Mercato Juve, le pretese di Vlahovic e il paragone con David
È confermato che i problemi di Vlahovic alla Juve erano due: Comolli e David. Con l’ex ad i rapporti erano molto tesi e non c’è mai stato un vero dialogo: il francese ha chiuso le porte al serbo, senza lasciare spiragli per un possibile rinnovo dopo aver appreso le sue richieste. C’è poi la vicenda David. L’offerta da 6 milioni, la stessa cifra percepita dal canadese, è stata vissuta come un’offesa da Vlahovic, che non vuole sentirsi considerato come uno del livello di un attaccante che non ha i suoi numeri e la stima dei tifosi. L’ex viola monitora gli sviluppi in casa Milan e ha avuto dei colloqui con Atletico, Barca, Bayern e la Premier. Al momento nessuno ha presentato offerte, ma il padre del calciatore, Milos, sembra non avere fretta.
Juve, la questione David
Quello che Vlahovic chiedeva per sé alla Juve (o accetterebbe se mai ci fosse una riapertura del dialogo) è uno stipendio non inferiore a quello di alcuni suoi colleghi. Cioè uno in particolare: Jonathan David. Vlahovic è convinto di aver dato molto di più dell’ex Lilla e voleva che ciò gli venisse riconosciuto. Spalletti ha sempre spinto per la conferma di Vlahovic e ha condiviso le sue riflessioni anche con Carnevali, il nuovo ad. Al di là delle pretese sullo stipendio, quello che ha ostacolato la trattativa con la Juve, arrivando allo stop, ma anche i sondaggi degli altri club, è la richiesta di commissioni/bonus alla firma per 30 milioni.
