Pagina 2 | Ultima chiamata per Zaragoza: 8 gare per convincere la Roma
8 partite per la conferma
E allora ecco il bivio. Dieci giorni. Non uno in più, non uno in meno. Dieci giorni per cambiare la percezione, ribaltare le gerarchie, accendere una scintilla. Allenamenti, ripetizioni, comprensione dei movimenti, intensità: tutto concentrato in un conto alla rovescia che sa di ultima occasione. Perché il rischio è concreto: senza una svolta, il futuro è già scritto. Ritorno al Bayern Monaco, ma solo di passaggio. Senza radici, senza continuità, alla ricerca dell’ennesima squadra pronta a scommettere su di lui. La sua storia recente racconta già di un percorso interrotto: l’addio anticipato al Celta Vigo, l’indennizzo economico come ponte verso Roma, un prestito oneroso da due milioni che nasconde condizioni pesanti. Il diritto di riscatto che può diventare obbligo a 13 milioni tra Europa e presenze, almeno il 50% con 45 minuti in campo. Clausole che oggi sembrano lontane, quasi irreali, se si guarda alla sua attuale collocazione nelle rotazioni. E come se non bastasse, senza riscatto scatterebbe anche una penale da 500mila euro per la Roma. Un investimento che, ad oggi, non ha dato risposte. O meglio, non ha dato quelle risposte positive che al Fulvio Bernardini si auguravano. Il club osserva, valuta, riflette. L’orientamento è chiaro: serve una scossa, subito. Otto partite per cambiare il destino, otto occasioni potenziali per ribaltare una stagione nata storta. Non partirà titolare contro l’Inter, questo è certo. Ma il calcio, si sa, vive di attimi. Di spiragli che si aprono all’improvviso. E Zaragoza dovrà farsi trovare pronto, anche per pochi minuti, anche per una sola giocata. Perché a volte basta un guizzo per cambiare una storia. E questa, per ora, è ancora tutta da scrivere.