Roma, Smalling: "Mai vista festa simile. Se Mourinho vuole, resto"

Il difensore grande protagonista a Tirana e la sua dichiarazione d'amore: "È stata la vittoria più emozionante della mia carriera"
Roma, Smalling: "Mai vista festa simile. Se Mourinho vuole, resto"© AS Roma via Getty Images
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Roberto Maida
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INVIATO A TIRANA - «Non fatico ad ammetterlo: è stata la vittoria più emozionante della mia carriera. Una roba così non l'avevo mai vista». Chris Smalling è quasi incredulo dopo la finale di Tirana, della quale è stato eletto dall’Uefa miglior giocatore. Ha vissuto tanti momenti in tre anni di Roma, non tutti felici a causa di infortuni e risultati, e ora accoglie ricambiandolo l’entusiasmo dei tifosi, che dall’Albania al Circo Massimo stanno impazzendo di gioia. Non siamo ai livelli dello scudetto del 2001 ma quasi. «Mi avevano detto che vincere qui è speciale - aggiunge - ma non avrei immaginato una realtà del genere, che ero riuscito a intuire solo alla vigilia della partita. E’ una sensazione di appagamento incredibile».  

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Smalling insuperabile

Se l’è meritata, se l’è cercata. Ha nascosto nel marsupio personale anche il povero Cyril Dessers, centravanti dagli occhi chiari e dal temperamento sanguigno, che gli è scappato solo una volta in tutta la partita, spizzando di testa un pallone a tempo scaduto che un compagno maldestro non ha saputo sfruttare. Per il resto il capocannoniere della Conference League non si è visto mai, obnubilato dalla chioma di Smalling, già capace in questa stagione pazzesca di ammansire Immobile, Vlahovic, Vardy, Osimhen e tanti altri grandi avversari. E’ una Roma più forte e più sicura con il suo bodyguard, un po’ stopper e un po’ libero, vigilante inflessibile quanto corretto negli interventi: non hai bisogno di usare il manganello quando sei autorevole. La società sta infatti trattando con il procuratore il rinnovo del contratto, in scadenza nel 2023. «Io sono qui, se José vuole rimango alla Roma» sussurra scherzando ma non troppo, ricordando che il sodalizio ha portato bene a entrambi, cinque anni dopo le coppe vinte a Manchester

Roma, Smalling in crescendo

Se ne andrà invece Mkhitaryan, che a Tirana è uscito di scena troppo presto a causa del nuovo infortunio: «Mi è dispiaciuto per lui, che non era al cento per cento e si è sacrificato per essere con noi, rappresentando l’atteggiamento ideale di questo gruppo. Per fortuna, anche soffrendo, la squadra è riuscita a difendere nel secondo tempo il gol di Zaniolo». A proposito di problemi fisici, la Coppa è un calcio definitivo agli incubi del passato. Smalling sospira: «A Roma ho vissuto un percorso strano. Il primo anno in prestito è stato un sogno, poi mi sono fatto male a un ginocchio e ho faticato per recuperare la condizione. Anche all’inizio di questa stagione ho avuto delle difficoltà. Ma poi sono tornato in forma e ho concluso in crescendo»

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Smalling, l'analisi sulla Nazionale

E che crescendo. Resta da capire come mai l’Inghilterra, dopo l’Europeo perso nel modo che sapete e prima di un Mondiale interessante, non si sia più rivolta a lui. Smalling è signorile nell’analisi: «Non chiudo la porta alla Nazionale. Ma onestamente non penso proprio che ci sarà posto per me in Qatar. Gareth (il ct Southgate, ndi) mi ha detto che ha puntato su altri giocatori e va rispettato. Io da parte mia posso solo godermi questo primo grande risultato conquistato con la Roma». E se ne va davvero, con i compagni d’avventura, sprofondando nella festa più sorprendente della sua vita.

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