Napoli, riecco Elmas: il macedone può tornare come jolly per Conte
L'ultimo saluto prima di mettersi a imparare il castigliano a Madrid, passando dal Cholito al Cholo, è da napoletano doc. «Ve voglio bene guagliu'». Stile Pino Daniele ma con la firma di Giacomo Raspadori. Jack il Colchonero, da ieri ufficialmente un giocatore dell'Atletico. L'esordio è in programma domenica a Barcellona contro l'Espanyol: pochi giorni per entrare nei meccanismi del nuovo cholismo, è vero, ma Simeone (padre) si ritroverà tra le mani un giocatore abile tatticamente, di qualità pura e super allenato dopo l'incredibile lavoro svolto con Conte sin dal Trentino. Al Napoli la sua cessione ha fruttato 22 milioni più 4 di bonus. Raspa saluta dopo tre stagioni con un curriculum di enorme prestigio: 109 presenze complessive, 18 gol, 10 assist e due scudetti (2023 e 2025). Indelebile la sua firma sull'ultimo. Ma nel museo del club e del giocatore figura anche la doppietta rifilata all'Ajax nello storico 6-1 di Champions ad Amsterdam. Era il 4 ottobre 2022.
Raspadori e il saluto a Napoli con una lettera social
Raspadori, in questi anni, è rimasto suo malgrado intrappolato in una sorta di equivoco tattico: è un attaccante puro, adora agire da centravanti o a ridosso della punta come accade in Nazionale, ma il Napoli ha giocato quasi sempre con il 4-3-3 e lui ha prima dovuto convivere con Osimhen e Simeone e poi con Lukaku e Simeone. Quando Conte ha cambiato sistema e Jack ha cominciato a fare quel che sa fare meglio, cioè a febbraio, ha marchiato col suo fuoco la cavalcata scudetto. Facile: 5 gol e un assist cruciali in 13 partite; 9 dal 1'. Da luglio, il tecnico lo ha provato da mezzala offensiva: una metamorfosi tattica nelle sue corde, ma pur sempre radicale. L'offerta dell'Atletico, e la voglia di trovare più continuità a 25 anni, hanno fatto il resto. E adios. Bella la lettera postata su Instagram: «Vincere 2 scudetti in 3 anni è qualcosa di inimmaginabile. Posso solo ritenermi un privilegiato ad aver vissuto sulla mia pelle e dentro la mia anima la vostra contagiosa energia calcistica e umana. Qui sono diventato papà e insieme a Elisa abbiamo vissuto la gioia più grande della nostra vita che ci legherà per sempre a questa città... Ve voglio bene guagliu'». Sono alcuni stralci ma merita di essere letta tutta.
