Inter, garanzia europea

Leggi il commento sulla vittoria dei ragazzi di Chivu in Champions sull'Union Saint-Gilloise
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 22.10.2025, 08:48 (Aggiornato il 22.10.2025, 11:45)

E ra una squadra europea con Inzaghi, lo è anche adesso con Chivu. L’Inter in Champions è una garanzia, l’unica vera garanzia che noi italiani possiamo esportare in Europa. È vero che finora ha incontrato tre avversari alla sua portata, ma a nessuno dei tre ha dato la possibilità di fare la voce grossa. All’ultimo, quello di ieri sera, ha concesso l’avvìo, poi lo ha battuto con quattro gol in novanta minuti, anche se ne sono bastati quarantasei per piegarlo. Tre partite, nove punti, nove gol segnati, nessuno subìto, una macchina finora perfetta. La prossima con i kazaki del Kairat e poi inizieranno le sfide vere, con Atletico Madrid, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund. Presentarsi con dodici punti darebbe una certa tranquillità all’Inter. Peraltro, questa è la settima vittoria di fila fra campionato e coppa. Oggi l’Inter non corre, vola. Non gioca, dà spettacolo. La Champions piace perché ci sono partite come quella di Bruxelles, dove ritmo e intensità non condizionano la tecnica, dove si arriva alla conclusione di continuo, dove la gara si può capovolgere in un istante. Sono partite che sfuggono a ogni previsione, anche la più ravvicinata. Mentre si poteva pensare che l’Union, continuando con quella velocità e quella aggressività, prima o poi avrebbe segnato, è successo l’opposto, ha segnato l’Inter e poi ha fatto anche il bis un attimo prima dell’intervallo, quando il numero dei tiri totali era arrivato a ventotto equamente divisi. Quanto a occasioni da gol se ne contavano quattro per i belgi e due, più i due gol, per l’Inter. Poca tattica, molto gioco.

La forza dell'Inter

I sei cambi decisi da Chivu rispetto alla vittoria di Roma hanno probabilmente condizionato l’avvio dell’Inter. Che non è stata sorpresa, ma proprio spaventata dall’Union nei primi dieci minuti. La squadra era messa male in difesa e non aveva sufficiente protezione dal centrocampo, De Vrij non teneva l’irrequieto David e Bisseck era in affanno contro il veloce Niang. Per loro fortuna a risolvere una bruttissima situazione ci ha pensato Lautaro, il cui nome finirà nel tabellino per il gol del 2-0, ma sarebbe più giusto mettercelo due volte perché una rete l’ha tolta proprio lui ai belgi con una respinta di testa sulla linea bianca. La grandezza dell’Inter è quella di una squadra che sa gestire le mille versioni di una partita. Se non può dominare, come era successo con la Cremonese e nel primo tempo dell’Olimpico, sa colpire con durezza. Soccorsa dalla fortuna nei momenti di sbandamento, è stata capace di risalire la corrente, prima impossessandosi della palla, facendola girare e rallentando il ritmo, così da acquietare gli scatenati avversari, e poi, una volta entrata in partita, ha preso ad attaccare alla sua maniera, con Dumfries, Frattesi, Calhanoglu e le sue punte. Non solo, ha chiuso le azioni da squadra cattiva, di quelle che non perdonano, capaci di individuare le fragilità dell’avversario. Per l’Union era la sua difesa e l’Inter se n’è approfittata. Primo gol da calcio d’angolo, raddoppio in contropiede con un’azione da applausi. La contesa vera e propria è finita lì, col 2-0. Poi sono arrivati il 3-0 su rigore di Calhanoglu procurato da Lautaro e il 4-0 di Esposito, su assist di Bonny. Primo gol di Pio in Champions, dopo il primo gol in A e il primo gol in Nazionale. Siamo davanti alla nascita di un bomber vero e di una coppia di attaccanti che porterà l’Inter (e speriamo l’Italia) ancora più su. 

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