Juve, tanto cuore e poca testa

Una rimonta così fa effetto, perché salta fuori il cuore, il carattere, la voglia di non perdere, il furore, tutto giusto e tutto vero, ma al tempo stesso rischia di stravolgere un giudizio complessivo
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 17.09.2025, 08:02 (Aggiornato il 17.09.2025, 08:57)

Era un disastro ma è diventata quasi un’impresa. Otto gol nel secondo tempo, dopo che il primo era stato da cancellare. Sempre il Borussia avanti, fino al doppio vantaggio al 94'. Quattro a due per i tedeschi, poi Vlahovic, poi Kelly, quattro a quattro. Una rimonta così fa effetto, perché salta fuori il cuore, il carattere, la voglia di non perdere, il furore, tutto giusto e tutto vero, ma al tempo stesso rischia di stravolgere un giudizio complessivo. La Juve ha preso sette gol in due partite in casa nel giro di tre giorni e diversi, di questi, si somigliano. C’è molto da rivedere e da risistemare. Più della squadra, la differenza l’hanno fatta due giocatori, il numero 10 e il numero 9 di maglia e di fatto, Yildiz e Vlahovic. Se, oltre alla follia, questa partita ha dato qualche indicazione, ce n’è una che Tudor avrà di sicuro colto al volo: senza un centravanti, un centravanti di ruolo, di peso, di forza, è preferibile non giocare. E se hai Vlahovic, questo Vlahovic, che arriva da due gol in tre partite di campionato lasciarlo fuori non ha senso. Il resto lo ha fatto quel 10 che fa innamorare chi ama il calcio, un gol stupendo, un assist bellissimo, un palo fantastico e tutto questo Yildiz lo ha raccolto nell’ultima mezz’ora, dopo un tempo trascorso ai margini di una partita che più marginale non poteva essere.

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