Napoli, Garcia è ottimista ma De Laurentiis si arrabbia

Il presidente non ha gradito il pari con l'Union Berlino, ma il tecnico assolve la squadra: "Nulla da rimproverare ai miei"
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Antonio Giordano

E però lo sapevano, era scritto nel marmo di questi ultimi tre mesi, in quella postura sempre eguale a se stessa, nella disperazione di chi, dopo dodici sconfitte conosecutive, non può permettersi di cacciare il petto in fuori. «Abbiamo sbagliato un corner e ci siamo fatti infilare, non abbiamo pensato a coprirci le spalle». Il calcio è diabolico o anche semplice, dipende dai punti di vista: però quando Becker e Fofana sono partiti, una sessantina di metri di classico contropiede alla tedesca (?), Lobotka ha capito d’essere dentro ad un frullatore e Garcia deve aver fatto la faccia bianca, su una panchina che avrebbe voluto fosse più sua. «Ma prima e dopo, dovevamo fare il secondo gol e vincere la partita, sfruttando le tante occasioni create».

Napoli, la versione di Rudi Garcia

Vista dalla panchina, Garcia ha contato le opportunità, sorvolato le occasioni altrui, imprecato (giustamente) per aver demolito 27 chance - tra conclusioni in porta o fuori - e sprecato un possesso palla insolito, il 73%, che vale solo per le statistiche: «Abbiamo fatto la gara giusta, solo che un episodio ci ha condannati». Gli ottavi di finale, che pure stavano lì, non sono evaporati, ma ora andranno conquistati attraverso un processo più faticoso, che comporterà a dicembre altro consumo d’energia, come se non bastasse la statura degli avversari in campionato (l’Atalanta, l’Inter e la Juventus) e quel tour de force che succhierà sangue dalle vene: «In situazione di vantaggio, sui calci d’angolo a favore restiamo in 4. Stavolta dietro non eravamo messi bene e ci sarà di lezione per le prossime partite, ma non puoi prendere un gol così. E comunque, non ho nulla da rimproverare ai ragazzi».

Napoli, la rabbia di De Laurentiis

Ci saranno Real Madrid, al Bernabeu, e il Braga, al Maradona, e bisognerà raschiare il fondo del girone per potersi infilare tra le sedici Grandi d’Europa: ma Garcia, un ottimista, prende il meglio di questa gara insospettabile, inaspettata, densa di buone cose e pure di scarabocchi. Ma De Laurentiis è chiaramente arrabbiato, e di brutto. «Serve anche un po’ di fortuna. Abbiamo preso un palo. C’è stato annullato un gol che si poteva anche non annullare. Siamo delusi del risultato, non del contenuto». E però, incredibile eppure vero, il Maradona diventa una parete scivolosa da scalare, una montagna che fa tremare: «È solo un caso che non vinciamo a casa nostra. Ora abbiamo l’opportunità di farlo con l’Empoli. Dobbiamo recuperare, serve una striscia di successi». Lo scudetto resta a sette punti di distanza, per afferrare l’ottavo di finale il Napoli deve riuscire a scappare da quel labirinto e governare quell’atmosfera adesso opprimente, misteriosa: e quando poi la stagione ricomincerà, dopo la sosta che sta arrivando, la tensione diventerà un’avversaria da domare e lo stress da prestazione un nemico sottilissimo da modellare. «Dobbiamo semplicemente essere più freddi in attacco». Perché di gelo già ce n’è troppo, adesso, anche nell’anima.


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