Roma, mercato al bivio: arriva l'ultimatum per Raspadori. Oggi è il giorno della verità

Il club giallorosso attende il sì del giocatore mentre il Manchester United blocca la trattativa per Zirkzee. E su Vaz...
Giorgio Marota
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ROMA - Le ore sono diventate giorni, i giorni si sono trasformati in settimane e per evitare di trascorrere un intero mese a inseguire una chimera, la Roma ha deciso di mettere dei paletti. L'affare Raspadori dovrà concludersi oggi oppure, molto probabilmente, non si concluderà. Questo il diktat che anche la proprietà, presente a Trigoria dal 5 gennaio nella persona del vicepresidente Ryan Friedkin, sembra aver sottoscritto. Dirigenti e uomini mercato viaggiano nella stessa direzione, seguendo una linea comune. «La questione Raspadori sta diventando fastidiosa» ha detto Gasperini a fine gara, poi specificando che «fastidioso è il fatto di parlare di calciatori che non sono della Roma». In qualsiasi caso, l'allenatore che aspettava almeno un rinforzo a inizio mese, avendo chiarito dall'estate quali fossero le lacune della squadra, sta cominciando a spazientirsi. Soprattutto perché questo campionato permette di ambire a qualcosa di grande: la Roma, nonostante le sue difficoltà e una serie sfortunatissima di infortuni, in attesa di Inter-Napoli ieri è tornata al secondo posto. Con il ko di Ferguson, nell'ottavo di Coppa Italia contro il Torino, martedì sera, Gasp rischia di dover ricorrere al giovane Antonio Arena, 16 anni. L'alternativa? Sfiancare Dybala, utilizzato per 90 minuti anche contro il Sassuolo.

Raspadori, le parole del ds Massara

«Quella per Raspadori è una trattativa in via di definizione in un senso o nell'altro - ha detto ieri il ds Massara - domani capiremo tutto molto più chiaramente». Domani è già oggi. Il diesse ha già fatto tutto quello che poteva sul fronte Jack: a Capodanno ha strappato il "sì" dell'Atletico per un prestito oneroso da 2,5 milioni e un riscatto per altri 19, aggiungendo una "penale" nel caso in cui la Roma, a giugno, decidesse di non esercitare il diritto di acquisto. Poi ha lavorato ai fianchi del calciatore - agenti, famiglia e colleghi calciatori - alzando l'offerta dello stipendio fino a circa 4 milioni netti a stagione inclusi i bonus per i prossimi 4 anni. L'attaccante ha indirettamente accettato, però per dare una risposta definitiva si è preso del tempo, così da valutare un possibile rilancio dell'Atalanta oppure un passo in avanti del Napoli, che lo riporterebbe volentieri a Castelvolturno. La Roma, comunque, si è resa conto di non poter giocare troppo a lungo su questo tavolo: il rischio è di perdere la mano e di conseguenza pure la possibilità di costruire altre trattative credibili. Da qui l’ultimatum.

Roma, Vaz e Zirkzee

Nel frattempo, pur sperando che l'affare Raspa si concluda positivamente, i giallorossi hanno cominciato a guardarsi intorno. Schjelderup piace da tempo, Chiesa resta una suggestione, mentre con il francese Robinio Vaz, attaccante del Marsiglia, proseguono i contatti. «Non credo che l'OM se ne voglia privare», ha glissato Massara. Che su Zirkzee ieri è stato per la prima volta netto: «In questo momento lo United ha chiuso completamente ogni discussione di mercato». Queste parole sanno di messaggio rivolto a Joshua: se davvero vuole raggiungere Gasp, dando seguito alla promessa di fine novembre, dovrà anche lui forzare un poco la mano. In tempi come questi, il coraggio non è richiesto solo al compratore. 


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