Napoli, Maxime Lopez chiama

Base d’asta di dieci milioni. È Garcia a garantire per lui: l’ha allenato all’Olympique
Napoli, Maxime Lopez chiama© Getty Images
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Antonio Giordano

NAPOLI - Visto che non bisogna essere troppo seri, e conviene un pizzico di leggerezza, ora si può fare così: esprimere un desiderio attraverso un giochino e come se fossero le parole crociate (però semplici-semplici), lasciare intuire ciò che bisogna chiedere alla propria vita. Maxime Lopez è giovane e anche sveglio, sa come vanno le storie del calcio, e prima ancora che intorno a lui si scatenasse il chiacchiericcio, ha inforcato la Settimana Enigmistica e l’ha fatta sua. 8 orizzontale: qual è la città del Sud in Italia che ricorda Marsiglia. Sei lettere, probabile e anzi certo, sta per Napoli. Ci sono cose che non si possono dire, non completamente, e altre che si possono serenamente confessare: Giovanni Carnevali, ad del Sassuolo che sa fare calcio e pure comunicazione, aveva già svelato la soluzione: «Il Napoli ci ha chiesto Maxime Lopez». E la risposta, «brutalmente», ha tolto pathos - si fa per dire - e quel pizzico di mistero che comunque non si sarebbe avvertito. 

Napoli, si lavora a centrocampo

C’è un centrocampo che sta cambiando, silenziosamente: è già uscito Ndombele, toccata e fuga in un anno denso e meraviglioso, che è rientrato al Tottenham («Un anno che rimarrà per sempre scolpito nel mio cuore, grazie di tutto» ha scritto ieri sui social); e tra un po’, come si può intuire, andrà via pure Demme, che ha voglia di giocare più di quanto non abbia fatto in questa sua esperienza triennale. Ci sono due posti liberi o almeno uno, dovendo valutare le caratteristiche di Gaetano secondo le analisi di Garcia: e dunque... Maxime Lopez sa ciò che serve al Napoli, è stato con Garcia a Marsiglia, si sono conosciuti molto bene, si stimano, hanno avuto modo di non perdersi di vista, di seguirsi a vicenda, e adesso tutto può accadere, perché il centrocampista del Sassuolo, chiacchierando con Le Media Carré, ha praticamente annunciato la separazione da una società verso la quale ha riconoscenza e gratitudine. «Ho fatto tre anni in questo grande club. Ho parlato con i dirigenti del mio futuro. Li ho ringraziati, perché in un certo senso mi hanno rilanciato e mi hanno permesso di mettermi in mostra ma credo sia arrivato il momento di andare per puntare in alto». È tutto chiaro, nell’orizzonte di questo centrocampista che sa stare nel 4-3-3 facendo il vertice basso o la mezzala e che si adatta al 4-2-3-1 facendo la cosiddetta sottopunta; c’è una strada da intraprendere, un panorama invitante, quello della Champions League, ed emozioni da assaporare. «Io in Italia sto molto bene, amo questo Paese e parlo bene l’italiano. Ci sono club importantissimi e potessi andarci sarebbe veramente il top. Diciamo che me ne piace molto uno in particolare che sta a Sud e che mi ricorda molto Marsiglia». Diciamo che non è neanche complicato orientarsi con il Tom Tom del campionato nei pensieri spettinati di Maxime Lopez per cogliere le ambizioni legittime: «Poi viene la Premier League e se dovesse chiamarmi De Zerbi potremmo discuterne seriamente. Ho più volte pensato alla possibilità di tornare al Marsiglia ma mi sono anche chiesto se questa, eventualmente, sia la scelta giusta oppure no». E non si è invece interrogato su Napoli, che l’attira un sacco e che, sapendo tutto ciò, ha già interpellato Giovanni Carnevali: «Vediamo se riusciamo ad accontentarlo». Base d’asta, dieci milioni (almeno) di euro, senza ovviamente alcun limite di rilancio: c’è una discreta fila dinnanzi alla «gioielleria» del calcio italiano e Maxime Lopez ha i suoi estimatori. Ma il richiamo del Sud è forte: c’è una Champions da vivere, uno scudetto da difendere, un allenatore con il quale il feeling è consolidato. E poi c’è pure Lobotka che si sente un po’ solo: ci vorrebbe un amico. 


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