Napoli-Qarabag, Gurbanov: «Serve coraggio. Maradona? Una motivazione anche per noi»
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Napoli-Qarabag, Gurbanov: «Serve coraggio. Maradona? Una motivazione anche per noi»

Il tecnico del azeri alla vigilia della sfida di Champions: «Si può fare risultato solo giocando all’attacco». Jankovic: «Attaccheremo sempre, anche contro i campioni d’Italia»
Davide Palliggiano
3 min

NAPOLI - Gurban Gurbanov è arrivato al Maradona con il rispetto di chi conosce bene la storia del Napoli e il peso emotivo di una ricorrenza che domani, inevitabilmente, attraversa l’ambiente azzurro: l’anniversario della morte di Diego Armando Maradona. Il tecnico del Qarabag non si è sottratto al tema. «Sapevo dell’anniversario, ho letto le parole di Conte: so che vorrebbero dedicargli la vittoria. È una motivazione in più per loro, ma anche per noi» ha spiegato alla vigilia. Da 17 anni alla guida del club azero, Gurbanov incarna una rarità assoluta nel calcio moderno. Un highlander della panchina, orgoglioso del percorso costruito con una squadra che rappresenta «una zona di conflitto», ma cresciuta calcisticamente a Baku: «Il Qarabag è molto importante per il nostro Paese. Sento questa responsabilità come cittadino azero. Lavorare qui da così tanto tempo è un onore, ma anche un impegno enorme».

La rivelazione Qarabag

L’impresa, però, per provare a costruirla servirà coraggio. Gurbanov lo ripete più volte, quasi fosse un mantra: «Non dobbiamo avere paura di subire gol, anzi dobbiamo essere coraggiosi. A Napoli si può ottenere un grande risultato solo giocando all’attacco». È la filosofia che ha portato il Qarabag a sorprendere tutti: vittoria in casa del Benfica, pareggio con il Chelsea, qualificazione ancora apertissima. E qualche curiosità concessa anche alla squadra: «Quando viaggiamo lascio sempre qualche ora libera. In una città bella e antica come Napoli sarebbe un peccato non farlo». Al Maradona ci saranno anche i tifosi arrivati dall’Azerbaigian a spingere il Qarabag. «Dobbiamo mantenere disciplina fino all’ultimo minuto, goderci la partita e restare concentrati. Il Napoli non perde in casa da quasi un anno? Non guardiamo le statistiche: loro sono grandi e hanno un grande allenatore. Conosco Conte, colgo l’occasione per salutarlo». Accanto a lui, in conferenza stampa, anche una vecchia, ma breve conoscenza del nostro calcio: Marko Jankovic, ex Spal e Crotone, oggi punto di riferimento del centrocampo azero. Nessun complimento di circostanza, solo realismo e ambizione: «Sappiamo che il Napoli è forte ed è campione d’Italia, ma noi abbiamo 7 punti e fiducia. Che si vinca o no, cambia poco: noi attacchiamo sempre, contro chiunque. Il nostro obiettivo è dare il massimo e guadagnare rispetto». E a chi gli chiede quale giocatore azzurro tema di più, Jankovic sorride: «Il mio preferito è De Bruyne… che per fortuna non c’è. Ma il Napoli è fortissimo lo stesso».


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