Tudor, il duro sfogo sul calendario in sala stampa: "Non so chi li fa, ma mi faccio due domande..." 

Le dichiarazioni rilasciate dal tecnico bianconero alla vigilia della sfida di Champions League contro il Real Madrid: ecco cosa ha detto
3 min

Come fatto prima e dopo la partita contro il Como, Igor Tudor ha continuato il suo sfogo contro il calendario della Juventus. Sette partite in 21 giorni per i bianconeri, contro avversari tutt'altro che semplici. Un tour de force che è iniziato con una sconfitta a Como e che proseguirà con la partita al Bernabeu contro il Real Madrid. Tudor ha commentato così la situazione nella conferenza stampa alla vigilia: "Le partite sono quelle che sono, perchè abbiamo commentato questa pazzia di calendario. Io non ho idea di chi faccia il calendario. Io sto vedendo tre partite di Champions con Borussia, Villarreal e Real. Poi in campionato Inter, Atalanta e Milan. Io poi mi baso sulle partite della squadra e in alcune abbiamo fatto qualche grande partita. Poi partita dopo partita arriva la fatica. Alla Juve un pari porta frustrazione".

Tudor sul calendario: "Sono il più grande critico di me stesso ma..."

Tudor ha poi analizzato le precedenti uscite della squadra: "Noi contro l'Inter abbiamo fatto un grande prestazione, anche contro il Dortmund e con Atalanta meglio noi. Poi a Verona dove nessuno mi dà un rigore e l'espulsione, poi a Villarreal eravamo davanti fino al 90'. Infine il Milan dove prendiamo un punto e io sono contento, ma il tifoso no. Io mi sono dato una spiegazione su questa crisi della Juve, ma tutte queste partite una dopo l'altra rende tutto più difficile". Ma l'allenatore fa anche un mea culpa: "I ragazzi potevano dare di più e anch'io potevo dare di più. Se pensiamo di cambiare modulo e giocare con il 3-8-2 o altri moduli o spostare Kenan per fare punti siamo sulla strada sbagliata. Noi siamo una buona squadra e dobbiamo avere onestà intellettuale e capacità di analisi e vedere cosa può fare e dare questa squadra. Noi dobbiamo analizzare con umiltà e lucidità. Uno 0-0 non sono due punti persi e ve lo dico io con grande autocritica nei miei confronti. Io sono il più grande critico di me stesso. A me questa squadra piace e questi giocatori sono buoni, però questa maglia pesa. Io penso a come superare queste problematiche. Se l'analisi è noi siamo la Juve e si deve vincere sempre, allora non è la strada giusta".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Champions League