Zenit, in 16.000 nello stadio-astronave per sfidare la Lazio

In base alle normative russe anti-Covid, il club di San Pietroburgo potrà contare - mercoledì (ore 18.55) - su una percentuale di pubblico: è consentita una copertura massima del 30% della capienza. Secondo in campionato, lo Zenit è ultimo con zero punti nel gruppo F di Champions League. Ieri ha battuto il Khimki per 2-0 dopo tre sconfitte consecutive: turnover massiccio, a riposo i titolari Wendel, Driussi e Dzyuba
Zenit, in 16.000 nello stadio-astronave per sfidare la Lazio© EPA
Stefano Chioffi

Finanziato dalla Gazprom, multinazionale nel settore dell’energia (445.000 chilometri di gasdotti e 165 imprese di distribuzione), lo Zenit rischia di uscire subito dalla Champions League: zero punti nelle prime due giornate della fase a gironi, ultimo posto nel gruppo F, l’appuntamento di mercoledì a San Pietroburgo con la Lazio (ore 18.55) rappresenta un incrocio decisivo. Finora ha perso 2-1 in casa con il Bruges e 2-0 a Dortmund con il Borussia. Solo altri tre club in Champions (Olympique Marsiglia, Midtjylland e Istanbul Basaksehir) non hanno raccolto neppure un punto.

Contro la Lazio, alla “Petersburg Arena”, lo stadio a forma di astronave, potrà contare sull’appoggio di 16.000 tifosi, limite massimo previsto dal governo russo nelle misure anti-Covid: 30% della capienza. Mancherà ancora Malcom, fermo per uno stiramento al legamento collaterale: il brasiliano, ex ala del Barcellona, è uno degli otto stranieri dello Zenit, secondo nel campionato russo con ventisette punti, a -1 dal Cska Mosca. Malcom si era promesso alla Roma, nel 2018, prima di cambiare idea e di volare in Spagna per firmare con i catalani.

Lo Zenit, allenato da Sergey Semak, è tornato alla vittoria ieri contro il Khimki, battuto in trasferta per 2-0 con i gol di Mostovoy e di Erokhin, dopo le tre sconfitte consecutive con il Bruges, il Rubin Kazan e il Borussia. In estate, lo Zenit si è rinforzato prendendo il mediano brasiliano Wendel dallo Sporting Lisbona e il difensore croato Lovren, che nel Liverpool era chiuso da Van Dijk, Matip e Gomez. E’ rimasto anche Azmoun, il centravanti iraniano che in passato era stato corteggiato dalla Lazio, dal Napoli e dal Milan.

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Contro il Khimki, Semak ha presentato una squadra con tante riserve e ha scelto come modulo il 4-4-2. In porta ha giocato Kerzhakov. A destra è stato schierato Karavaev, mentre a sinistra si è affidato a Zhirkov. Lovren ha guidato la difesa con Rakitsky. Ozdoev ha pensato alla regia, aiutato dal brasiliano Douglas Santos. La linea di centrocampo è stata completata dai due esterni Kuzyaev e Sutormin. In attacco, largo al tandem formato da Mostovoy ed Erokhin.

Semak ha mischiato le carte. Contro la Lazio, le novità di formazione saranno almeno quattro. Scontato l’inserimento del colombiano Wilmar Barrios davanti alla difesa. Il tecnico sta provando in allenamento un 4-1-4-1 che prevede anche l’impiego di Wendel (dinamismo e pressing) e dell’ala sinistra Driussi (argentino, 24 anni, ex River Plate, portato a San Pietroburgo da Mancini quando allenava lo Zenit), tenuti a riposo in vista dell’impegno con la squadra di Inzaghi proprio come il centravanti Dzyuba, autore di sei gol in campionato e capocannoniere della squadra con Azmoun ed Erokhin.

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