, da una parte o dall’altra. Perché a volte chi spende di più finisce per spendere meno.

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BOLOGNA - Il Bologna sta vivendo un autentico conflitto interiore per Dan Ndoye, con il Nottingham Forest e il Napoli che non sono arrivati ad offrire i 50 milioni richiesti. Ma cosa accadrebbe nel momento in cui uno di questi due club finisse per accontentare economicamente Saputo e i suoi ministri? A quel punto sarebbe del tutto sistemato il bilancio, ma poi andrebbe trovato un altro giocatore al posto dello svizzero, e gli esterni affidabili in giro hanno costi importanti, dai 35 ai 40 milioni. E allora fino a che punto allora varrebbe la pena cedere Ndoye per poi dover reinvestire quasi l’intero ricavato? E proprio per questi concetti cominciano i tormenti di Fenucci, Sartori e Di Vaio, che non sanno quale strada imboccare, sapendo bene che qualsiasi scelta comporterà rischi più o meno marcati. Le castagne dal fuoco potrebbe tirarle su lo stesso Ndoye, soprattutto di fronte ai numeri che gli ha prospettato il Nottingham (5 milioni netti di ingaggio all’anno), perché la Premier è il massimo della vita per un calciatore. E se nel frattempo il club inglese dovesse accettare anche le condizioni economiche dettate dal Bologna, sull’addio di Dan non ci sarebbero più dubbi. 

Ndoye, il rinnovo con il Bologna

Perché il club rossoblù potrebbe offrirgli un rinnovo di contratto e un adeguamento di ingaggio anche a cifre importanti, ma mai ce la farebbe a raggiungere certi livelli. In questo senso Fenucci ha gà fatto capire la volontà della società e un’apertura Ndoye al Bologna l’ha data, ma un conto è la diplomazia e un altro è la realtà e certi numeri messi in piazza sia dal Nottingham che dal Napoli indeboliscono anche i tre anni di contratto che ancora legano lo svizzero a Casteldebole. Per certi versi, ora come ora sembra meno piena di semafori rossi la via che può portare alla permanenza a Bologna di Jhon Lucumi, perché è vero che il Sunderland è una squadra di Premier ma è anche vero che il difensore colombiano si sarebbe aspettato un interessamento da parte di un club di uno spessore tecnico superiore e proprio da ciò nascono gli attuali tentennamenti. Nel senso che prima di lasciare il Bologna che è una famiglia e che è disposto a rinnovargli e ad adeguargli il contratto preferisce aspettare, considerato che il Sunderland gli piace ma non lo entusiasma. 


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