Mourinho incanta tutti in sala stampa: "Chelsea? Non sono più un Blue... ma lo sarò per sempre. Domani però voglio batterli"
José Mourinho è pronto a tornare protagonista in Champions League, questa volta alla guida del Benfica. Alla vigilia della sfida contro il Chelsea, sua ex squadra, il tecnico portoghese ha parlato in sala stampa e ai microfoni ufficiali della Uefa sottolineando quanto sia speciale per lui rimettere piede nella competizione più prestigiosa per club. "Questi anni in cui non ho partecipato alla Champions League non sono stati male, perché ho giocato le finali di Europa League e Conference League. Ovviamente la Champions League è la competizione più importante, con i club più forti d'Europa, e per me significa molto, perché se vincerne una è un sogno per tutti, vincerne due è ancora più bello. Ho avuto la fortuna di allenare grandi squadre come Real Madrid, Inter, Manchester United e Chelsea, ma lo è anche il Benfica. In questo senso, allenare un grande club comporta responsabilità e aspettative enormi, ma è il tipo di sfida di cui ho bisogno".
Mourinho torna allo Stamford Bridge: "Il Chelsea appartiene alla mia storia, ma..."
Il ritorno a Stamford Bridge rappresenta un passaggio inevitabilmente carico di emozioni per lo Special One, che non nasconde il legame con il Chelsea, club con cui ha scritto pagine indelebili della sua carriera: "Quando ho lasciato il Porto, la mia prima partita europea da allenatore del Chelsea è stata proprio contro il Porto; quando allenavo l'Inter, ho giocato infinite volte contro il Barcellona (dove ero stato viceallenatore). Con il Fenerbahçe, ho giocato contro il Manchester United e il Benfica. A Stamford Bridge ho vinto tre Premier League, ho fatto la storia con il Chelsea. Il Chelsea appartiene alla mia storia e io alla sua, ma il calcio è così: loro vogliono vincere e voglio vincere anch'io. Mi renderò conto di dove sono prima della partita e anche dopo, ma durante la gara penso di avere la capacità di dimenticare e gareggiare. Mi sento a casa qui. Ma non sono più un blu... Ora sono un rosso e voglio vincere".