Juve, Kolo Muani scatena l'effetto domino sul mercato
C'è la volontà ferrea di un calciatore che a Torino ha riscoperto sé stesso e ha riannodato il feeling con il gol, c’è l’indicazione di Luis Enrique, l’allenatore campione d’Europa, che con questo centravanti non vuole avere più niente a che fare dopo aver sperimentato un rapporto burrascoso, e c’è pure la comunione d’intenti tra due società tornate ad allearsi nei salotti buoni del calcio una volta superata la frattura della Superlega. Quando mancano le risorse, però, anche i sentieri già tracciati finiscono per somigliare a delle salite impervie. Così, pur rispondendo alla chiamata del Psg presentandosi regolarmente in ritiro, Kolo Muani s’è messo in prudente attesa della Signora. Anche se la sua pazienza rischia di esaurirsi presto. Del resto, il 19 giugno, quindi oltre un mese fa, ha detto più di quanto avrebbe dovuto e potuto: «Voglio rimanere qui - furono le sue parole dopo la doppietta all’Al-Ain, nel Mondiale per Club - alla Juve mi sento alla grande, riesco a giocare bene e fare gol. Sono felice, spero di poter restare a lungo. E mi piace lo stile di gioco di Tudor: vuole sempre che attacchiamo». Da quel giorno, Comolli ha tentato tre o quattro approcci con i dirigenti del Psg, senza però mai soddisfare la richiesta dei venditori, che pretendono l’obbligo di riscatto tra un anno come alternativa alla cessione immediata.
