Inter-Barcellona 1-2: Conte va in Europa League

Davanti ad un San Siro da record i nerazzurri steccano la gara decisiva. Ospiti avanti con Carles Perez, pari in chiusura di tempo di Lukaku. Nella ripresa mancano le energie e si sbaglia troppo: il baby Ansu Fati condanna i padroni di casa alla sconfitta e all'eliminazione
Inter-Barcellona 1-2: Conte va in Europa League© Getty Images
Simone Zizzari

Carles Perez prima, Ansu Fati poi. Due perle dei nuovi astri nascenti del Barcellona regalano la notte più amara della vita interista di Antonio Conte. L’Inter perde 2-1 in casa e dice addio agli ottavi contro un avversario già qualificato ma non per questo arrendevole. Tutt’altro. Davanti a 72 mila spettatori (record assoluto di incasso per un evento sportivo in Italia) i nerazzurri non riescono a strappare il pass per il passaggio del turno e retrocedono amaramente in Europa League. Inutile il pari momentaneo siglato in chiusura di primo tempo da Lukaku. Coraggiosi ma poco incisivi in avanti, i padroni di casa sono stati traditi dalla stanchezza quando nella ripresa, proprio nel momento in cui c’era da ingranare la marcia, non sono riusciti a trovare le energie utili per trovare il gol qualificazione. 

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Le scelte di formazione

Orfano di Messi, rimasto a casa per recuperare energie, Valverde lascia in panchina inizialmente anche l'altra stella Suarez. C’è solo Griezmann titolare fra i big blaugrana. A centrocampo spazio all’ex Juve Vidal al fianco di Rakitic. Conte non ha scelta e lì davanti si affida ancora al magico duo Lukaku-Martinez. A centrocampo ci sono Vecino e Brozovic con Borja Valero

Perez apre, Lukaku risponde

Agonismo sì, spettacolo insomma. Il primo tempo tra l’Inter e il Barça sperimentale messo in campo da Valverde è divertente ma nelle gambe e nella testa dei padroni di casa si sente la tensione per la enorme posta in gioco. L’Inter non gioca in modo fluido e la manovra è piuttosto farraginosa. Meglio il Barça che gioca più libero di testa non avendo l’ansia del risultato. A creare i primi pericoli però sono i padroni di casa con D’Ambrosio che sballa una conclusione dal limite in apertura e Lukaku che accende San Siro con un sinistro che incenerisce Neto in posizione, però di fuorigioco. E non siamo nemmeno al decimo minuto. Il Barcellona però non è venuto in gira e lo dimostra il tarantolato Perez con un diagonale rasoterra ben ribattuto da Handanovic. Vidal e Rakitic lì in mezzo sono spada e fioretto. Giocano bene e lo fanno anche per i tanti corteggiatori che li seguono in Italia. Conte è in moto perenne e al quarto d'ora impreca contro la malasorte quando Lukaku viene stoppato sul più bello da un salvataggio provvidenziale di Langlet. Sarebbe stato il gol del vantaggio e invece si resta in equilibrio. Nemmeno Biraghi al 19’ riesce a romperlo calciando su Neto da buona posizione. L’Inter spreca buone occasioni e il Barça ringrazia. Siamo al 23’ quando Griezmann sulla trequarti nerazzurra inventa una verticalizzazione da fenomeno per Vidal, anticipato da Godin. Il tocco dell’ex Atletico però diventa un assist invitante per Perez che non sbaglia a pochi passi dalla porta. E’ l’1-0 che ammutolisce San Siro e stordisce i padroni di casa che ci mettono una decina di minuti ad assorbire il colpo. I catalani sfiorano addirittura il bis con Langlet, capace di divorarsi un gol a porta sguarnita sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Sarebbe stato il colpo del ko e la pietra tombale alle ambizioni nerazzurre di qualificazione. Il pericolo scampato ha il merito di riaccendere l’Inter che con D’Ambrosio sfiora il pari di testa. E’ l’antipasto del pari che arriva proprio sul tramonto della prima frazione. Siamo al 44’ quando un lancio lungo di De Vrij viene controllato da Lautaro, bravo a difendersi dal ritorno di Todibo. L’argentino vede arrivare al limite dell’area il gemello Lukaku e lo serve all’istante: la botta rasoterra del belga non è irresistibile ma basta per infilare un distratto Neto. E’ l’1-1 che scatena di nuovo l’entusiasmo del pubblico nerazzurro e rilancia le speranze di approdo agli ottavi di finale. 

Decide il baby fenomeno Ansu Fati 

I ritmi della ripresa rallentano. All’Inter basta un gol e Conte capisce che la priorità è non subirlo. Il Barcellona non ha fretta e palleggia aspettando il momento buono per colpire. La prima chance è sul sinistro di Griezmann che dal limite spaventa con un diagonale rasoterra Handanovic. L’Inter non sta a guardare e con Lukaku ha due grandi chance in rapida sequenza intorno all’ora di gioco ma il belga le spreca entrambe in modo abbastanza clamoroso. Valverde fa rifiatare Griezmann e Rakitic inserendo al loro posto Suarez e de Jong. Vidal mette i brividi ai 72mila di San Siro con una conclusione dal limite a lato di poco. La risposta nerazzurra è portentosa con una grandissima azione personale di Lautaro al 72’ che non entra nella storia di questa Champions per una questione di centimetri. Lo stesso Martinez due minuti dopo si vede annullare una girata vincente su lancio di Godin per fuorigioco. Conte inserisce Politano e il baby Esposito chiedendo ai suoi uno sforzo finale nel tentativo di raggiungere il gol qualificazione che ancora manca.  L’incubo fuorigioco della notte interista prosegue all’80’ quando un gol di Lukaku viene annullato dall’arbitro Kuipers. E’ l’ennesimo segnale di una serata stregata. I titoli di coda sulle speranze di qualificazione di Conte arrivano all'86’ quando il baby Ansu Fati, appena entrato in campo, infila Handanovic con un rasoterra dal limite di rara bellezza (è il più giovane marcatore della storia della competizione). La partita, di fatto, finisce qui. Al triplice fischio i blaugrana esultano per l’ennesima grande prestazione in Champions. L’Inter retrocede amaramente in Europa League.

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