Diogo Jota, bocciato dal Cholo Simeone e fenomeno per Klopp

Poche settimane nell’Atletico Madrid e zero minuti: così il suo agente, Jorge Mendes, lo mandò a giocare nel 2016 al Porto e poi al Wolverhampton. E l’ex baby del Paços Ferreira, in Inghilterra, si è imposto. Con 44 milioni Klopp lo ha portato al Liverpool. Tre gol in Premier e quattro in Champions: che spettacolo con Salah, Mané e Firmino

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Stefano Chioffi

Sentirsi inutili, quasi invisibili, nelle scelte di un allenatore e trasformarsi più avanti in un fenomeno nei giudizi di un altro tecnico. E' il paradosso che ha vissuto Diogo Jota, bocciato nell’Atletico Madrid e considerato una stella nel Liverpool. Scartato dal Cholo Simeone dopo un'amichevole e protagonista ora nel tridente di Klopp. Ha quasi 24 anni, Diogo Jota, è un’ala sinistra, a gestirlo è sempre stato il manager Jorge Mendes, lo stesso di Cristiano Ronaldo. Una stima sconfinata, quella nutrita nei suoi confronti dal manager più ricco del mondo, che lo ha visto crescere in Portogallo nel Paços Ferreira, dove Diogo Jota era allenato dal romanista Paulo Fonseca. Mendes, nel 2016, lo aveva consigliato all’Atletico. Ma l’avventura dell'ala a Madrid è durata un soffio, appena cinquanta giorni, dal 6 luglio al 26 agosto: il feeling non è scattato. E Diogo Jota è finito in prestito al Porto e in seguito al Wolverhampton.

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Elegante, ma fragile e acerbo nelle valutazioni di Simeone, che lo provò in un’amichevole e lo fece andare via senza rimpianti. Un artista fantastico, invece, per Klopp, che in estate aveva spinto il Liverpool a spendere 44 milioni per questo ragazzo, brillante, agile, un metro e 78, svelto, molto tecnico, nato a Oporto il 4 dicembre del 1996. Ad Anfield Road è diventato un idolo: si è rivelato un affare, si è integrato alla perfezione nel 4-3-3, le sue caratteristiche si sono sposate subito con gli schemi di Klopp. Tre gol in Premier e quattro gol in Champions, dove nell’ultimo turno ha soffiato il posto a Firmino e ha firmato una tripletta contro l’Atalanta. Ma senza dediche a Simeone: il passato non conta più.

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