Juve, Kolo Muani scatena l'effetto domino sul mercato

Randal aspetta Comolli e pressa il Psg: vuole restare in bianconero. Serve però un rilancio
Giorgio Marota

C'è la volontà ferrea di un calciatore che a Torino ha riscoperto sé stesso e ha riannodato il feeling con il gol, c’è l’indicazione di Luis Enrique, l’allenatore campione d’Europa, che con questo centravanti non vuole avere più niente a che fare dopo aver sperimentato un rapporto burrascoso, e c’è pure la comunione d’intenti tra due società tornate ad allearsi nei salotti buoni del calcio una volta superata la frattura della Superlega. Quando mancano le risorse, però, anche i sentieri già tracciati finiscono per somigliare a delle salite impervie. Così, pur rispondendo alla chiamata del Psg presentandosi regolarmente in ritiro, Kolo Muani s’è messo in prudente attesa della Signora. Anche se la sua pazienza rischia di esaurirsi presto. Del resto, il 19 giugno, quindi oltre un mese fa, ha detto più di quanto avrebbe dovuto e potuto: «Voglio rimanere qui - furono le sue parole dopo la doppietta all’Al-Ain, nel Mondiale per Club - alla Juve mi sento alla grande, riesco a giocare bene e fare gol. Sono felice, spero di poter restare a lungo. E mi piace lo stile di gioco di Tudor: vuole sempre che attacchiamo». Da quel giorno, Comolli ha tentato tre o quattro approcci con i dirigenti del Psg, senza però mai soddisfare la richiesta dei venditori, che pretendono l’obbligo di riscatto tra un anno come alternativa alla cessione immediata.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Juventus

Juve e Kolo Muani, la trattativa

Ieri ci sono stati nuovi contatti sull’asse Torino-Parigi, ma la Juve ormai non è più l’unico interlocutore dei francesi. Dalla Premier si sono fatti sentire il Chelsea e, più recentemente, Manchester United e Newcastle, anche se quest’ultimo club nel frattempo sta intensificando i contatti per Sesko. I Red Devils, che nei giorni scorsi hanno inviato un loro emissario alla Continassa per parlare dell’affare Sancho, al momento bloccato dalla permanenza di Nico Gonzalez, sembrano dunque gli avversari più temibili della Juve. Occhio però all’effetto domino: se il ds Wilcox dovesse strappare Muani al Psg, versando subito i 50 milioni richiesti, “risarcirebbe” volentieri Comolli con Hojlund, l’attaccante che gli inglesi considerano in uscita e che cederebbero anche in prestito con diritto di riscatto a cifre simili, dunque a condizioni decisamente più convenienti per Madame. Evidente come per la Juventus la priorità sia sempre Randal, non fosse altro perché il suo rodaggio di sette mesi è stato più che positivo. Il calciatore, tra l’altro, è il primo alleato della Signora in questa complessa trattativa: al Psg ha ribadito, anche nelle ultime ore, la sua voglia di proseguire con Tudor. Dopo due prestiti, uno da gennaio a giugno e l’altro dal 1° luglio alla fine del Mondiale, legittimamente i parigini vogliono monetizzare per un cartellino che nel 2023 pagarono 93 milioni dall’Eintracht. La Juventus, in questo momento, non dispone di tale budget, e anche cedendo Douglas Luiz preferirebbe investire su un centrocampista, una questione tutt’altro che secondaria. Così a Torino intendono rinviare di un anno la spesa per Muani. Il Psg, come detto, darebbe il “via libera” solo nel caso in cui fosse messo nero su bianco che, comunque vadano le cose, tra dodici mesi il riscatto sia certo.  
In un primo momento Comolli aveva proposto di far scattare l’automatismo con lo scudetto, poi avrebbe rilanciato con la qualificazione in Champions. È ancora troppo poco per il Psg, che non vuole trovarsi a sperare che la Signora raggiunga i propri obiettivi per liberarsi del nove. Servirebbe dunque una condizione più basilare, come nella vicenda Kelly: la Juve, a gennaio, legò il riscatto del difensore alla salvezza.

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C'è la volontà ferrea di un calciatore che a Torino ha riscoperto sé stesso e ha riannodato il feeling con il gol, c’è l’indicazione di Luis Enrique, l’allenatore campione d’Europa, che con questo centravanti non vuole avere più niente a che fare dopo aver sperimentato un rapporto burrascoso, e c’è pure la comunione d’intenti tra due società tornate ad allearsi nei salotti buoni del calcio una volta superata la frattura della Superlega. Quando mancano le risorse, però, anche i sentieri già tracciati finiscono per somigliare a delle salite impervie. Così, pur rispondendo alla chiamata del Psg presentandosi regolarmente in ritiro, Kolo Muani s’è messo in prudente attesa della Signora. Anche se la sua pazienza rischia di esaurirsi presto. Del resto, il 19 giugno, quindi oltre un mese fa, ha detto più di quanto avrebbe dovuto e potuto: «Voglio rimanere qui - furono le sue parole dopo la doppietta all’Al-Ain, nel Mondiale per Club - alla Juve mi sento alla grande, riesco a giocare bene e fare gol. Sono felice, spero di poter restare a lungo. E mi piace lo stile di gioco di Tudor: vuole sempre che attacchiamo». Da quel giorno, Comolli ha tentato tre o quattro approcci con i dirigenti del Psg, senza però mai soddisfare la richiesta dei venditori, che pretendono l’obbligo di riscatto tra un anno come alternativa alla cessione immediata.


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