Roma, vendere è difficile: niente cessioni in prestito

Gli esuberi sono ancora bloccati. La società vuole riuscire a monetizzare: questo è il punto fermo di Tiago Pinto
Roma, vendere è difficile: niente cessioni in prestito© AS Roma via Getty Images
4 min
Jacopo Aliprandi
TagsRoma

ROMA - C’è un motivo se la Roma fin qui ha non ceduto nessuno degli esuberi in rosa: vuole a tutti i costi monetizzare senza dover ricorrere nuovamente a prestiti secchi o con diritti di riscatto. La linea del club giallorosso è chiara: bisogna cedere, ma facendolo nel migliore dei modi, senza più regalare cartellini ai giocatori (come era accaduto con Pastore e Nzonzi), ma nemmeno accettare offerte che non possano poi portare a cessioni a titolo definitivo. La Roma vuole sfoltire la rosa ma monetizzando. Per questo si sta prendendo tutto il tempo per portare avanti le trattative in uscita, senza fermarsi alla prima offerta arrivata per un giocatore. Vedi l’esempio di Carles Perez, richiesto dal Celta Vigo ma non ancora ceduto: la Roma sta lavorando per ottenere l’obbligo di riscatto ma sta aspettando anche altre offerte che possano garantirgli una cessione a titolo definitivo. Il club spagnolo fin qui ha offerto un diritto di riscatto: a queste condizioni la Roma direbbe di no e Mourinho potrebbe anche trattenerlo in rosa per lanciare un segnale ai club interessati ai giocatori giallorossi.

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Ingaggi pesanti

Sono tanti i giocatori con le valigie pronte: Carles Perez, Villar, Diawara, Veretout e Kluivert. Soltanto loro costano alla Roma oltre 10 milioni netti di ingaggi. Più i vari Calafiori, Coric, Bianda, Riccardi e Bouah. Insomma, dieci giocatori che attualmente sono fuori rosa (a parte Veretout e Carles Perez che si allenano con Mourinho) e che stanno cercando la migliore soluzione per lasciare la Roma una volta per tutte. Diawara continua a non avere offerte o a rifiutarle, la Roma con lui è stata chiara: se non dovesse trovare squadra si allenerà individualmente per tutta la stagione come accaduto l’anno scorso con Fazio e Santon. Il guineano ha uno stipendio da oltre 2 milioni, netti fino al 2024 e le ipotesi francesi, turche e italiane al momento sono naufragate.

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Da Villar a Veretout

La trattativa tra la Roma e il Monza per Villar si è interrotta: c’è distanza tra domanda e offerta, non sulla formula del prestito con obbligo di riscatto in base alla salvezza del club. Se ne riparlerà, ma intanto Pinto sta sondando anche altri club. C’era la Samp (ma in questo caso solo con la formua del prestito sgradita ai giallorossi): ma con Rog vicino ai blucerchiati anche questa prospettiva sfuma. Così come è in divenire anche la cessione di Justin Kluivert, seguito in Francia (Lione e Monaco), in Inghilterra (Fulham), ma anche in Italia: il Torino (che pensa anche a Kumbulla) è sulle sue tracce, la Roma come detto vuole monetizzare.

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Passi avanti sulla cessione di Jordan Veretout al Marsiglia. Il centrocampista francese può partire in prestito con obbligo di riscatto a dieci milioni dopo un certo numero di presenze (stessa formula utilizzata per Ünder e Pau Lopez), ma attenzione al Nizza che nelle ultime ore ha fatto un sondaggio tramite intermediari. La necessità di monetizzare e il bisogno di sfoltire la rosa non sta mettendo fretta alla Roma, che sta ragionando sulle cessioni a poco più di un mese dalla fine del calciomercato. Niente più giocatori in prestito o ceduti gratis, la linea della società è chiara: chi è interessato ai calciatori della rosa, anche se esuberi, dovrà garantire un obbligo di riscatto per poterseli aggiudicare.

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