Pagina 2 | Ultima chiamata per Zaragoza: 8 gare per convincere la Roma

Lo spagnolo, arrivato a gennaio, per ora non ha convinto Gasperini: sosta preziosa per il suo rilancio e la conferma

ROMA - La sosta che divide, la sosta che chiarisce, la sosta che può cambiare tutto. In casa Roma non è soltanto una pausa dal campionato, ma un laboratorio a cielo aperto per capire uomini, idee e gerarchie di Gasperini. E in questo scenario sospeso, c’è un nome che più di altri vive sul filo: Zaragoza. 

In panchina

Tre panchine consecutive in campionato, novanta minuti vissuti da spettatore, senza nemmeno il conforto di un ingresso a partita in corso. Il rinforzo invernale per l’attacco, arrivato tra aspettative e curiosità, si è trasformato fin qui in un oggetto misterioso. Un flop, almeno per ora. Non per mancanza di talento, ma per distanza: da un lato Gasperini che non lo ritiene ancora pronto, dall’altro un giocatore che, dopo oltre un mese a Trigoria, deve ancora decifrare davvero il calcio del suo allenatore. Eppure l’arrivo dello spagnolo era stato avallato un po’ da tutti all’interno del club: un giocatore rapido, veloce, dotato di dribbling e qualità. Non proprio costante visto il suo prestito al Celta Vigo, ma sicuramente interessante. E invece fin qui Gasp non ha trovato nulla di tutto ciò da Bryan se non quell’assist (perfetto) servito a Malen contro il Napoli. Una fiammata senza nuovi spunti. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Roma

8 partite per la conferma

E allora ecco il bivio. Dieci giorni. Non uno in più, non uno in meno. Dieci giorni per cambiare la percezione, ribaltare le gerarchie, accendere una scintilla. Allenamenti, ripetizioni, comprensione dei movimenti, intensità: tutto concentrato in un conto alla rovescia che sa di ultima occasione. Perché il rischio è concreto: senza una svolta, il futuro è già scritto. Ritorno al Bayern Monaco, ma solo di passaggio. Senza radici, senza continuità, alla ricerca dell’ennesima squadra pronta a scommettere su di lui. La sua storia recente racconta già di un percorso interrotto: l’addio anticipato al Celta Vigo, l’indennizzo economico come ponte verso Roma, un prestito oneroso da due milioni che nasconde condizioni pesanti. Il diritto di riscatto che può diventare obbligo a 13 milioni tra Europa e presenze, almeno il 50% con 45 minuti in campo. Clausole che oggi sembrano lontane, quasi irreali, se si guarda alla sua attuale collocazione nelle rotazioni. E come se non bastasse, senza riscatto scatterebbe anche una penale da 500mila euro per la Roma. Un investimento che, ad oggi, non ha dato risposte. O meglio, non ha dato quelle risposte positive che al Fulvio Bernardini si auguravano. Il club osserva, valuta, riflette. L’orientamento è chiaro: serve una scossa, subito. Otto partite per cambiare il destino, otto occasioni potenziali per ribaltare una stagione nata storta. Non partirà titolare contro l’Inter, questo è certo. Ma il calcio, si sa, vive di attimi. Di spiragli che si aprono all’improvviso. E Zaragoza dovrà farsi trovare pronto, anche per pochi minuti, anche per una sola giocata. Perché a volte basta un guizzo per cambiare una storia. E questa, per ora, è ancora tutta da scrivere. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Roma

8 partite per la conferma

E allora ecco il bivio. Dieci giorni. Non uno in più, non uno in meno. Dieci giorni per cambiare la percezione, ribaltare le gerarchie, accendere una scintilla. Allenamenti, ripetizioni, comprensione dei movimenti, intensità: tutto concentrato in un conto alla rovescia che sa di ultima occasione. Perché il rischio è concreto: senza una svolta, il futuro è già scritto. Ritorno al Bayern Monaco, ma solo di passaggio. Senza radici, senza continuità, alla ricerca dell’ennesima squadra pronta a scommettere su di lui. La sua storia recente racconta già di un percorso interrotto: l’addio anticipato al Celta Vigo, l’indennizzo economico come ponte verso Roma, un prestito oneroso da due milioni che nasconde condizioni pesanti. Il diritto di riscatto che può diventare obbligo a 13 milioni tra Europa e presenze, almeno il 50% con 45 minuti in campo. Clausole che oggi sembrano lontane, quasi irreali, se si guarda alla sua attuale collocazione nelle rotazioni. E come se non bastasse, senza riscatto scatterebbe anche una penale da 500mila euro per la Roma. Un investimento che, ad oggi, non ha dato risposte. O meglio, non ha dato quelle risposte positive che al Fulvio Bernardini si auguravano. Il club osserva, valuta, riflette. L’orientamento è chiaro: serve una scossa, subito. Otto partite per cambiare il destino, otto occasioni potenziali per ribaltare una stagione nata storta. Non partirà titolare contro l’Inter, questo è certo. Ma il calcio, si sa, vive di attimi. Di spiragli che si aprono all’improvviso. E Zaragoza dovrà farsi trovare pronto, anche per pochi minuti, anche per una sola giocata. Perché a volte basta un guizzo per cambiare una storia. E questa, per ora, è ancora tutta da scrivere. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Roma