Juve, il disastro della difesa
Per un problema muscolare Bremer è uscito al 34' del primo tempo, seguito da Cambiaso (già ammonito) al 1' della ripresa. Sono entrati Gatti e Cabal. Il parziale del primo tempo era 2-1 per la Juve, il parziale del secondo era 4-0 per il Galatasaray. Un caso? Una semplice coincidenza? Può pure essere, ma di sicuro Gatti non ha rinforzato la difesa e Cabal l’ha proprio distrutta. Ora viene anche facile pensare che Spalletti abbia affrettato la sostituzione di Cambiaso, si è fidato del colombiano ed ha sbagliato. Lo ha fatto per prudenza, per non rischiare di restare in dieci. A questo ci ha pensato proprio Cabal che ha sulla coscienza il 2-2 e il 3-2 dei turchi, più l’espulsione per doppia ammonizione in otto minuti. Chissà fra quanto tempo rivedrà il campo, ma intanto il disastro è fatto. Anche se nella sua storia non mancano le grandi rimonte, sarà difficilissimo riparare il 2-5 di Istanbul. Potrebbe non esserlo solo in un caso, che la Juventus al ritorno giochi come nel primo tempo. Bella, convincente, autorevole, ha attaccato con velocità, intensità e qualità. Sotto certi aspetti una Juve vicina a quella dei primi 45' di San Siro. Viene da dare un consiglio a Spalletti: da oggi fino alla prossima partita e anche oltre, alla Continassa le partitine le faccia giocare undici contro dieci, visto che ormai l’inferiorità numerica sta diventando un’abitudine per la Juve, una volta per colpa di altri (Bastoni e La Penna) e una volta per colpe proprie (Cabal). Dobbiamo insistere sul disastro della difesa perché, pur alla presenza di ragioni evidenti (le espulsioni, appunto), la Juve ha preso otto gol nelle ultime due partite. Sono tanti, sono troppi anche per una squadra in dieci. A questi livelli gli errori individuali commessi da Cabal, da Kelly, da Thuram non si possono giustificare. E’ lì che deve mettere mano Spalletti. E se non avrà Bremer, sarà dura.
Yildiz, Koopmeiners e Kalulu
Restano altre considerazioni non piacevoli sulla sconfitta col Galatasaray. Per esempio la prima volta di Yildiz a Istanbul. Emozionato? Può essere. Di sicuro mai dentro la partita, né da esterno sinistro (quando è stato tartassato da Sallai, ma se lo doveva aspettare), né tanto meno da centravanti, dove lo ha schierato Spalletti nel secondo tempo. Sono partite come queste in cui il campione deve mostrare il meglio di se stesso e questa prova Yildiz l’ha fallita. Rimane anche qualcosa di positivo, a cominciare dalla doppietta di Koopmeiners. Era stato pagato 60 milioni di euro nell’estate di due anni fa. Grande acquisto, anche se costoso, era il parere di tutti. Del resto Koop arrivava dall’Atalanta dove nelle ultime due stagioni aveva segnato 22 gol. Da centrocampista. Nella Juve, il buio. Un giocatore perso e 60 milioni buttati. Poi è arrivato Spalletti che ha iniziato l’operazione-recupero spostandolo nel ruolo di difensore nella linea a tre. A Istanbul è tornato in mezzo al campo e ha piazzato i due gol dell’illusione. Poi, nel secondo tempo, l’olandese è scomparso insieme al resto della Juve. E un’altra parola buona va detta sul conto di quel “bischero” di Kalulu che in Turchia ha dimostrato che tanto bischero non è. Semmai il contrario: espulso follemente a San Siro, beffato follemente da un ulteriore turno di squalifica poche ore prima che iniziasse la partita, ha saputo giocarla con carattere e personalità, ha fatto vedere che quanto accaduto sabato sera sulla sua pelle non lo ha condizionato in nessun modo. Anzi.
