Champions, guida completa: le insidie per Napoli, Juve, Inter e Atalanta. E la possibile finale
La prima conseguenza di avere sei inglesi al via della nuova Champions (con il Chelsea campione del mondo e detentore della Conference, il Tottenham vincitore dell’Europa League), ma anche cinque spagnole, appare evidente: una competizione più spietata per entrare nelle prime otto posizioni che valgono il pass diretto agli ottavi, un’elevata probabilità di assistere non solo a un derby in finale ma anche a semifinali tutte inglesi. Con le nostre costrette a fare da outsider già dalla fase a girone: Inter e Napoli partono più avanti rispetto a Juve e Atalanta.
Champions, le cifre dell’algoritmo
È lecito ipotizzare quote più basse per tutti gli obiettivi, incluso quello minimo di andare oltre il girone e giocarsi tutto negli spareggi. Ma significa anche accettare il rischio che in questo caso sarà più difficile fare i punti. Non è solo la logica a dirlo, lo suggerisce anche la previsione dell’algoritmo di Opta che stima i punti previsti per ciascuna delle 36 squadre al via sulla base del Predictor, che incrocia serie storiche e infinite variabili rigiocando migliaia di volte le otto giornate della League Phase. Ebbene: secondo questo modello matematico, per vincere il girone basterebbero 16-17 punti (l’anno scorso il Barcellona con 19 chiuse secondo), 13-14 per volare direttamente agli ottavi (un anno fa l’Aston Villa chiudeva il gruppo dei fuggitivi con 16) e infine 9-10 per andare agli spareggi (un anno fa ne servirono 11 a City e compagnia, con l’aiuto della differenza reti). Il maggior equilibrio, almeno secondo l’algoritmo, non si ha soltanto nella parte alta della classifica, grazie alla presenza di più formazioni inglesi, ma anche in coda, dove persino la cenerentola Kairat, cioè quelli che hanno brindato per aver vinto il viaggio premio a San Siro contro l’Inter, ha buone chance di racimolare tre-quattro punti.
