Roma, è la settimana di Fabio Silva: l'attaccante mette fretta al Wolverhampton
ROMA - Non parlategli di obiettivi, finché non avrà la rosa al completo ogni previsione rischia di trasformarsi in un azzardo. Gian Piero Gasperini, come tutti i grandi allenatori, è abituato a semplificare quei concetti che i filosofi del calcio - o presunti tali - tendono talvolta a complicare. «Quando hai giocatori forti in attacco, sei anche più competitivo. Dobbiamo saperlo bene anche noi», è la frase con cui ha fatto sapere (anche ai Friedkin) di avere un disperato bisogno di gol.
La Roma di Gasperini a caccia di gol
I numeri sono facili da leggere e pure da interpretare: la sua Atalanta nel 2024-25 è andata a segno 106 volte in tutte le competizioni. La Roma solo 78. La differenza fa 28, più o meno il contingente di marcature che ci si potrebbe aspettare da Ferguson più un’altra mezza punta. Oppure dai due esterni offensivi che dovrebbero supportare il centravanti irlandese. Uno come Soulé, impiegato come ora più vicino alla porta, può ad esempio raggiungere facilmente la doppia cifra, così come Dybala, sul quale però va fatta una valutazione a 360 gradi in base a quante delle 50 partite previste - campionato e coppe - riuscirà a giocare. E poi? La sensazione è che alla squadra manchi proprio lo spunto offensivo: tra Kaiserslautern, Lens, Aston Villa ed Everton, i quattro test di medio livello fin qui disputati, la Roma ha segnato appena 4 reti. Poche. La difesa, viceversa, dà segnali incoraggianti. E sarà rinforzata con Ziolkowski, nonostante il ds del Legia Varsavia, proprio ieri, abbia frenato: «Abbiamo rifiutato l’offerta della Roma». I polacchi vorrebbero, oltre ai 6 milioni per il cartellino, anche una percentuale sulla rivendita. La fumata bianca non è così lontana.
